Fondazione Menna: Magaldi, protocollo scaduto

di Erika Noschese

 

 

Poche parole, lunghi silenzi. Un intervento necessario, forse, per mettere a tacere le polemiche. Dopo giorni di attesa, Letizia Magaldi, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Menna, rompe il silenzio e racconta la sua verità. Prima, però, parte da un dato di fatto: la convenzione è scaduta. L’associazione Limen non potrebbe — e non dovrebbe — occupare quegli spazi, almeno fino al rinnovo, che dovrebbe avvenire a breve. La stessa Magaldi, tuttavia, non esclude dubbi sulla possibilità di concedere nuovamente gli spazi all’associazione guidata, fino a una settimana fa, da Gianni Fiorito, oggi candidato al Consiglio comunale di Salerno nella coalizione che sostiene Vincenzo De Luca candidato sindaco.

Presidente, partiamo dal protocollo stipulato tra la Fondazione Menna e l’associazione Limen: è scaduto?

«Sì, è scaduto. Lo stiamo rinegoziando: stiamo valutando le condizioni per un’eventuale rinegoziazione e per una nuova firma».

Sarà sempre con l’associazione Limen?

«Dipende. Stiamo valutando se ci sono le condizioni e se si trova un’intesa sulle caratteristiche dell’accordo. Se l’intesa si trova, sì; altrimenti no».

Come mai è stata scelta l’associazione Limen e non altre associazioni presenti da tempo sul territorio e in cerca di spazi da anni? Ricordo che l’allora presidente Fiorito, oggi candidato al Consiglio comunale, è stato segretario dell’assessore Tringali. La moglie, invece, è nel CdA della Fondazione…

«Guardi, in questi anni sono state presenti tante associazioni giovanili. Tringali è stato presidente prima di me e, da quando sono arrivata io, ci sono anche altre associazioni che hanno svolto le loro attività. Abbiamo lavorato con l’associazione Abcd del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno; abbiamo collaborato con la Salerno Design Week e con l’associazione Teia di Salerno. Abbiamo dato apertura a tante altre realtà. Chiunque abbia fatto richiesta di svolgere attività all’interno della Fondazione ha avuto la possibilità di farlo. C’è un sito attraverso il quale si può scrivere un’email: si contatta la Fondazione, che è aperta a tutte le associazioni».

Parliamo di associazioni che, al pari di Limen, hanno la possibilità di usufruire di questi spazi?

«Certo. La Fondazione è aperta al pubblico. Non c’è un tornello davanti ad essa».

Ma se l’associazione occupa gli spazi ogni giorno, con una fascia oraria abbastanza ampia, quando viene data ad altri la possibilità di avere gli stessi benefici?

«La porta è aperta, chiunque può entrare a studiare. Ora, se si creino delle situazioni diverse, a me non risulta. Se ci sia una situazione di intimidazione all’ingresso di altre persone, a me questo non risulta. La porta è aperta, quindi chiunque può entrare e studiare».

Si possono organizzare anche degli eventi, al pari di quelli che organizza Limen?

«Certo. Le ripeto: ne abbiamo organizzati anche con altre associazioni. Attività con l’Archivio di Stato, con il Museo Provinciale, con decine di artisti».

Era stato annunciato un bando per permettere alle associazioni, a rotazione, di usufruire degli spazi della Fondazione. Perché non c’è mai stato?

«Attraverso il nostro sito abbiamo dato la possibilità di prenotare gli spazi. Come le ho detto, tante associazioni hanno aderito e hanno preso parte alle nostre iniziative e ai nostri spazi. Abbiamo fatto protocolli di collaborazione con il Museo Archeologico di Pontecagnano, con il Museo Provinciale di Salerno, con l’Archivio di Stato. Abbiamo lavorato più su progettualità che su bandi, come li chiama lei. In questi cinque anni abbiamo realizzato più di 50 eventi con un pubblico diffuso».

Ma parliamo di eventi singoli: le associazioni non hanno avuto questi spazi a loro disposizione, magari anche solo per delle riunioni…

«Basta scrivere alla Fondazione e chiedere lo spazio. Lo si ottiene, come è avvenuto in questi mesi. Poi, se la gente non lo sa, non posso obbligare le persone a farlo».

Forse, con un’associazione presente quasi ogni giorno, diventa complesso richiedere uno spazio…

«Non lo so perché non lo chiede. Ma è ovvio: se non si richiede, non si riceve».

La burocrazia è un po’ lunga?

«No, basta inviare una mail».

A chi ha provato ad organizzare eventi è stata richiesta una relazione ben dettagliata, anche solo per capire se vi fosse disponibilità…

«In realtà, la relazione ben dettagliata è stata richiesta a Limen, non ad altri. Ripeto: basta scrivere. Però sì, bisogna presentare un progetto, perché chiediamo informazioni sulle attività da svolgere e verifichiamo se sono compatibili».

Quali attività possono essere svolte?

«Attività culturali».

Presentazioni di libri, cineforum…

«Esatto».

Fiorito oggi è candidato al Consiglio comunale. Non ritiene possa esserci un conflitto di interessi, pur essendosi dimesso?

«Da quel che so, Fiorito si è dimesso. Non è più presidente dell’associazione».

Considerato il legame tra Fiorito e uno dei membri del CdA, tra lo stesso Fiorito e l’allora sindaco Napoli — e ricordo anche le riunioni dell’associazione svoltesi presso l’abitazione dell’ex primo cittadino — non crede ci sia un conflitto di interessi?

«Guardi, io non seguo la vita privata di chi ne fa parte. Lui (Fiorito, ndr), da quando si è dimesso, ha deciso di candidarsi. Finché uno non si candida può far parte della Fondazione».

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