Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno

«Andrà a finire che se vinceranno i no al referendum sulla giustizia sarà colpa dei tifosi della Lazio», dicono dalle parti di Palazzo Chigi, dove non mancano i fan della squadra biancoceleste che per tradizione ha tantissimi sostenitori “con il cuore a destra”: a Roma la situazione calcistica è incandescente, con la curva Nord dello stadio Olimpico che anche nella serata di mercoledì 4 marzo, per la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, si riunirà a Ponte Milvio per protestare contro il presidente Claudio Lotito. Striscioni in tutta la città annunciano il voto “no” al referendum per protestare contro la proprietà, con cartelli che invitano alle elezioni a non votare Forza Italia perché Lotito è parlamentare del partito del fu Silvio Berlusconi.

Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno

I gruppi stilano comunicati: «È sotto gli occhi di tutti come il distacco tra società e tifosi sia ormai giunto a livelli insanabili, continuiamo a constatare da parte della dirigenza della Lazio continue provocazioni verso di noi». Nel mirino anche l’atto compiuto dalla società sportiva, che ha voluto «regalare biglietti a destra e a manca con il rischio concreto di far entrare anche tifosi non laziali a tifare Atalanta», e «ciò qualifica il pensiero e la strategia del signor Lotito e dei suoi accoliti». I ticket sono stati offerti alle scolaresche di Roma e Amatrice. E la divisione è anche interna a chi lavora a Formello, nel quartier generale della Lazio, tanto che i tifosi chiedono «a chi ne ha la facoltà di far passare il pullman della squadra a Ponte Milvio dove stazioneremo prima della partita contro i bergamaschi per far sentire ai giocatori il nostro calore, spostandoci poi in corteo sotto la Nord a intonare i nostri cori e farli sentire fin dentro al campo». Uno striscione esposto sotto la sede di Forza Italia, nel centro di Roma, recita: «Il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito».

Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
La protesta “politica” dei tifosi della Lazio contro Lotito.

Festa per i 90 anni di Occhetto, ma D’Alema non parla

“Nonno” Ugo Sposetti, 79 anni, è riuscito ad allestire una grande festa per Achille Occhetto, fresco 90enne. Nella sala della Camera di Commercio di Roma sono arrivati in tanti, da Pier Luigi Bersani (che però poi doveva presentare un libro di Arturo Scotto in zona Prati) a Walter Veltroni, passando per Massimo D’Alema che però non ha parlato “in onore” di Achille: nella lista dei relatori il suo nome non c’era, così si è messo in prima fila ad ascoltare. Assenza plateale della famiglia Berlinguer. C’erano Elly Schlein, Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini, che si è ricordato di essere stato eletto grazie al Partito democratico. Enrico Mentana ha evocato il confronto televisivo fra Silvio Berlusconi e Occhetto, il Braccio di ferro in diretta. Veltroni ha tracciato un ritratto curioso: «È stato al tempo stesso capace di salvaguardare un’identità, rigenerando un’identità. Non un oggetto da tenere in salvaguardia antiquariale, ma come strumento nobile capace di adattarsi, rimanendo se stessa dentro il tempo della storia. La svolta della Bolognina fu un momento duro. Noi non sapevamo cosa avrebbe detto Occhetto. Però lo sapevamo perché era obbligatorio, era necessario, e non farlo sarebbe stato come svendere quell’identità e quel patrimonio». Insomma, il trionfo del “ma anche”, come sempre quando c’è “Uolter”. Luciana Castellina è apparsa in forma smagliante, come sempre, indifferente all’anagrafe, lei che è della classe 1929, e scherzava con il fotografo Umberto Pizzi, nato nel 1937, dicendogli «ciao fanciullo». Non c’era Fausto Bertinotti, che però si trovava a poca distanza, al Teatro Argentina, per il Riccardo III con Maria Paiato sulla scena: il subcomandante Fausto si è messo a parlare con Gianni Letta, presenza immancabile alle prime teatrali.

Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno

La ribellione contro la tassa di Gualtieri sulle auto elettriche

A Roma si parla molto della tassa da mille euro voluta dal sindaco Roberto Gualtieri per entrare in centro alla guida di un’auto elettrica. La rivolta cresce, grazie anche a Fiorello che a La Pennicanza su Rai Radio 2, imitando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha protestato contro la misura decisa dal Campidoglio. In alcuni palazzi del potere ci si chiede: «L’aria è elettrica, toccherà pagare pure per quella, entrando in centro?». E a contare quanti sono i proprietari di auto elettriche si sono messi i dipendenti della Banca d’Italia, a Palazzo Koch: la sede è in via Nazionale, in piena Ztl, e chi lavora dalle parti di Fabio Panetta, anche grazie a stipendi pesanti, è sempre stato in prima linea quando si tratta di comprare vetture tecnologicamente avanzate. La mazzata riguarderebbe molti tra funzionari e dirigenti, almeno tra quelli che non sono dotati di un servizio con autista da parte dell’istituzione. Idem alla Corte costituzionale, che si trova davanti al Quirinale, e anche al Consiglio di Stato e all’Avvocatura di Stato: ognuno dovrà cacciare mille euro per entrare in centro con l’auto elettrica, anche se l’amministrazione dispone di garage dedicati ai dipendenti. E pure alla presidenza della Repubblica se ne parla, non solo con la voce di Fiorello. Anche tra le authority il problema esiste: si salva solo la Consob, che ha una sede al di fuori della Ztl.

Lotito, la ripicca dei tifosi al referendum e le altre pillole del giorno
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (foto Imagoeconomica).