WhatsApp diventa a pagamento? Cosa c’è di vero e cosa sapere sull’abbonamento

WhatsApp si prepara per una piccola, ma importante rivoluzione. Meta, azienda di Mark Zuckerberg che gestisce la piattaforma assieme a Facebook, Instagram e Threads, sta pensando di introdurre la pubblicità all’interno della sua applicazione di messaggistica. Parallelamente, potrebbe anche essere introdotto un abbonamento mensile per chi desidera mantenere la propria interfaccia pulita e priva di annunci. Ad anticipare la possibile novità è il sito specializzato WABetaInfo, che ne ha individuato alcune tracce nella versione beta del software per Android 2.26.3.9. Ecco quanto potrebbe costare il servizio, quando arriverebbe online e quali utenti ne sarebbero subito interessati.

WhatsApp a pagamento? Ecco tutto quello che bisogna sapere

WhatsApp diventa a pagamento? Cosa c’è di vero e cosa sapere sull’abbonamento
Il logo dei social di Meta (Ansa).

Da anni ormai WhatsApp, che conta circa 2 miliardi di utenti, sta mutando pelle. Da pura piattaforma di messaggistica si sta evolvendo sempre più in uno spazio social con nuove funzionalità pensate per aziende e creator, tra cui i Canali e gli Stati. Non sorprende dunque che Meta, come già fatto sulle app di Facebook e Instagram, stia progettando di inserire alcuni annunci pubblicitari. Secondo ciò che ha riportato WABetaInfo, la novità riguarderà in un primo momento anche l’Italia, in quanto diretta agli utenti dell’Unione europea e del Regno Unito, territori dove le normative sulla privacy più stringenti spingono le aziende tech a offrire alternative tra pubblicità e opzioni a pagamento. Il prezzo stimato del nuovo abbonamento si aggira attorno ai 4 euro mensili, in linea con quanto visto appunto già su Facebook e Instagram.

Innanzitutto, una precisazione. Come anticipa WABetaInfo, Meta non avrebbe intenzione di piazzare gli annunci pubblicitari all’interno delle chat. Messaggi, chiamate, gruppi e videocall resteranno per il momento completamente gratuiti e senza alcun tipo di banner. Questi ultimi inizieranno invece ad apparire nella sezione Aggiornamenti, per intenderci quella dedicata agli Stati e ai Canali. In pratica, dovrà sottoscrivere un abbonamento soltanto chi vorrà mantenere pulita quella specifica funzione, mentre chi non la utilizza spesso potrà continuare a usare WhatsApp come ha sempre fatto, gratis. Primi dettagli anche su come abbonarsi: gli utenti potranno farlo infatti direttamente dal Play Store di Google (oppure Apple Store su iPhone) con un sistema di attivazione e disattivazione rapido e intuitivo.

Agli albori l’app di messaggistica era a pagamento

WhatsApp diventa a pagamento? Cosa c’è di vero e cosa sapere sull’abbonamento
Il logo di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

Qualora dovesse realmente concretizzarsi il nuovo progetto di Meta, non sarà la prima volta in cui gli utenti di WhatsApp si ritroverebbero a dover sborsare una piccola cifra per usare l’app. I veterani del web ricorderanno infatti che nei primi anni dal rilascio il servizio di messaggistica non era gratis, ma prevedeva un costo di 0,89 euro annui su Android o un pagamento una tantum sui dispositivi iOS dopo un periodo di prova gratuito iniziale. Un obbligo rimosso nel 2016, con una mossa che Meta prese nell’ottica di aumentare e favorire la diffusione mondiale.