Alla fine Giuseppina Di Foggia si è ‘arresa’. Dopo l’aut aut di Giorgia Meloni, l’ad uscente di Terna ha rinunciato alla buonuscita da 7,3 milioni di euro per poter traslocare in Eni. Lo ha reso noto martedì sera la società con un comunicato. «L’ing. Giuseppina Di Foggia ha manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell’indennità di fine rapporto». Ulteriori comunicazioni saranno diffuse «al completamento delle procedure previste dalla normativa e nel pieno rispetto dei principi di corporate governance».
La precisazione del Mef e l’aut aut di Meloni
La richiesta di un’indennità di 7,3 milioni di euro da parte dell’uscente Di Foggia, indicata alla presidenza dell’Eni, aveva spinto il Mef a ricordare le direttive del 2023 per limitare o escludere le indennità da corrispondere a fine mandato per scadenza naturale o dimissioni volontarie nelle società partecipate. Nel pomeriggio era poi intervenuta la premier che dal Salone del Mobile aveva invitato la manager a scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buonuscita di Terna. «Questa credo che sia una scelta di Di Foggia», aveva sottolineato Meloni. «Penso che debba scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buonuscita da Terna, mi pare abbastanza semplice la questione». Per la formalizzazione dell’accordo di rinuncia bisognerà attendere il prossimo cda, dopo di che Di Foggia dovrebbe presentare le sue dimissioni entro il 5 maggio per poter passare al Cane a sei zampe. L’assemblea di Eni è stata convocata per il 6 maggio, mentre quella di Terna il 12.
