Il programma con gli eventi imperdibili della Milano Wine Week 2019

Non solo brindisi, degustazioni e cocktail. Alla rassegna per gli amanti del vino, in programma dal 6 al 13 ottobre, c'è spazio anche per arte e creatività. La nostra selezione di cose assolutamente da non perdere.

Dal 6 al 13 ottobre Milano torna a essere la città preferita per imprenditori e amanti del vino grazie alla Milano Wine Week 2019. Chiunque ha l’occasione di avvicinarsi alla cultura enologica con un ricco programma di seminari, aperitivi, masterclass e degustazioni a Palazzo Bovara, in Corso Venezia 51, ma anche nei sei wine district: Milano è stata divisa in sei zone, ognuna dedicata a una speciale varietà di vino. Abbiamo selezionato 10 appuntamenti imperdibili nella kermesse per gli appassionati del mondo delle cantine.

1. BRINDISI INAUGURALE

Sabato 5 ottobre, il giorno prima dell’inizio degli eventi ufficiali, la Milano Wine Week prende il via alle 17.30 al CityLife Shopping District di piazza Tre Torri. Un brindisi inaugurale aperto a tutti a base di Trentodoc, spumante prodotto dal 1902 con sole uve del Trentino, e tanta musica. L’obiettivo è superare le 3mila presenze dell’edizione 2018. Il cosiddetto “metodo classico” con cui viene prodotto il Trentodoc ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1993.

2. BOTTIGLIE APERTE IN VIA TORTONA

Al Superstudio Più di via Tortona 27, domenica 6 e lunedì 7 ottobre dalle 10.30 alle 19, va in scena Bottiglie Aperte, l’unico evento vitivinicolo italiano completamente dedicato al mondo del settore alberghiero e della ristorazione. Bottiglie Aperte è l’occasione per incontrare oltre 200 aziende di alta qualità e per intraprendere nuove conoscenze vitivinicole. L’evento è aperto agli operatori di settore e ai wine lovers.

3. I CORSI

Al SignorVino in via Dante 15, a due passi dal Castello Sforzesco, si può anche rinvigorire la propria cultura vinicola con un corso di due lezioni – lunedì 7 e martedì 8 ottobre – sullo sviluppo e della diffusione della viticoltura e della produzione di vino. Ogni lezione dura 45 minuti e si tiene alle 19. Prenotazione in negozio, il costo di ogni incontro è di 10 euro. Si parla di storia della viticoltura e del Veneto.

4. WINE NOT?

Al Santeria Social Club (viale Toscana 31) e al Santeria Paladini (via privata Ettore Paladini 8) il vino diventa cocktail. Lunedì 7 ottobre dalle 19 alle 21 si possono infatti assaggiare tre proposte speciali dei bartender di Santeria, che trasformano il wine mix nella perfetta bevanda da aperitivo.

5. IL BRINDISI ALLA CREATIVITÀ

Anche la Triennale partecipa alla Milano Wine Week 2019. È sufficiente scaricare il voucher tramite il QR Code presente sul sito di Milano Wine Week e presentarlo alla biglietteria del museo, in viale Emilio Alemagna 6. Con l’acquisto di un biglietto di ingresso al museo è in omaggio un calice di bollicine Ferrari Trentodoc. Vale per tutta la durata della rassegna dalle 10.30 alle 20.30, a eccezione di lunedì 7 ottobre.

6. ASSAGGIO AL BUIO

Insieme ai sommelier dell’enoteca di Eataly gli appassionati, martedì 8 ottobre dalle 18 alle 19 all’Eataly Milano Smeraldo di piazza XXV Aprile 10, possono degustare alla cieca due o tre vini con tratti in comune e differenze, per imparare tramite i sensi tanti elementi importanti su vini e vitigni, stili e territori.

