Marianna Madia lascia il Partito democratico per approdare da indipendente al gruppo parlamentare di Italia Viva. Il trasloco era nell’aria da mesi: tra gli esponenti del Pd più vicini a Matteo Renzi, difficilmente l’ex ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione sarebbe stata ricandidata nelle liste di Elly Schlein alle prossime politiche.

La lettera alla capogruppo dem Braga
Madia, che era stata ministra dal 2014 al 2018, scelta da Renzi e poi confermata da Paolo Gentiloni, ha comunicato la decisione in una lettera alla capogruppo dem Chiara Braga. «È ormai da qualche tempo che rifletto su quale sia, in un quadro politico in continua evoluzione, il modo migliore per interpretare il ruolo di deputato di opposizione che gli elettori ci hanno affidato e soprattutto per contribuire alla costruzione di un progetto di alternativa vincente e convincente al centrodestra», ha scritto Madia nella lettera, spiegando di essere «giunta alla conclusione» di potersi rendere «più utile svolgendo questo stesso lavoro in un’altra collocazione» e dicendosi certa che «il centrosinistra sarà più forte quando avrà ampliato la propria presenza nell’area politica, sociale e culturale che usiamo definire riformista». Da qui la scelta «difficile e sofferta» di spostarsi dal gruppo parlamentare del Pd, «in una logica non di rottura ma di continuità dell’impegno e delle idee» che ha «sempre coltivato». Madia, che nel 2018 è stata anche portavoce del Pd, alle primarie del 2023 per la segreteria dem aveva sostenuto Stefano Bonaccini, poi sconfitto da Schlein.
