L’Amministrazione Trump sta invitando altri Paesi ad aderire a una nuova coalizione internazionale che – nei piani – consentirà il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita alcune fonti vicine alla Casa Bianca. L’iniziativa, chiamata Maritime Freedom Construct (Mfc) e messa a punto congiuntamente dal Dipartimento di Stato e dal Pentagono, è stata delineata in una circolare interna inviata alle ambasciate statunitensi, che incarica i diplomatici Usa di persuadere i governi stranieri.
Cosa c’è scritto nella circolare interna del Dipartimento di Stato
Il Maritime Freedom Construct «costituisce un primo passo fondamentale per la creazione di un’architettura di sicurezza marittima post-conflitto per il Medio Oriente», si legge nel documento, che parla della necessità di «garantire la sicurezza energetica a lungo termine, proteggere le infrastrutture marittime critiche e mantenere i diritti e le libertà di navigazione nelle rotte marittime vitali». Secondo quanto riportato nella circolare, la componente dell’iniziativa guidata dal Dipartimento di Stato fungerebbe da centro diplomatico tra i Paesi partner e l’industria marittima, mentre quella del Pentagono, operante dal quartier generale del Centcom in Florida, coordinerebbe il traffico marittimo in tempo reale e comunicherebbe direttamente con le navi che transitano nello Stretto di Hormuz.
«Il Maritime Freedom Construct integrerà altre task force per la sicurezza marittima, comprese le iniziative guidate da Regno Unito e Francia», si legge poi nella circolare. La nuova coalizione prevede che i partecipanti si scambino informazioni, coordinino gli sforzi diplomatici e applichino le sanzioni nei confronti dell’Iran. Nel documento c’è inoltre l’invito ai partecipanti a specificare se desiderano diventare «partner diplomatico e/o militare», anche se l’iniziativa non è stata concepita come una coalizione militare: «Accogliamo con favore ogni livello di coinvolgimento e non ci aspettiamo che il vostro Paese sposti risorse e mezzi navali dalle strutture e organizzazioni marittime regionali esistenti». Il Maritime Freedom Construct, precisa infine il documento, è distinto dalla campagna di massima pressione del presidente e dai negoziati in corso». Un alto funzionario dell’Amministrazione Trump ha confermato il piano, spiegando che si tratta di «una delle tante risorse diplomatiche e politiche a disposizione del presidente».
