Contributi innovazione imprese 2026, domanda dal 14 gennaio: instruzioni sugli incentivi Mimit

I contributi per l’innovazione delle imprese del 2026 rappresentano una risorsa strategica per il sistema produttivo nazionale a sostegno dei progetti per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale a elevato profilo tecnologico. Le imprese sono chiamate a ultimare i preparativi per l’apertura della piattaforma telematica, prevista per le 10.00 del 14 gennaio 2026. Gli Accordi per l’innovazione si inseriscono in un quadro di politica industriale volto a rafforzare la competitività in settori chiave, grazie allo stanziamento del ministero delle Imprese e del Made in Italy di una dote di 731 milioni di euro. Il Mimit ha strutturato il bando per favorire sia la crescita delle singole realtà sia le collaborazioni sistemiche, garantendo una gestione dei flussi finanziari attraverso lo sportello di Mediocredito Centrale. La procedura rimarrà attiva fino al 18 febbraio 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili per le diverse aree di intervento previste dal provvedimento ministeriale.

Contributi innovazione imprese, quali incentivi domandare nel 2026?

Contributi innovazione imprese 2026, domanda dal 14 gennaio: instruzioni sugli incentivi Mimit
Impresa di macchinari per la produzione di fibre plastiche (Imagoeconomica).

La ripartizione dei fondi destinati ai contributi per l’innovazione delle imprese del 2026 è stata studiata per coprire otto ambiti tecnologici fondamentali. La quota principale degli Accordi per l’innovazione, pari a 530 milioni di euro, è indirizzata verso i comparti dell’automotive, dei trasporti, dei materiali avanzati, della robotica e dei semiconduttori. Un secondo pilastro da 161 milioni di euro riguarda le tecnologie quantistiche, le reti di telecomunicazione e i cavi sottomarini, mentre 40 milioni di euro sono vincolati a progetti relativi alla realtà virtuale e aumentata. Una clausola rilevante stabilisce che il 34 per cento della dotazione totale sia riservata a iniziative localizzate nel Mezzogiorno. Qualora tale riserva non venisse utilizzata interamente, i fondi residui saranno ridistribuiti tra le altre regioni. È fondamentale che ogni soggetto proponente non compaia come capofila in più di una singola istanza, sebbene le aziende collegate possano presentare progetti congiunti attraverso raggruppamenti temporanei di imprese.

Cosa sono gli Accordi per l’innovazione 2026?

Il bando permette alle imprese di qualsiasi dimensione, incluse quelle artigiane, di accedere alle agevolazioni per investimenti compresi tra cinque e 40 milioni di euro. Per partecipare è necessario aver approvato almeno due bilanci alla data di presentazione della domanda. La partecipazione è estesa ai centri di ricerca e, per specifici ambiti come il quantum computing e le tlc, anche alle imprese di servizi. I progetti devono avere una durata variabile tra 18 e 36 mesi e l’avvio delle attività deve avvenire obbligatoriamente dopo l’invio della candidatura. Le imprese interessate devono considerare, necesssariamente, che:

  • la presentazione della domanda deve avvenire tramite il sito di Mediocredito Centrale;
  • i soggetti co-proponenti per progetto devono essere al massimo cinque;
  • non è previsto il cumulo degli Accordi per l’innovazione con altri aiuti di Stato, ovvero è consentito solo con agevolazioni non classificabili come tali e nel limite dei costi sostenuti;
  • si può collaborare con organismi di ricerca;
  • sono ammissibili le società di persone in contabilità ordinaria;
  • le imprese partecipanti sono obbligate a firmare un accordo con il ministero e con le Regioni cofinanziatrici;
  • deve essere definito l’avvio dell’investimento come primo impegno giuridicamente vincolante.

Cosa prevede la Finanziaria 2026?

La procedura di assegnazione dei contributi del Mimit prevede la possibilità di fruire di un mix di sovvenzioni dirette e, su richiesta, di finanziamenti agevolati. L’intensità dell’aiuto varia in base alla dimensione dell’impresa, con meccanismi di premialità che possono incrementare l’incentivo finale. Le spese ammissibili includono i costi del personale interno per le ore dedicate alla partecipazione al progetto e l’acquisto di attrezzature specifiche.

Il decreto attuativo della misura prevede anche la possibilità di beneficiare di una maggiorazione del 15 per cento che scatta se il progetto:

  • viene realizzato integralmente nel Sud Italia;
  • coinvolge attivamente le piccole e medie imprese (Pmi);
  • prevede la partecipazione rilevante di organismi di ricerca.