Il nipote di Mattei diffida Meloni: «Smetta di usare il nome di mio zio per il suo Piano»

Pietro Mattei, uno dei nipoti ed eredi di Enrico fondatore dell’Eni, ha diffidato Giorgia Meloni «dall’uso del cognome di famiglia dopo tre anni di governo e due dall’avvio del Piano strategico di partenariato con i Paesi africani». Lo riporta La Stampa, che ha ricevuto una lettera dal nipote dell’imprenditore morto nel 1962 in un incidente aereo.

Il nipote di Mattei diffida Meloni: «Smetta di usare il nome di mio zio per il suo Piano»
Enrico Mattei (Ansa).

Le accuse dell’erede di Mattei a Meloni

Meloni ha intitolato il suo Piano al fondatore dell’Eni in virtù del rapporto che aveva saputo coltivare con le nazioni africane. Ma la premier, sostiene il nipote Pietro, sta facendo esattamente «il contrario» dello zio, anche per quanto riguarda la dipendenza dagli Usa: «Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina».

Il nipote di Mattei diffida Meloni: «Smetta di usare il nome di mio zio per il suo Piano»
Giorgia Meloni in una foot del 2023, mentre osserva alcune citazioni di Enrico Matteo nella sua casa natale di Acqualagna (Ansa).

Pietro Mattei: «Faremo causa, civile e penale»

Nella lettera riportata da La Stampa, Pietro Mattei definisce l’operato di Meloni «in totale antitesi» con le gesta dello zio, che negli Anni 50 lanciò la sfida alle Sette Sorelle (locuzione coniata per indicare il cartello delle principali compagnie petrolifere occidentali), aggiungendo che l’uso del suo cognome è «finalizzato a scopi di propaganda» che rischiano di distorcere la figura e l’eredità politica del fondatore dell’Eni: «Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota».

Gli eredi reclamano anche una serie di beni da Eni

La Stampa riporta inoltre che i nipoti ed eredi di Enrico Mattei (che quando morì era sposato, ma senza figli), stanno reclamando da Eni una serie di beni appartenuti allo zio: «oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento, soprattutto due nature morte di Giorgio Morandi», per i quali «è stata presentata una citazione in sede civile per petizione ereditaria al tribunale di Macerata contro l’azienda di Claudio Descalzi». La multinazionale ha risposto dicendo che «i beni rientrano nel patrimonio aziendale di Eni, che pertanto farà valere tale posizione nel giudizio avviato dai familiari di Mattei».