di Mario Rinaldi
L’ufficialità è giunta nella mattinata di lunedì scorso, quando i vertici provinciali del centrodestra hanno depositato la documentazione necessaria per la presentazione della candidatura a presidente di Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati ed esponente di Forza Italia. Presenti il deputato e commissario provinciale di Fratelli d’Italia Imma Vietri, il segretario provinciale e consigliere regionale di Forza Italia Roberto Celano, il consigliere provinciale di FdI e primo cittadino di Mercato San Severino Antonio Somma, il dirigente salernitano della Lega Aurelio Tommasetti, il dirigente salernitano dei forzisti Vittorio Acocella, oltre al candidato presidente Aliberti, il quale è appoggiato anche da Noi Moderati. Intanto, dopo 13 anni al Comune di Scafati si ricompatta: Fratelli d’Italia, infatti, è in maggioranza. ““Dopo l’incontro con i vertici di Fratelli d’Italia, finalmente dopo tredici anni il centrodestra a Scafati, torna a essere un blocco amministrativo unito con il ritorno ad un’azione di governo condivisa. Si tratta di un atto di grande maturità, non solo da parte della mia maggioranza, ma anche di chi, insieme a noi, contribuisce all’azione di governo a livello nazionale. Questa unità ci consentirà di operare con maggiore tranquillità e di aprirci a un confronto costruttivo, capace di generare nuove idee sempre orientate al bene della città.
Lunedì mattina, il centrodestra, compatto, ha ufficialmente presentato la sua candidatura alla presidenza della Provincia di Salerno. Le sue sensazioni.
“Una grande responsabilità, ma anche una profonda soddisfazione: intorno alla mia figura siamo riusciti a mantenere compatta una coalizione che governa anche a livello nazionale. L’auspicio è che si lavori insieme con entusiasmo”.
È nato anche un comitato a sostegno della candidatura di Pasquale Aliberti alla presidenza della Provincia di Salerno.
“Il comitato, nato tra parlamentari e consiglieri regionali di Forza Italia, è un segnale dell’importanza di queste elezioni. Sono tanti i consiglieri che hanno già lavorato per la raccolta firme e che, in queste ore, sono impegnati nell’organizzazione di riunioni e momenti di confronto che vanno anche oltre il perimetro del centrodestra”, ha dichiarato il sindaco. “È importante sottolineare che questa unione non nasce da difficoltà numeriche: abbiamo approvato il Bilancio e il Documento Unico di Programmazione in piena serenità. Si tratta invece di una scelta politica forte, che lancia un messaggio chiaro anche a livello regionale e nazionale: se si governa insieme a livello nazionale, lo stesso schema deve essere replicato sui territori, aprendosi anche al civismo, una realtà sempre più rilevante fatta di amministratori senza tessera di partito ma con grande senso di responsabilità”, ha aggiunto.
Le elezioni provinciali del gennaio scorso hanno visto l’affermazione del centrosinistra. Secondo lei questo risultato può incidere anche sul voto del presidente?
“Sono due competizioni completamente diverse, qui purtroppo non si esprime il popolo ma si tratta di una elezione di secondo livello. Sicuramente la maggioranza degli amministratori di questa provincia spinge a sinistra, ma c’è anche tanto civismo tra i consiglieri comunali ed anche amministratori delusi dal potere deluchiano che ancora una volta dimostra di schiacciare totalmente il partito democratico e tutti i partiti del centrosinistra”.
Questo voto può dare anche delle indicazioni per le amministrative del 24 e 25 prossimi? O sono competizioni completamente scollegate tra loro?
“Sicuramente potrebbe incidere, dando maggiore vitalità e consapevolezza al centrodestra, ma soprattutto un messaggio: bisogna camminare uniti andando oltre la coalizione e non dividerci, creando condizioni favorevoli per i nostri avversari sui territori”.
Dovesse essere eletto, quali saranno le priorità del suo programma per la Provincia di Salerno? Si parla molto di valorizzazione delle aree interne. Cosa ne pensa?
“Ridare Palazzo Sant’Agostino agli amministratori, al di là delle appartenenze politiche. Una Provincia realmente al servizio del territorio, in cui sindaci e amministratori non siano costretti ad inchinarsi all’ex presidente della Regione per ottenere persino la possibilità di varcare le sue porte. Le aree interne hanno bisogno di infrastrutture, ma anche di una concreta valorizzazione sul piano turistico. Serve, quindi, una maggiore attenzione sia alle opere strutturali che a quelle immateriali, per garantire sviluppo, dignità e opportunità a tutto il territorio”. Che piaccia o no, sulla figura del sindaco di Scafati, il centrodestra sembra aver ritrovato quella compattezza che è andata un po smarrendosi in altri ambienti politici, soprattutto in vista delle elezioni amministrative di fine maggio. Un chiaro segnale che il centrodestra intende giocarsi la partita su tutti i livelli istituzionali.
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