«In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele». Lo ha annunciato Giorgia Meloni: il Memorandum non è stato dunque rinnovato per altri cinque anni a partire dal 13 aprile: ecco cosa prevede.
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Quando è stato siglato e l’entrata in vigore dell’accordo
Il Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele, siglato il 16 giugno 2003 a Parigi e entrato in vigore l’8 giugno 2005 dopo la ratifica del Parlamento, è un accordo bilaterale quinquennale che prevede la cooperazione appunto tra i rispettivi ministeri della Difesa, inclusi accordi di sicurezza tra l’Esercito italiano e quello israeliano (IDF).
Tra gli aspetti più rilevanti c’è la cooperazione industriale
Il Memorandum di intesa in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa tra Italia e Israele è composto di 11 articoli. Tra gli aspetti più rilevanti c’è quello della cooperazione industriale: che prevede la collaborazione tra aziende dei due Paesi nell’ambito della sicurezza informatica, dell’aeronautica e dei sistemi elettronici.

L’accordo è stato rinnovato tacitamente ogni cinque anni
L’accordo bilaterale si rinnova tacitamente ogni cinque anni, salvo il recesso di una delle parti. In tal caso cessa di avere efficacia al sesto mese successivo alla sua notifica. Il rinnovo saltato sarebbe stato il quarto: avrebbe esteso gli effetti fino al 2031.
Le critiche al Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele
Da sempre viene contestata la segretezza con cui il Memorandum copre le attività e gli scambi di informazioni tra Italia e Israele, mentre comporta oneri per il bilancio dello Stato. Negli anni più recenti l’accordo è stato oggetto di ulteriori critiche riguardanti la questione etica, visti i bombardamenti di Israele sulla Striscia di Gaza e gli attacchi contro l’Iran. Lo stop al rinnovo del Memorandum arriva nella fase in cui i rapporti tra Roma e Tel Aviv sono al livello più basso per i ripetuti incidenti in cui l’IDF ha attaccato o ostacolato i caschi blu dell’Unifil, di cui l’Italia ha il comando.
