Giornata in agrodolce dedicata alla famiglia Elkann e ai suoi interessi editoriali, a Roma. Ore che, agli occhi di chi segue la situazione delle testate Gedi, a livello di emozioni ricordano le montagne russe. Cominciamo dalla nota più piccante: alla Camera dei deputati, in commissione Cultura, davanti al presidente (meloniano) Federico Mollicone si è tenuta (dalle 12.30 alle 13.15) l’audizione del sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini sulle problematiche legate alla vendita del gruppo Gedi: 45 minuti per trattare un tema che ha provocato fin qui facce lunghe, continue richieste sulle garanzie per i posti di lavoro e per l’indipendenza editoriale, scioperi e dubbi sulle intenzioni della proprietà. Su Repubblica c’è sempre forte l’interesse dei greci di Antenna (per Gedi si era fatto avanti pure Leonardo Maria Del Vecchio, che dopo la porta in faccia ha però virato su il Giornale), mentre per La Stampa si vocifera di un possibile accordo col gruppo veneto Nord Est Multimedia di Enrico Marchi (che ha già, tra gli altri, Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, Il Messaggero Veneto). Una guerra che passa anche dalla comunicazione.
Ma basta qualche ora e la situazione cambia, almeno di facciata, per coinvolgere una marea di vip nella gioia di un compleanno speciale: in serata nel quartiere Testaccio, al Mattatoio, dove una volta si uccidevano i vitelli (e non solo), grande party per il mezzo secolo di vita del quotidiano la Repubblica, fondato nel 1976. Un modello che fu la più importante impresa editoriale del 900 e su cui sembra stia calando il sipario. In tanti si chiedono chi verrà della proprietà, tanto alla fine tutti pronosticano che il vero protagonista sarà il direttore Mario Orfeo, che ha chiamato a raccolta, personalmente, ogni collega direttore in circolazione, con sollecito telefonico per assicurarsi della presenza. Anche perché, di questi tempi, gli editori è meglio se non si fanno vedere. Prevista comunque una folta rappresentanza della Rai, tra gli invitati. Qualcuno, amaramente, ha già fatto trapelare la battuta: «Fanno la festa prima che gli facciano la festa».

Per Urso pure il guaio delle radio Fm
Non se l’aspettava nessuno, eppure la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto del codice europeo delle comunicazioni elettroniche e della direttiva quadro, ritenendo che il nostro Paese non abbia adottato misure amministrative sufficienti per eliminare le interferenze dannose causate dalle emittenti radiofoniche Fm italiane negli Stati europei nella banda di frequenza Fm. Le interferenze si estenderebbero in particolare al territorio croato, sloveno, francese (cioè alla Corsica) e maltese. L’ennesima grana da risolvere per il ministro Adolfo Urso.

Il Corriere e Report agli antipodi
«I laboratori di cucina degli chef stellati per ripartire dopo anoressia e bulimia», si legge sulla prima pagina romana del Corriere della Sera, con spazio visibilissimo e tanto di foto, più una testimonianza e un’intervista a Ciro Scamardella, il cuoco del ristorante Pipero di Roma. Di che si tratta? «Nelle campagne dell’orvietano, il centro Verdeluce della Fondazione Cotarella è un punto di riferimento per la riabilitazione dei giovani che hanno sofferto di disturbi del comportamento alimentare». Una bella iniziativa, a leggere il giornale diretto da Luciano Fontana. Poi la mente ricorda qualcosa: ma quel centro non era stato preso di mira da Report, la trasmissione di RaiTre condotta da Sigfrido Ranucci, con il servizio “In vino non veritas” dove si parlava di 240 mila euro raccolti grazie alla beneficenza per mettere su questa dimora? Sì, è proprio quello.

Alla Francia piace Rosso (Renzo)
Légion d’honneur per Renzo Rosso all’ambasciata di Francia in Italia, nel romano Palazzo Farnese. Che poi è il riconoscimento, spiffera qualcuno nei dintorni di Palazzo Chigi, «a chi non ama il governo di Giorgia Meloni». Insomma, una specie di club transalpino che mette insieme i vip italiani che detestano la maggioranza di centrodestra. L’imprenditore della moda (pure dei vini, ma non ricordatelo al gruppo Masi Agricola, quelli dell’Amarone) si è presentato in giacca, ma sotto indossava una maglietta nera con stampata una cravatta. Martin Briens, il diplomatico che rappresenta il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, ha apparecchiato una tavolata per il festeggiato. Rosso poi ha pubblicato un testo sui social per esaltare l’onorificenza ricevuta dai “galli” in terra romana. In quale lingua? In italiano? No. In francese? Nemmeno. In inglese…
