Nordio. Dopo tutti i guai combinati cosa si aspetta per rispedirlo a casa?

di Aldoi Primicerio

 

Vogliamo fare la conta di Carlo? Abuso d’ufficio, separazione carriere, intercettazioni, misure cautelari, scontro d’odio con Anm, giusto processo, terzietà e, ciliegina sulla torta, la grazia a Nicole Minetti. Ne approfondiamo più avanti.

 

E c’è già chi fa un elenco dei peggiori (perché più contestati) ministri guardasigilli nella storia della repubblica.

Partiamo da Giovanni Conso (governo Ciampi, ‘93-‘94). Decise di non prorogare il regime di carcere duro (41-bis) per oltre 300 detenuti mafiosi. Fu letta dai media come un cedimento dello Stato a Cosa Nostra subito dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio e gli attentati di Roma, Firenze e Milano. Poi Alfredo Biondi (Berlusconi I, ’94). Il governo varò un decreto legge che vietava la custodia cautelare in carcere per i reati di corruzione e concussione.  I media lo definirono Decreto Salvaladri. Gli  editoriali di Indro Montanelli e le prime pagine del Corriere della Sera e di Repubblica cavalcarono un’ondata di indignazione popolare tale che il governo fu costretto a ritirare il decreto. A seguire, Filippo Mancuso (Dini, ‘95). Entrò in rotta di collisione totale con il pool di Mani Pulite, inviando ispettori ministeriali alla Procura di Milano. Mancuso fu ritenuto un sabotatore delle inchieste su Tangentopoli. Conclusioni: è stato l’unico ministro sfiduciato individualmente dal Parlamento. Ed ancora, Roberto Castelli (Berlusconi II e III 2001-06):Fu protagonista di scontri tra maggioranza di centrodx e magistratura, una sorta di anteprima dei giorni nostri, ma con un divario abissale tra i livelli di politica, di giornalismo e dei grandi media di allora, con quelli di oggi. E poi Clemente Mastella (Prodi II, 2006-08). Fu promotore dell’indulto del 2006. Le intercettazioni dell’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere, che coinvolgeva lui e la moglie (inchiesta però che poi si concluse con assoluzioni) scatenò una campagna di stampa che lo portò alle dimissioni in diretta al TG1 e alla conseguente caduta del governo. Ed ancora, Angelino Alfano (Berlusconi IV, 2008-11). Promosse il famigerato Lodo Alfano –  ricordate? – che garantiva l’immunità alle alte cariche dello Stato, poi miseramente dichiarato incostituzionale. E ci avviciniamo ai nostri anni con Alfonso Bonafede (Conte I e II, 2018-21). Riformò il processo penale con le modifiche della prescrizione (che però molti condivisero). Poi Marta Cartabia (Draghi, 2021-22). Pur di alto livello tecnico, fu supercriticata sulla riforma della giustizia civile e penale con cui tentò di bilanciare le posizioni opposte ereditate dal governo precedente. E siamo al nostro Carlo Nordio, per le sue velleitarie manie di riformare il processo penale, la precrizione, le carriere dei magistrati, le intercettazioni, insomma le riforme (secondo lui) liberali e garantiste.

 

Carlo, secondo noi il peggior ministro degli ultimi 30 anni al dicastero di via Arenula

