Il governo chiarisce il ruolo dell’ICE alle Olimpiadi: «Non saranno per le strade»

Dopo giorni di polemiche sulla presenza dell’ICE alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, il governo ha chiarito il perimetro dell’intervento statunitense. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi martedì ha incontrato l’ambasciatore degli Stati Uniti Tilman J. Fertitta per definire le attività di coordinamento tra le autorità italiane e l’Homeland Security Investigations (HSI), il ramo investigativo dell’ICE, in vista dei Giochi. Piantedosi ha precisato che gli agenti americani non svolgeranno alcuna funzione di ordine pubblico e non opereranno sul territorio. Il loro ruolo resterà confinato alle sale operative, con compiti di supporto informativo e di cooperazione investigativa a tutela delle delegazioni e degli atleti statunitensi. Il ministro ha inoltre annunciato la disponibilità a riferire alla Camera con un’informativa fissata per mercoledì 4 febbraio alle 17.

Tajani: «Gli agenti dell’ICE non saranno per le strade»

Sul punto è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha escluso in modo netto la presenza di agenti americani «in mezzo alla strada». Tajani ha sottolineato che l’ordine pubblico durante le Olimpiadi resterà una competenza esclusiva delle forze italiane e che la collaborazione con rappresentanti di altri Paesi nelle sale operative rientra in una prassi consolidata per i grandi eventi internazionali. Tajani ha inoltre chiarito che i funzionari non avranno compiti di protezione diretta delle alte cariche statunitensi, come dichiarato dal governatore della Lombardia Attilio Lontana, che invece è affidata al Secret Service. L’ICE ha confermato che l’HSI fornirà supporto informativo alle autorità statunitensi e alla nazione ospitante per prevenire rischi legati alla «criminalità transnazionale», precisando che tutte le operazioni restano sotto autorità italiana.