Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno

Il Comitato per il Sì “Pannella Sciascia Tortora” organizza una conferenza pubblica sul referendum costituzionale in materia di separazione delle carriere dei magistrati e sorteggio del Csm, in programma giovedì mattina a Roma nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina. Attesi gli interventi di Giorgio Spangher, Nicola Buccico, Valerio Spigarelli e Vittorio Feltri.

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Vittorio Feltri (foto Imagoeconomica).

Tajani da Trentini a Roccella

La lunga giornata di Antonio Tajani, in qualità di ministro degli Affari Esteri: prima all’aeroporto di Ciampino per recuperare gli italiani in arrivo dal Venezuela, a cominciare da Alberto Trentini, poi al Senato a mezzogiorno e al pomeriggio alla Camera dei deputati. Quindi appuntamento a Palazzo Borromeo con la ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, per parlare di maternità surrogata. E nel pomeriggio di giovedì 16 gennaio nella sala Aldo Moro del ministero degli Esteri, altro incontro con la “collega” Roccella per la presentazione della “Guida alle adozioni internazionali”, realizzata dalla Farnesina in collaborazione con la Commissione adozioni internazionali. Una vitaccia…

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Eugenia Roccella con Antonio Tajani (foto Imagoeconomica).

Il Messaggero, Napoletano alla prova del cdr

Pomeriggio, certo non di fuoco, martedì al quotidiano Il Messaggero. Nella sede romana di via del Tritone è in programma la riunione del comitato di redazione per votare la fiducia al nuovo direttore Roberto Napoletano. L’esito è scontato…

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Roberto Napoletano (Imagoeconomica).

Rai Cinema scopre il banchiere Giannini

Giuseppe Tornatore, regista premio Oscar che ha prestato la sua arte al servizio di un film per Brunello Cucinelli, ora con Rai Cinema e Kavac Film sta lavorando alla scrittura della sceneggiatura di The first dollar – Il primo dollaro, per una pellicola dedicata alla figura di Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy, poi divenuta Bank of America. Il film sarà girato interamente in inglese, con un cast di attori italiani e internazionali. Giannini, figlio di emigrati liguri, nato in California nel 1870, «seppe rivoluzionare il sistema bancario mettendo il credito al servizio delle persone comuni: immigrati, lavoratori, donne, famiglie fino a quel momento escluse. Amava ripetere che non si può diventare mai così grandi da dimenticarsi della gente comune, un principio che ha guidato ogni sua scelta», evidenziano da Rai Cinema presentando il contenuto del film. Fu di Giannini «il sostegno decisivo alla nascita della grande industria cinematografica, finanziando opere di Charlie Chaplin, Walt Disney e Frank Capra; la costruzione del Golden Gate. Finanziò inoltre sia il New Deal sia il piano Marshall e contribuì alla ricostruzione dell’Europa e dell’Italia nel secondo Dopoguerra». Roba da far paura ai ministri Alessandro Giuli e Matteo Salvini, che si occupano, rispettivamente, di Cultura e di Infrastrutture. E Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, per parlare del film si imbarca in una lezione di politica bancaria, affermando che verrà sottolineata «la coerenza morale di un uomo che ha dimostrato come il successo economico possa andare di pari passo con la responsabilità sociale». Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sarà senz’altro in prima fila alla proiezione dedicata ai vip.

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Amadeo Peter Giannini, il figlio di emigrati italiani negli Usa e diventato uno dei più grandi banchieri americani, ricordato nel 2020 con un francobollo (foto Ansa).

Chi si rivede: l’85enne Bertinotti

Fausto Bertinotti non ha smesso di combattere. E di cercare la piazza. L’ex leader di Rifondazione Comunista, già presidente della Camera dei deputati, classe 1940, il pomeriggio di martedì 20 gennaio sarà a Roma nell’Accademia di San Luca per presentare un libro intitolato L’aula e la piazza. Dialogo sull’architettura, l’università e la società, di Alessandro Armando e Carlo Olmo. Un testo che sembra cercare un nuovo moto di rivolta nelle università che, secondo gli autori, «sono diventate luoghi di riproduzione piuttosto che di elaborazione del sapere. Il docente, sempre più incapsulato in un sistema di valutazione impersonale, si trova a destreggiarsi tra l’obbligo di costruire curriculum e pubblicazioni scientifiche e il vuoto di una comunità che non riesce più a dialogare al suo interno. L’internazionalizzazione, che avrebbe dovuto ampliare gli orizzonti della disciplina, è spesso ridotta a un meccanismo che promuove la globalizzazione dei saperi senza favorire una vera comprensione tra le diversità». Per questo, sottolineano, «non si tratta solo di riflettere su come restituire valore e orizzonti alle pratiche universitarie e professionali, ma di ritrovare spazi per un dialogo che vada oltre il semplice scambio accademico. Il confronto tra saperi, idee e tradizioni deve essere il cuore di un’architettura che non voglia ridursi a mera prestazione di servizio e riscopra la propria forza politica ed etica». Parole che sembrano ideate proprio per scatenare un esponente del sindacato, e poi della politica, come Bertinotti…

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Fausto Bertinotti (foto Imagoeconomica).