di Erika Noschese
La sinistra radicale, il mondo dell’ecologismo e il Movimento 5 Stelle salernitano trovano in Francesco Massimo Lanocita un portavoce che, a urne appena chiuse, non rinuncia alla verve polemica che ha caratterizzato la sua campagna elettorale. Con una percentuale che si assesta intorno al 14,10%, a un’incollatura dal centrodestra di Marenghi, la coalizione progressista si ritaglia uno spazio di manovra significativo in un consiglio comunale che si preannuncia denso di spigolosità. Se la vittoria di Vincenzo De Luca è un dato di fatto incontrovertibile, le modalità e i numeri di questa affermazione offrono a Lanocita il destro per un’analisi politica affilata, che mira a decostruire l’aura di invincibilità del “Sistema Salerno”. Il riconoscimento della sconfitta arriva subito, con garbo istituzionale, ma è immediatamente seguito da una puntuale radiografia dei flussi di voto. “Innanzitutto De Luca ha vinto, quindi gli faccio i miei complimenti”, dichiara Lanocita ai cronisti presenti. “Tuttavia, bisogna analizzare i dati: ha preso meno voti delle proprie liste. Le sue liste si attestano tra il 57% e il 59%, e per la prima volta lui ha preso la stessa cifra, ricalcando il dato che aveva ottenuto Vincenzo Napoli quasi cinque anni fa”. L’accento viene posto su un presunto ridimensionamento dell’appeal personale del leader rispetto alla macchina elettorale delle sue liste civiche. “Voglio dire, non è una vittoria bulgara come ci ha abituato in passato. Io, al contrario, sono molto soddisfatto della coalizione che ho rappresentato. Peraltro, credo di aver preso circa il 2% in più rispetto ai partiti e alle liste che mi hanno appoggiato, ovvero Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle e la nostra lista civica”. Questo dato sul voto disgiunto a suo favore rappresenta per Lanocita un’iniezione di fiducia. Il programma portato avanti nelle piazze e nei quartieri diventerà ora il manifesto dell’opposizione. “È stato un ottimo lavoro, una bella campagna elettorale, e questo ci sprona ancora di più a posizionarci all’opposizione in consiglio comunale”, spiega l’esponente progressista. “Sarà un’opposizione sicuramente intransigente, determinata, ma svolta in modo costruttivo e nell’esclusivo interesse della nostra città. Riporteremo al centro del dibattito tutte le nostre opzioni programmatiche: lo stop al consumo del suolo, la riforma dei consigli di quartiere, la riforma dello statuto, il rilancio del Forum dei Giovani e l’istituzione del referendum obbligatorio laddove si tenti di vendere i nostri beni pubblici. Insomma, tutti i temi sui quali ci siamo lungamente soffermati in queste settimane”. Ma il vero nodo politico che infiamma il dibattito salernitano è il cortocircuito tutto interno al centrosinistra. Come si concilia la feroce opposizione a De Luca a livello comunale con le alleanze che si intrecciano a livello regionale e nazionale? Lanocita sgombra il campo dagli equivoci, attaccando l’anomalia di un Partito Democratico evaporato in città. “Non è assolutamente complicato fare opposizione qui. A Salerno, la posizione di De Luca è una posizione del tutto civica, slegata dai simboli di partito”, chiarisce. L’affondo sul PD è durissimo: “Peraltro, è stato proprio De Luca ad aver voluto l’esclusione del Partito Democratico dalle liste e dalla competizione elettorale. Parliamo di un Partito Democratico che non si è neanche degnato di dare un’indicazione di voto ai suoi elettori, rimanendo del tutto silente in questa campagna elettorale. Tanto è vero che siamo stati noi ad aver dato rifugio a una serie di amici e compagni del PD che, delusi, si sono schierati con noi, compresi alcuni consiglieri”. La rottura politica, ideologica e sentimentale con la figura del neo-sindaco è totale. Alla domanda se De Luca rappresenti o meno la sinistra, Lanocita chiude con una sentenza che preannuncia scintille in consiglio: “Non so cosa sia De Luca in questo momento rispetto alla città. Sicuramente incarna un’iniziativa e un’ipotesi di governo che nasce da un coacervo di interessi dal quale noi ci sentiamo sideralmente lontani”.
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