Bonus mamme, domanda integrativa entro il 31 gennaio 2026 per i mesi non riscossi

L’Inps ha aggiornato le procedure per la presentazione della domanda integrativa del bonus mamme, recependo le importanti novità introdotte dalla legge 30 dicembre 2025, numero 199. In particolare, il comma 207, dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2026 ha modificato i requisiti di accesso e l’entità del beneficio, elevando la quota mensile a 60 euro mensili. Mediante il messaggio numero 147 del 15 gennaio 2026, l’ente di previdenza ha confermato che le lavoratrici madri possono ora inviare un’istanza per recuperare le mensilità non percepite o non incluse nelle precedenti richieste. L’integrazione risulta fondamentale per allineare le nuove soglie di reddito previste, fissate a 40 mila euro annui, e per includere le categorie di lavoratrici autonome e professioniste precedentemente escluse. Il termine per regolarizzare la propria posizione scade il 31 gennaio 2026.

Domanda integrativa bonus mamme, quando bisogna farla?

Bonus mamme, domanda integrativa entro il 31 gennaio 2026 per i mesi non riscossi
La sede Inps in piazza della Vittoria, a Genova (Ansafoto).

Il termine perentorio per l’invio della richiesta di integrazione è fissato al 31 gennaio 2026. La data è cruciale per diverse tipologie di lavoratrici che intendano beneficiare delle nuove disposizioni normative. Innanzitutto, devono presentare l’istanza coloro che hanno già inoltrato una domanda entro il 9 dicembre 2025, ma che necessitino di includere mesi precedentemente omessi. Inoltre, la scadenza riguarda chi ha maturato i requisiti nel periodo compreso tra il 10 e il 31 dicembre 2025. L’Inps ha precisato che:

  • le lavoratrici devono verificare l’esito dei controlli automatici sul portale;
  • è possibile correggere i dati relativi al pagamento entro la fine del mese;
  • la domanda integrativa serve a coprire i periodi di vigenza del rapporto di lavoro non richiesti;
  • le somme spettanti da gennaio a novembre 2026 verranno liquidate in un’unica soluzione a dicembre 2026.

Come cambia il bonus per le mamme lavoratrici nel 2026?

La legge di Bilancio 2026 ha innovato la misura, estendendo la platea dei beneficiari e aumentando il valore del contributo. Innanzitutto, l’importo passa dai precedenti 40 euro a 60 euro mensili, risultando inoltre non imponibile ai fini fiscali e contributivi. La novità più rilevante riguarda l’inclusione delle lavoratrici autonome, delle iscritte alla gestione separata e delle professioniste iscritte alle casse di previdenza. Per accedere al beneficio, le madri lavoratrici devono possedere un reddito da lavoro non superiore a 40 mila euro su base annua. Per inoltrare la domanda integrativa del bonus mamme per l’anno 2026, è necessario seguire il percorso telematico:

  • accedere all’area «Sostegni, Sussidi e Indennità»;
  • selezionare «Per genitori»;
  • cliccare su «Nuovo Bonus mamme».

Tuttavia, le lavoratrici domestiche restano escluse dal beneficio, indipendentemente dal numero di figli o dal reddito percepito.

Cosa spetta a chi diventa mamma nel 2026?

Per le donne che maturino i requisiti nel corso del 2026, la normativa stabilisce criteri precisi legati al numero dei figli e alla loro età. Il contributo di 60 euro mensili spetta per ogni mese di attività lavorativa, ma la durata del beneficio varia a seconda della composizione del nucleo familiare. In particolare, la legge stabilisce i seguenti parametri:

Le somme erogate non rilevano ai fini della determinazione dell’Isee, preservando così l’accesso ad altre agevolazioni sociali. È importante sottolineare che per le madri con più di due figli, il diritto al bonus sussiste a condizione che il reddito non derivi da un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. In ogni caso, l’Inps procederà alle lavorazioni delle istanze entro il 31 gennaio 2026, permettendo il monitoraggio costante degli esiti attraverso i propri canali digitali.