Pubblicata la prima enciclica di papa Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas e dedicata alla «custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale». Il testo è stato firmato da Prevost il 15 maggio, nel 135esimo anniversario della promulgazione dell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, risposta del Vaticano alla rivoluzione industriale, accostata dall’attuale pontefice proprio alle nuove sfide poste dall’IA. Per la prima volta nella storia, alla presentazione dell’enciclica ha presenziato anche il papa. Tra i relatori chiamati a presentare il testo nell’Aula del Sinodo, assieme (tra gli altri) al cardinale Victor Manuel Fernandez, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e al cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, pure Christopher Olah, cofondatore di Anthropic.

L’incipit di Magnifica Humanitas
Questo l’incipit della prima enciclica di Leone XIV, che conta 231 pagine e cinque capitoli: «La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne, sapendo che “solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo”. Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza».
Nell’enciclica, Leone XIV scrive che occorre «disarmare» l’IA «per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e cognitiva; per rompere l’equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare; per sottrarla ai monopoli e impedirle di dominare l’umano». Tale compito, spiega il pontefice, «è etico, tecnico ed ecologico» in quanto l’intelligenza artificiale «è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti».

Gli altri temi affrontati nell’enciclica
In Magnifica Humanitas, il papa affronta anche altri temi, come la guerra: «Assistiamo a un vero cambio di paradigma nel discorso pubblico e nelle scelte di riarmo, con una preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale, mentre vengono erosi proprio quei criteri etici che ne avevano limitato l’uso». Nel testo il pontefice evidenzia inoltre che «non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile». C’è spazio anche per l’aborto e l’eutanasia: «Il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale, senza il quale è impossibile esercitare qualsiasi altro diritto. Quando questo diritto fondamentale viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite». Infine la condanna per gli abusi nella Chiesa: «Le comunità cristiane devono impegnarsi in una comunicazione trasparente e nella ricerca leale dei fatti. Purtroppo, non sempre è stato così. Abbiamo assistito con vergogna alla faticosa scoperta di verità dolorose anche su membri della Chiesa e su realtà ecclesiali».
