Il bonus per la riqualificazione energetica del 2026 rappresenta uno dei maggiori incentivi per l’attuazione della transizione ecologica degli edifici esistenti. Nelle ultime ore, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato l’aggiornamento della guida dedicata alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, confermando le disposizioni della legge numero 199/2025. Per le spese sostenute nel corso dell’anno, la normativa stabilisce un’aliquota ordinaria del 36 per cento, che sale al 50 per cento qualora l’intervento riguardi l’abitazione principale del contribuente. Il beneficio si applica a immobili di ogni categoria catastale, purché già esistenti e censiti. È fondamentale ricordare che la detrazione deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo, richiedendo una sufficiente capienza fiscale per l’intero decennio al fine di non perdere alcuna quota del beneficio.
Bonus riqualificazione energetica: requisiti e novità 2026

L’accesso alla detrazione del bonus per la riqualificazione energetica richiede il rispetto di precisi criteri tecnici e amministrativi per garantire l’effettivo miglioramento termico degli edifici. La norma esclude gli impianti a gas, favorendo sistemi a biomassa e pompe di calore. Gli interventi ammessi comprendono le seguenti categorie:
- l’acquisto e la posa in opera di finestre e infissi;
- l’installazione di schermature solari;
- la sostituzione di impianti con caldaie a condensazione di classe A dotate di sistemi di termoregolazione evoluti.
In quest’ultimo caso, la detrazione può raggiungere il 65 per cento, mentre per i semplici infissi si attesta sui valori ordinari. La corretta posa in opera è essenziale per il risparmio dei consumi. La tabella seguente riassume le aliquote principali previste per l’anno in corso.
Limiti alla cessione del credito e bonus riqualificazione energetica 2026

In merito alla gestione finanziaria del beneficio, le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito risultano fortemente limitate dalle normative vigenti. Le restrizioni introdotte a partire dal 2023 hanno reso la detrazione diretta la modalità ordinaria di fruizione dell’incentivo. Sebbene esistano deroghe specifiche, la maggior parte dei contribuenti deve utilizzare il credito d’imposta nella propria dichiarazione dei redditi. Per i limitatissimi casi di utilizzo alternativo del bonus per la riqualificazione energetica, è possibile effettuare fino a tre cessioni ulteriori esclusivamente a favore di soggetti qualificati, quali:
- le banche e gli intermediari finanziari iscritti all’albo;
- le società appartenenti a un gruppo bancario;
- le imprese di assicurazione autorizzate.
Il divieto generale mira a stabilizzare i conti pubblici, pur mantenendo l’incentivo fiscale per chi possiede capacità di spesa. Per esempio, i correntisti delle banche possono ricevere il credito dai propri istituti, ma non possono cederlo ulteriormente. Risulta dunque opportuno verificare la propria posizione fiscale con un professionista prima di avviare i cantieri.
