Ciambriello: Carceri salernitane, allarme minorenni

di Erika Noschese

Seimila minorenni fermati, denunciati o inseriti in percorsi di messa alla prova tra comunità e istituti penali. In provincia di Salerno, tre minori sono stati accusati tentato omicidio; si registrano inoltre 39 casi di reati contro la persona, episodi di ricettazione e riciclaggio e circa trenta minori trovati in possesso di armi. A snocciolare i dati è Samuele Ciambriello, Garante delle persone private della libertà della Regione Campania, che ieri mattina ha presentato la relazione annuale 2025. Una relazione che riguarda le carceri della Campania – adulti e minori – con un focus specifico sul territorio della provincia di Salerno, analizzando sovraffollamento, criticità e buone prassi. I numeri sui tossicodipendenti in carcere, le problematiche legate alla salute mentale e l’incremento dei reati commessi dai minori, con episodi di violenza, uso di armi e reati contro la persona, sono al centro del documento. «Accanto al sovraffollamento presente nella provincia di Salerno, si registra anche la carenza di 94 agenti di Polizia Penitenziaria, oltre alla mancanza di educatori e psicologi. Un elemento positivo, però, è rappresentato dalla terza sezione del carcere di Salerno Fuorni. In questa sezione, lo scorso anno, 19 detenuti sono stati trasferiti al carcere a custodia attenuata per tossicodipendenti di Eboli, mentre 11 sono stati inseriti in comunità. Questa esperienza, dedicata ai tossicodipendenti nel carcere di Fuorni, va difesa e valorizzata», ha dichiarato il garante dei detenuti. I dati. Le tre carceri della provincia di Salerno – Fuorni, Eboli e Vallo della Lucania – ospitano complessivamente 709 persone, a fronte di una capienza di 470 posti disponibili. Di queste, 99 sono straniere e 32 donne, la cui presenza è stata segnalata solo per il carcere di Fuorni. Tra le criticità emerge, ancora una volta, la carenza di agenti di polizia penitenziaria: 21 a Eboli, 157 a Fuorni e 34 a Vallo della Lucania. La pianta organica prevede numeri decisamente superiori: 24 a Eboli, 261 a Fuorni e 21 a Vallo della Lucania, con una carenza complessiva di 94 agenti. Eventi critici. Nel 2025, negli istituti del Salernitano, si sono registrati 109 sequestri di oggetti non ammessi nelle camere di pernottamento; 17 sequestri nelle sale colloqui; 103 infrazioni disciplinari; un’evasione sventata in semilibertà; 12 atti di autolesionismo; 71 tentati suicidi e 2 aggressioni ai danni di altri detenuti. Detenuti tossicodipendenti. I dati sono significativi: a Fuorni si contano 156 tossicodipendenti, 48 a Eboli, mentre non sono pervenuti dati da Vallo della Lucania. «Attualmente, a Fuorni si contano 156 detenuti tossicodipendenti. In passato, la struttura è stata anche definita una “piazza di spaccio”, come dichiarato dall’ex procuratore. Proprio per questo, è necessario mettere in campo un maggior numero di progetti di rieducazione e risocializzazione. È positivo quanto avviene a Eboli, che ospita un piccolo carcere a custodia attenuata con 54 detenuti tossicodipendenti», ha spiegato Ciambriello. Il carcere di Fuorni oggi concentra l’81% dei detenuti tra i 60 e i 70 anni, mentre risulta limitata la presenza di giovani. Uepe. I soggetti in carico nel 2025 sono 4.822, ma si registra una rilevante criticità sul fronte delle attività svolte e delle persone seguite. Per quanto riguarda Salerno, sono 2.763 i soggetti in carico per l’esecuzione di misure e sanzioni di comunità, a testimonianza del ricorso a strumenti alternativi alla detenzione. Nello specifico, 949 soggetti sono in prova ai servizi sociali; 390 in detenzione domiciliare e 57 in regime di semilibertà, mentre non si rilevano casi di semidetenzione o libertà controllata. Si contano, invece, 84 persone in libertà vigilata. Per quanto riguarda il lavoro nelle carceri della provincia, sono 13 i lavoratori alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, mentre risultano attivi due corsi di formazione professionale che coinvolgono complessivamente 20 persone. USSM. In Campania, al 31 dicembre 2025, sono oltre 2.400 i minori in carico: 1.085 nella fascia di età tra i 14 e i 17 anni e 1.405 tra i 18 e i 25 anni. Per quanto riguarda Salerno, si tratta prevalentemente di persone di sesso maschile; solo due sono di sesso femminile, a cui si aggiungono sei stranieri maschi. La presa in carico avviene, nella maggior parte dei casi, a seguito di reati contro cose, animali e terreni, per un totale di 39 casi. Non emergono truffe o frodi informatiche, mentre si registrano 22 episodi di ricettazione e uno di riciclaggio. «C’è poi un dato particolarmente allarmante: nella nostra regione si registrano 7.807 detenuti a fronte di 5.500 posti disponibili. Di questi, 2.113 sono tossicodipendenti. Un detenuto con problematiche aggiuntive evidenzia anche le criticità denunciate dai familiari: all’esterno, i SERD non funzionano adeguatamente, così come le politiche sociali. In Campania si contano inoltre 482 detenuti con disturbi mentali», ha aggiunto il garante. Dalla relazione emerge inoltre un dato rilevante sui reati contro l’incolumità pubblica legati agli stupefacenti: 90 episodi tra produzione, spaccio e traffico illecito, a cui si aggiungono 3 casi di associazione finalizzata al traffico di droga. Dall’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Salerno, nel corso del 2025, sono stati presi in carico 450 soggetti, per la maggior parte ragazzi tra i 14 e i 17 anni. «Alcuni casi sono stati riscontrati anche nel carcere di Fuorni. È quindi necessario potenziare i progetti di recupero e rieducazione, includendo anche il piccolo carcere per sex offender di Vallo della Lucania, dove negli ultimi anni sono stati avviati, insieme al Comune, alcuni interventi utili. Salerno città entra ancora poco nel carcere e Fuorni si apre poco alla città. Occorre ridurre le distanze, evitare di creare muri e smettere di rimuovere il carcere dal contesto sociale: bisogna invece costruire ponti. La manifestazione di oggi va proprio in questa direzione. È necessario riportare al centro la questione educativa. Dobbiamo puntare sul principio “meglio prevenire che curare”, intervenendo nella scuola, ma non solo con l’apertura pomeridiana: molti di questi ragazzi non frequentano né la mattina né il pomeriggio. Serve un progetto educativo più ampio, con maestri di strada e interventi territoriali. Per i minori bisogna ripartire dalle periferie. E, se si dovesse scegliere uno slogan, dovrebbe essere questo: fare di Salerno una vera città dei bambini», ha concluso il garante Samuele Ciambriello.

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