Il premier spagnolo Pedro Sánchez risponde a Donald Trump dopo le minacce di quest’ultimo di interrompere le relazioni commerciali con la Spagna. «Non saremo complici di qualcosa di pessimo per il mondo semplicemente per paura delle rappresaglie di qualcuno. Non possiamo giocare alla roulette russa con il futuro di milioni di persone. Ripudiamo il regime degli ayatollah, ma rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica. È ingenuo pensare che la soluzione sia la violenza. La Spagna esige la fine delle ostilità», ha detto. E ancora: «Chiediamo che Stati Uniti, Israele e Iran cessino le ostilità e risolvano diplomaticamente questa guerra. Dobbiamo esigere che si fermino prima che sia troppo tardi. A un atto illegale non si può rispondere con un altro, è così che iniziano i grandi disastri dell’umanità».

Le minacce di Trump dopo il rifiuto di Madrid all’uso delle basi americane in Spagna
Pur senza citare direttamente Trump, Sánchez ha quindi fatto riferimento alla possibile “rappresaglia” degli Stati Uniti per la sua posizione anti bellica e per il rifiuto di Madrid all’uso delle basi americane nel territorio spagnolo per le operazioni militari in Medio Oriente. «La Spagna è un pessimo alleato. Infatti ho detto a Scott (Bessent, segretario al Tesoro, ndr) che stiamo tagliando tutti i legami con loro. Hanno detto che non possiamo usare le loro basi. Possiamo usare qualsiasi base che ci interessi. Possiamo semplicemente volare lì e usarle. Decideremo cosa non usare», aveva detto il presidente americano.

In dettaglio, il governo spagnolo ha vietato l’uso delle basi militari statunitensi di Rota e Morón, con gli Usa che ora stanno cercando alternative per i loro aerei come la Germania. Madrid ha invocato l’articolo dell’accordo bilaterale di difesa con Washington che consente alla parte spagnola di chiudere entrambe le basi militari in caso di dispiegamento aereo in una situazione di guerra. «Le basi utilizzate congiuntamente con gli Stati Uniti sono basi sotto la sovranità spagnola, soggette a un trattato con gli Stati Uniti e rientrano in questo quadro. La nostra sovranità e il trattato stabiliscono come possono essere utilizzate», ha spiegato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares.
