Acca Larentia, Rampelli querela Scanzi: cos’è successo

Fabio Rampelli annuncia una querela contro Andrea Scanzi per un post pubblicato dal giornalista sui social dopo la commemorazione di Acca Larentia. Il vicepresidente della Camera accusa Scanzi di aver diffuso una ricostruzione falsa della sua presenza alla cerimonia del 7 gennaio e sostiene di non aver partecipato al raduno serale durante il quale si sono svolti saluti romani e il rito del “Presente”. Il post contestato è quello in cui Scanzi attacca direttamente l’esponente di Fratelli d’Italia: «In questa foto, il vicepresidente della Camera (non è una battuta) Rampelli, mentre partecipa bello (?) tronfio alla commemorazione di Acca Larentia, tra saluti romani, croci celtiche e “Presenti!” urlati alla ca**o come se fossimo ancora nel ventennio. Daje Itaglia!». Il riferimento è alla commemorazione per l’uccisione, nel 1978, dei militanti del Fronte della Gioventù Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta.

Rampelli: «Non ho partecipato al raduno serale»

La replica di Rampelli è arrivata a stretto giro ed è accompagnata dall’annuncio dell’azione legale: «Non ho partecipato al raduno serale di Acca Larentia, con buona pace del compagno Scanzi, che querelerò perché deve essere posto un limite alla diffamazione e alla menzogna». Rampelli rivendica di aver preso parte solo alla commemorazione istituzionale del mattino e respinge l’accusa di nostalgie fasciste: «Non faccio saluti romani perché sto bene nel mio tempo e ho sempre guardato con incredulità e tenerezza chi alza mani aperte, ma anche pugni chiusi». Ricostruisce poi le modalità della cerimonia mattutina: «Da almeno 30 anni ci rechiamo in delegazione la mattina», spiegando che la delegazione depone fiori, osserva il silenzio e porta la mano sul cuore.

La controreplica di Scanzi

Il giornalista del Fatto Quotidiano ha controreplicato: «Acciderbolina! Quando mai avrei scritto che era presente di sera?», scrive in un nuovo post. Il giornalista chiarisce di sapere che Rampelli non fosse al raduno serale, ma insiste che questo «nulla cambia eticamente, moralmente e politicamente». E conclude: «II Rampelli ha partecipato alla giornata di Acca Larenzia intruppandosi con altri simili sulla croce celtica… È questo l’elemento intollerabile e inaccettabile per un rappresentante delle istituzioni».