PORTICCIOLO

 

Alberto Cuomo

 

Nella sua ultima uscita su un canale di Facebook De Luca, quasi sia già sindaco di Salerno, in risposta alle manifestazioni per la salvaguardia del “porticciolo” di Pastena, ha sostenuto, con il plurale maiestatis, che “non consentiremo porcherie sul piano urbanistico” essendo, a suo dire, contrario alle colate di cemento e attento piuttosto all’ambiente. Se si considera che a Salerno non esiste più alcuno spazio libero e che la città è affogata nel calcestruzzo e nei mattoni, viene da pensare che forse l’ex presidente regionale non approvi le tante costruzioni realizzate dai pochi, soliti, imprenditori, con la complicità di dozzinali e corrivi progettisti, in un vero e proprio sacco della città. Per fortuna De Luca non ha pronunciato la parola “riqualificazione” utilizzata in altri casi e dai propositori del nuovo porto turistico progettato diversi anni fa unitamente al “polo nautico” in sfregio alle spiagge libere ed agli edifici esistenti. L’ingegnere Angelo Ilardi infatti, a nome della società proponente, è intervenuto a sua volta dopo la protesta dei residenti, per chiarire che il porto progettato è in attesa delle autorizzazioni dei ministeri responsabili – tra essi il Ministero dei trasporti che vede sottosegretario l’onorevole salernitano Antonio Iannone – e che il progetto intende “riqualificare” l’area definendo un più ampio lungomare (forse sarebbe meglio dire lungoporto) e nuovi servizi, senza sottrarre spazi alle spiagge o inquinare le acque. È probabile che l’uso errato del termine “riqualificazione” sia dovuto proprio al significato che gli ha attribuito De Luca tale da consentire all’ingegnere Ilardi di utilizzarlo allo stesso modo. Infatti molti interventi urbani, tra i quali il più noto è quello per l’area delle cosiddette “chiancarelle”, sono stati oggetto di presunte “riqualificazioni” che si sono sostanziate in realtà nella realizzazione di nuove edificazioni, nel caso citato, una falsa piazza, invero  un solaio privo delle pendenze necessarie per il corretto deflusso della acque piovane, e un enorme fabbricato il cui intento speculativo è stato mascherato da colonne simildoriche in un dispositivo simile alle vendite o agli acquisti di borse, abiti, orologi che imitano prodotti dei grandi marchi mettendo solo la griffe. Evidentemente nell’uso salernitano, il termine indica nuove disposizioni dei luoghi sì da essere utilizzato dall’ingegnere Ilardi per il progetto del porto turistico a Pastena in sostituzione dell’attuale porticciolo. E invece, sia nel gergo urbanistico, con la sua distinzione dalla rigenerazione, sia nel senso comune, la parola “ri-qualificazione”, dal prefisso ri- implica un ripetere, ovvero un qualificare ripetendo il luogo cui si vuole conferire nuova qualità. L’ingegnere Ilardi ha sicuramente il diritto di difendere il proprio progetto sebbene non possa non comprendere che la costa della città lunga, dal confine con Vietri sul mare al Picentino, poco più di 10 chilometri non possa accogliere ben cinque porti i quali, interrompendo ha vista e la fruizione del mare per i bagnanti, sono, per così dire, inquinanti visivi e funzionali e pertanto per niente qualificanti. Il progetto del porto-Ilardi, con il temporeggiamento allusivo di De Luca, e i sottaciuti giudizi (positivi) degli esponenti dei partiti della destra, appare essere la cartina di tornasole dei rapporti tra le due maggiori parti politiche salernitane, portando a considerare che tra esse non vi sia una netta contrapposizione circa gli interventi passati e futuri per la città. Del resto è noto che De Luca abbia molti simpatizzanti nella Lega e che a Salerno ben due candidati-sindaco della destra sono passati, subito dopo la loro sconfitta elettorale, con armi e bagagli dalla sua parte. E non solo, a mostrare la sostanziale approvazione dei suoi atti politici e amministrativi la destra non si è opposta al nefasto Piano urbanistico firmato da Bohigas e alla conseguente campagna di cementificazione della città, alla progettazione dell’ampliamento del porto commerciale, agli inutili appalti qual è quello per un nuovo ospedale copia del Ruggi. Anche per le prossime elezioni comunali, se non appare giustificato l’attendismo nel definire un programma e individuare un candidato da parte della coalizione di sinistra, il cosiddetto campo largo, tanto largo da essere slabbrato, ancor più inspiegabile è l’indugio della destra a esprimere i suoi disegni per Salerno oppositivi a quelli di De Luca, essendo intenta e attardata solo a determinare il suo rappresentante per la poltrona di primo cittadino. Invero i nomi dei possibili candidati sin qui individuati (Marenghi, Fauceglia, etc.) sono sicuramente ottimali e tuttavia non ha senso scegliere una persona per lasciarla sola e farne una vittima sacrificale. Sarebbe infatti opportuno che, come è accaduto in passato, con il Psi, quando presentò alle elezioni civiche i maggiori esponenti del partito, il ministro Conte compreso, si candidino, nelle liste della destra al Consiglio comunale i maggiorenti di Fratelli d’Italia, di Forza Italia, Lega, Noi Moderati, Unione di Centro e così via. In caso contrario bisogna rassegnarsi al fatto che a Salerno capoluogo non c’è una opposizione a De Luca e che questioni come quella del porticciolo sono lasciate al suo libero arbitrio.

L'articolo PORTICCIOLO proviene da Le Cronache.