Dopo il via libera della Camera dei deputati a luglio del 2025 è arrivato anche l’ok definitivo dell’aula del Senato alla legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. La ricorrenza verrà celebrata il 3 maggio, dunque già la prossima domenica. Negli ultimi 20 anni, in tutto il mondo, sono stati uccisi circa 1.500 giornalisti.
Il 3 maggio è la Giornata mondiale della libertà di stampa
Per la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi è stato scelto il 3 maggio perché in questa data viene già celebrata la Giornata mondiale della libertà di stampa. Paolo Emilio Russo, deputato di Forza Italia, ha detto che la data scelta è «un segnale importante di attenzione ad una categoria che ha dato un contributo prezioso alla nostra democrazia e a un settore, quello del giornalismo e dell’editoria, attraversato da una vera e propria rivoluzione».
Il Governo accoglie con grande soddisfazione l’approvazione unanime in Senato della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Un riconoscimento dovuto e atteso da molti anni. Da oggi in poi, ogni 3 maggio,…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) April 29, 2026
Meloni: «Un dovere onorare la memoria dei giornalisti uccisi»
«Da oggi in poi, ogni 3 maggio, l’Italia renderà omaggio a tutti quei giornalisti che hanno perso la propria vita per garantire il diritto dei cittadini ad essere informati, facendo arrivare i nostri occhi dove altrimenti non sarebbero arrivati, in Italia come all’estero», ha dichiarato Giorgia Meloni, ricordando poi «figure come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Andrea Rocchelli, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz». Uomini e donna, ha sottolineato la presidente del Consiglio, che «hanno messo la propria passione e la propria professionalità al servizio di tutti noi, e che tutti noi abbiamo il dovere di onorare».