Ecco quelli che da molti vengono definiti i suoi guasti, guai, errori o bugie, a seconda della fonte di contestazione. Abolizione del reato di abuso d’ufficio: È stata una delle prime e più contestate mosse. Secondo i critici, l’eliminazione di questo reato lascia privi di tutela i cittadini e favorisce l’impunità per amministratori locali e sindaci, oltre a creare il rischio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea. Nordio ha sostenuto che tale misura servisse a eliminare nei sindaci la “paura della firma”. Che stupidata! – Separazione delle carriere magistrati: è stata vista dai critici, e poi dal popolo che l’ha bocciata al referendum, come un tentativo di controllo della magistratura da parte del Governo e un modo per indebolire l’indipendenza dei PM – Stretta sulle intercettazioni e “bavaglio”: Nordio ha più volte attaccato l’uso “abnorme” e i costi delle intercettazioni, Una bugia, perché infondata. Le critiche sostengono che questo limiti il diritto di cronaca e nasconda informazioni essenziali per le indagini, specialmente in casi di mafia e corruzione – Riforma delle misure cautelari (GIP collegiale): la decisione affidata a tre giudici, invece di uno, contestata perché a rischio di caos,  paralisi giudiziaria ed un aiuto ai criminali per inquinare le prove prima dell’arresto – Lo scontro con l’Anm:  Il ministro è stato accusato di inadeguatezza, e di condurre una battaglia ideologica (proprio lui ex-Pm) contro la magistratura, definita da alcuni esponenti di governo come “intollerabile invadenza” – Contraddizioni sulla “giustizia giusta e veloce”:  Ha lui stesso ammesso in alcune dichiarazioni che le sue riforme non avrebbero inciso direttamente sulla rapidità dei processi  

 

Caso Minetti. Se confermate le “menzogne”, il cambio di parere della Procura e la revoca della grazia un obbligo morale. E poi le dimissioni. Sì, ma di chi?…

Tornare ad occuparci, dopo 16 anni, del caso “Ruby, la nipote di Mubarak”, potrebbe sollevarci dall’incubo di parlare tutti i giorni di Gaza Libano ed Iran, di Trump, Putin, Netanyahu, Macron, Meloni, e compagnia bella. Ma dovremmo tornare ad occuparci di cose sgradevoli, della famosa “igienista dentale”, la pupilla di Silvio, la “capa” delle Olgettine. Purtroppo ora vi siamo costretti, perché dietro a questi ricordi spiacevoli c’è sempre lui, Carlo Nordio. E’ lui che ne ha chiesto la grazia. L’uomo di ferro che voleva spazzare le correnti dei magistrati, separare lo loro carriere, disarmare i Pm ex-suoi colleghi, è ora anche quello che ha portato fretta a Procure e Quirinale perché si concedesse la grazia ad una che veniva definita la “sacerdotessa” delle cene eleganti. Non accorgendosi, Carlo, che spingeva in un vicolo cieco e senza uscita la Meloni ed il suo governo. Ma, molti chiedono: vi accorgete solo ora che il caso Minetti era insostenibile? Considerato il profilo della richiedente? Lei, il motore delle Olgettine, l’animatrice delle serate conviviali, la curatrice degli appartamenti delle ragazze? E’ mai pensabile che Nordio, un ministro ex-magistrato, abbia potuto procedere, sapendo e coprendo tutto? Oppure, è davvero teorizzabile una leggerezza e scarsa acutezza dello stesso ministro e della Procura di Milano? Ed è sul serio concepibile che tutto questo can-can sia partito da un articolo su un giornale e non da un’inchiesta di una Procura? Ed ancora: può essere vero che gli elementi portati a sostegno della domanda di grazia (specie quelli inerenti all’adozione ed allo stato di salute di un bambino) debbano tutti rivelarsi infondati? Ed infine, perché mai riversare le colpe sull’unico incolpevole di questa brutta storia italiana, il nostro Presidente Sergio Mattarella? Lui, impossibilitato a verificare in via diretta la veridicità dei fatti, e fidando solo sul placet del ministro e sul parere della Procura?  E la “graziata”?  Mai fatto un giorno di prigione, mai un’ora di servizi sociali.

E Nordio? Lui, che per il resto è un’ottima persona,  dopo tutti i guai ed i guasti perpetrati in questi 3 anni e mezzo di governo. non sa più cos’altro fare per mettere in difficoltà Giorgia Meloni. Lei che non può più disfarsi di un’eredità di Silvio, e che potrebbe anche pagarne un costo politico assai alto.

 

 

 

 

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