Indennità di discontinuità 2026: requisiti e domanda Inps per i lavoratori dello spettacolo disoccupati

Nella giornata del 12 gennaio, l’Inps ha pubblicato una nota per ricordare ai lavoratori dello spettacolo che siano rimasti disoccupati o che abbiano subito dei periodi di inattività involontaria, della possibilità di richiedere l’indennità di discontinuità anche nel 2026. L’ammortizzatore sociale, introdotto originariamente dal decreto legislativo 175/2023, mira a sostenere sia i lavoratori autonomi sia i subordinati a tempo determinato che operino in un settore caratterizzato da cicli lavorativi frammentati. Attraverso la prestazione, il legislatore riconosce la peculiarità delle professioni artistiche e tecniche, fornendo un aiuto concreto per affrontare le pause contrattuali. L’Inps, inoltre, chiarisce che il beneficio viene erogato in un’unica soluzione, previa presentazione di un’apposita istanza telematica. Risulta dunque essenziale monitorare le scadenze e i criteri di accesso stabiliti dalla normativa vigente, onde evitare la perdita di un diritto maturato nel corso dell’anno solare precedente a quello di presentazione della domanda.

Quali sono le istruzioni Inps per l’indennità di discontinuità nel 2026?

Indennità di discontinuità 2026: requisiti e domanda Inps per i lavoratori dello spettacolo disoccupati
Flashmob lavoratori dello spettacolo (Imagoeconomica).

Le indicazioni fornite dall’Inps chiariscono i parametri necessari per accedere all’indennità di discontinuità del 2026. La misura è rivolta a diverse categorie professionali iscritte al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo. Innanzitutto, è previsto un limite reddituale Irpef fissato a 35 mila euro per l’anno di imposta 2025. In secondo luogo, il richiedente deve dimostrare la prevalenza del reddito derivante dal settore dello spettacolo. Infine, il decreto 175/2023 fissa ulteriori requisiti contributivi e di residenza. Pertanto, il richiedente deve:

  • essere cittadino dell’Unione europea o straniero con regolare permesso di soggiorno;
  • risiedere in Italia da almeno un anno;
  • aver maturato almeno 51 giornate di contributi nel 2025. Per gli attori di cinema e audiovisivo, la soglia è di 15 giornate nel 2025 oppure 30 giornate nel biennio precedente;
  • non essere titolare di pensione diretta o di contratti a tempo indeterminato, salvo i casi di lavoro intermittente senza indennità di disponibilità.

L’importo erogato copre un terzo delle giornate accreditate nell’anno precedente.

Come richiedere l’indennità di discontinuità?

La procedura per ottenere l’Indennità di discontinuità è esclusivamente telematica. La domanda deve essere inviata entro il 30 aprile 2026 attraverso il portale ufficiale dell’Inps. In alternativa, i soggetti interessati possono avvalersi del supporto dei patronati o chiamare il contact center multicanale. Quest’ultimo è raggiungibile al numero gratuito 803 164 da rete fissa o al numero 06 164 164 da rete mobile. Si consiglia di preparare tempestivamente la documentazione relativa ai redditi e ai contributi versati, verificando la corretta iscrizione al Fondo Pensione Lavoratori nello Spettacolo. Una volta presentata l’istanza, l’istituto procede alla verifica dei dati e, in caso di esito positivo, liquida la somma spettante direttamente sul conto corrente indicato dal beneficiario. Per agevolare la compilazione, è disponibile un tutorial ufficiale dell’Inps in formato pdf che illustra i passaggi necessari per il corretto invio della richiesta.

Quali sono le novità per i disoccupati nel 2026?

Le recenti modifiche normative hanno introdotto alcuni aggiornamenti rilevanti per il comparto. Per esempio, la legge di bilancio 2026 ha confermato l’estensione della platea dei beneficiari, includendo diverse figure professionali tecniche e amministrative. Per maggiore chiarezza, si propone una sintesi delle principali categorie ammesse:

Tuttavia, è fondamentale ricordare che l’Indennità di discontinuità 2026 non è cumulabile, nello stesso periodo, con altre prestazioni relative alla disoccupazione, come la Naspi. Per questo motivo, l’Inps raccomanda a chi svolge più attività durante l’anno di prestare attenzione a non sovrapporre le giornate già indennizzate o coperte da altri contributi.