Tutti i colori dei suoni con il Michael Rosen Quartet

Di Olga Chieffi Secondo appuntamento, stasera al Teatro Pier Paolo Pasolini di Salerno alle ore 21, per la quarta edizione de’ Il colore dei suoni, un progetto artistico del Teatro Pubblico Campano curato da Giuseppe Zinicola con la collaborazione di Franco Tiano, dedicato alla musica dal territorio e alle contaminazioni sonore internazionali, una prestigiosa vetrina, che vuole celebrare la diversità musicale e la bellezza dell’incontro tra culture e generi. Dopo il trio di Joe Chiariello, sarà il momento del Michael Rosen Quartet, composto dal leader al sax tenore e soprano, Nicola Cordisco alla chitarra, Tommaso Scannapieco al contrabbasso ed Elio Coppola alla batteria. Grinta, determinazione, pathos, sono le caratteristiche di questa ancia, capace di rendere immediatamente l’atmosfera calda e rarefatta. Il suo sound accattivante e la sua simpatia ne hanno fatto un artista molto richiesto anche da cantanti come Mina , Celentano , Concato , Rossana Casale , Renato Zero, Giorgia, ecc. Ha all’attivo diversi CD a suo nome e tante partecipazioni. Il suo primo cd ” Elusive Creatures ” (Splasch), uscito nel 1996, raccoglie tutte sue composizioni ad eccezione di uno standard. Per tre anni consecutivi, Rosen è stato votato dal sondaggio dei lettori della rivista Jazzit come uno dei dieci migliori sassofonisti soprano al mondo, classificandosi al 4° posto nel 2011 dopo Dave Liebman, Wayne Shorter e Branford Marsalis. Dotato di una tecnica estremamente avanzata, riesce a passare da momenti trascinanti a situazioni molto più liriche con estrema facilità. Il concerto sarà il distillato di una somma di esperienze collettive che iniziano ormai a perdersi nella notte dei tempi del jazz e di cui sono sufficiente testimonianza i magnifici ottantasei anni di Jones. Il sax tenore di Rosen è divenuto sinonimo di sonorità corposa, fraseggio fluente, energia comunicativa innervata dal fuoco della passione e figlia, in primo luogo, delle vie Maestre del sax tenore più travolgenti. Rosen è riuscito nell’impresa di portare a compimento una sintesi espressiva che da una parte coniuga la lezione coltraniana con il resto della storia del sax, mentre dall’altra combina i raziocinanti impulsi boppistici con i diversi umori che hanno fatto da sprone al jazz dagli anni Sessanta in avanti. Da sintesi a sintesi attraversando fluidità, logica e feeling, che sposa con la ricchezza di voicing, bellezza di suono e senso musicale nello scegliere “dove” collocare gli accordi in relazione al solista. La nuova sintassi si sovrappone alla tradizione, ma non la trasforma lasciando convivere le sezioni di un’immaginaria orchestra che, nelle mani del quartetto suona un estemporaneo “arrangiamento-background” al solista. Prossimo appuntamento, fissato per il 10 aprile, il Nicky Nicolai Quartet, in una serata dal titolo “Mille bolle blu”, con la vocalist sostenuta da Daniele Sorrentino al basso elettrico Andrea Rea al pianoforte e Luigi Del Prete alla batteria per un viaggio nei migliori anni della nostra canzone. Al centro della narrazione i brani che hanno segnato la stagione più feconda della canzone italiana, portati al successo da alcuni dei più grandi nomi del nostro panorama musicale, e qui affidate alla sensibilità di interprete, ricca di calore e swing, di Nicky Nicolai: si va da “Se stasera sono qui” di Minaa “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo, da “Una carezza in un pugno” di Adriano Celentano a “Che sarà” di Josè Feliciano, per arrivare alla splendida “Ancora” di Eduardo De Crescenzo. Ma ci saranno anche scelte indirizzate su brani meno noti dal repertorio di artisti conosciuti, a cominciare da “Se tu ragazzo mio” del 1969 che non è certo il brano più noto della indimenticata cantante romana Gabriella Ferri, eppure ascoltandolo si torna immediatamente indietro nel tempo: è la magia delle canzoni, capaci di farci riassaporare momenti, atmosfere racchiuse in un luogo lontano eppure ancora vivo della nostra memoria.

L'articolo Tutti i colori dei suoni con il Michael Rosen Quartet proviene da Le Cronache.