Dopo essersi dimesso da capogruppo di Forza Italia alla Camera (al suo posto arriva Enrico Costa) e aver lanciato una stoccata velenosa ai figli di Berlusconi («I partiti si guidano dall’interno») Paolo Barelli è pronto a occupare la poltrona di viceministro per i Rapporti con il parlamento, dove ora c’è Matilde Siracusano. Quest’ultima, per fargli posto, si trasferisce ai Beni Culturali, dove sedeva il neo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Che ha sostituito Daniela Santanchè, travolta dalle indagini a suo carico e dalla furia meloniana post batosta referendaria. Il nuovo incarico sarà senza portafoglio e permette dunque a Barelli di mantenere la presidenza di Federnuoto. Anche se, a dare un’occhiata alle sue dichiarazioni patrimoniali pubbliche, in quella casella dedicata alla Fin si legge una curiosa annotazione: «Funzione delegata a terzo». Barelli probabilmente ha ceduto in passato ai vice la gestione operativa e la rappresentanza a causa degli impegni politici e anche di pregresse sospensioni internazionali, poi annullate dal Tribunale arbitrale dello sport. Se fosse stato dirottato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, con Adolfo Urso, non avrebbe potuto invece restare al suo posto alla Fin. Dunque quel trasferimento è saltato: Valentino Valentini, attuale viceministro del dicastero di via Veneto, rimane al suo posto. L’intricato gioco di incastri è destinato a concludersi con la nomina dell’attuale sottosegretario all’Economia, il leghista Federico Freni, alla presidenza della Consob, di cui si parla da gennaio, ma che è sempre stata frenata da fibrillazioni dentro il centrodestra. Da tempo Matteo Salvini spinge sul suo nome, incontrando le resistenze di Antonio Tajani. Che dopo gli ultimi scossoni politici ha dato il via libera. Appuntamento al Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi giovedì 16 aprile per l’ufficializzazione di tutti gli spostamenti.
Manlio Messina non sa che il 16 c’è lo sciopero?
Manlio Messina, ex big di Fratelli d’Italia ora in rotta con la famiglia Meloni, cioè le sorelle Giorgia e Arianna, ha detto: «È arrivato il momento di aprire il mio telefono e far capire cosa muove me e cosa invece muove chi gestisce il partito di Fratelli d’Italia». Annunciando poi che «giovedì 16 aprile in una conferenza stampa alla Camera dei deputati» vuoterà il sacco sul suo addio al partito. Qualcuno però dovrà ricordargli che quel giorno è in programma lo sciopero dei giornalisti. Comunque l’attesa è forte, per quello che potrà dire: qualche anticipazione è stata vista a Report, con la storia dei finanziamenti alle iniziative culturali in terra siciliana.

Giuli ai Lincei per Cibele
Appuntamento imperdibile per il mondo della cultura: nel pomeriggio di martedì 14 aprile a Roma, nell’Accademia nazionale dei Lincei, è in programma la presentazione del libro Venne la Magna Madre. I riti, il culto e l’azione di Cibele Romana di Alessandro Giuli. Che poi è il ministro della Cultura. Attesi Roberto Antonelli, in qualità di presidente dell’Accademia, e professori di chiara fama come Luigi Capogrossi, Paola Corrente e Mario Mazza.

Che tempismo: Prodi tra papi e dollari
Un timing perfetto: la presentazione del libro di Massimo Franco intitolato Papi, dollari e guerre. Il potere dell’America in Vaticano dai tabù del passato a Leone XIV, in programma nella serata di martedì, cade proprio nel momento giusto, dopo l’attacco di Donald Trump al pontefice. E pensare che era stata inserita in agenda da mesi. Fatto sta che a Roma, al Teatro Manzoni, sono stati invitati Romano Prodi, monsignor Antonio Mennini e molti altri ancora. Per Franco, «con l’elezione di un papa statunitense, l’ultimo Conclave ha sancito il tramonto dell’eurocentrismo di un Vaticano impoverito e diviso. Il nuovo corso di Leone XIV va letto però alla luce di una lunga e tormentata marcia sotterranea, che ha visto il cattolicesimo americano giocare spesso un ruolo cruciale, al di là delle apparenze». Non solo: «Il flusso dei contributi provenienti da oltre Atlantico è un indizio che non si può ignorare: dai fondi affluiti a Roma tra gli Anni 20 e 30 del Novecento da una benefattrice, amica di Roosevelt e di Pio XI e XII, a quelli arrivati durante e dopo la Seconda guerra mondiale tramite il cardinale Francis Spellman. Più di recente emerge il ruolo della Papal Foundation creata da Giovanni Paolo II per cementare il cosiddetto “asse del Bene” con gli Usa di Ronald Reagan, e oggi guidata dal cardinale di New York, Timothy Dolan. E affiora la potenza finanziaria dei Cavalieri di Colombo e delle istituzioni caritative e culturali che hanno innaffiato di dollari i bilanci del Vaticano».
Tutti da Grasso mercoledì sera
Mercoledì 15 aprile, di sera, nella romana Fondazione Marco Besso c’è in calendario la presentazione del volume Finché durerà la terra di Giovanni Grasso. Qui il braccio destro del presidente della Repubblica, il comunicatore del Quirinale, mette «a nudo il cortocircuito tra la religiosità autentica e uno spregiudicato uso del sacro come fonte di potere e di arricchimento». Intanto, nel piccolo schermo, Grasso colleziona presenze ovunque, per parlare del suo libro. Mentre sui social, soprattutto l’ex Twitter, si è prodigato molto nel rispondere agli utenti che polemicamente chiedevano spiegazioni sulla grazia concessa da Sergio Mattarella a Nicole Minetti.