7. FERMENTO MILANO

Il format è organizzato dalla Fisar, la federazione italiana dei sommelier, e va in scena nei Chiostri di San Barnaba (via Daverio 7) nella giornata di mercoledì 9 ottobre dalle 15 alle 22. L’obiettivo è dare la possibilità agli appassionati di avvicinarsi al mondo del vino, con masterclass, showcooking, oltre 251 vini in degustazione e esperienze cibo-vino dolci e salate.

8. ANTEPRIMA DEL MERANO WINE FESTIVAL

Il Merano Wine Festival, il festival vinicolo italiano più importante e più conosciuto all’estero, in programma dall’8 al 12 novembre 2019, ha voluto concedere un’anticipazione nella Milano Wine Week. L’appuntamento è a Palazzo Bovara, quartier generale della manifestazione, venerdì 11 (apertura al pubblico dalle 17 alle 21) e sabato 12 ottobre (apertura al pubblico dalle 14 alle 18). Il Merano Wine Festival presenta in anteprima alcune eccellenze enogastronomiche del territorio, soprattutto quelle premiate con l’attestazione di eccellenza The WineHunter Award Rosso, Gold oppure Platinum.

9. AVAMPOSTI

Alla Milano Wine Week 2019 c’è spazio anche per l’arte. Venerdì 11 ottobre dalle 19 alle 21 al Superstudio Più di via Tortona 27 l’artista Mario Di Paolo rivisita il ruolo della bottiglia di vino, che da semplice contenitore, diventa messaggera di tutti i valori del vino in essa contenuto, fino a elevarsi a vero oggetto d’arte.

10. MILANO-CORTINA TASTING EXPERIENCE

Milano Wine Week, in collaborazione con Le Donne del Vino, ha deciso di celebrare la grande direttrice turistica che unisce la Lombardia al Veneto. Domenica 13 ottobre, dalle ore 12 fino alle 18.30, si tiene in Corso Buenos Aires un “tasting tour” che coinvolge circa 40 negozi, da piazza Oberdan con la degustazione di vini lombardi fino a Piazza Argentina con il Prosecco DOC. Si può aderire alla degustazione tramite una drink card, al costo speciale di 10 euro, e il ricavato viene devoluto all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Lo stand per l’acquisto della drink card è allestito in piazza Argentina.

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Rinnovato l’accordo tra le fiere del vino di Verona e Hong Kong

Il Gruppo Veronafiere, che organizza Vinitaly, e HKTDC hanno prolungato la loro partnership fino al 2021. Un'occasione per i produttori italiani di conquistare spazio alla Fiera di Hong Kong, con 19 mila acquirenti da tutto il mondo.

Il Gruppo Veronafiere, che organizza le rassegne Vinitaly e Sol&Agrifood, ha annunciato il 19 settembre il prolungamento fino al 2021 della partnership con l’Hong Kong Trade and Development Council (HKTDC).

ANCORA PIÙ VINO ITALIANO ALLA FIERA DI HONG KONG

L’accordo consente ai produttori italiani una presenza ancora più sostanziosa alla Hong Kong International Wine & Spirits Fair, tra le più importanti rassegne vinicole dell’Asia, in programma dal 7 al 9 novembre 2019, a cui partecipano circa 19 mila acquirenti commerciali provenienti da 73 Paesi. Dall’abolizione delle sanzioni nel 2008, l’ex colonia britannica è diventata per le aziende la porta ideale d’ingresso verso l’enorme mercato asiatico. L’Italia ha saputo cogliere quest’opportunità, diventando nel 2018 il quinto fornitore di vino della città di Hong Kong, con un valore di importazioni superiore a 1,37 miliardi di euro.

MANTOVANI: «SNODO FONDAMENTALE NEI RAPPORTI CON L’ASIA»

«Sono sicuro», ha detto il Direttore dell’HKTDC Benjamin Chau, «che il rinnovo della cooperazione rafforzerà la nostra alleanza strategica e definirà l’ambito della nostra collaborazione in corso per portare ancora più produttori leader di vini italiani a Hong Kong». Secondo il direttore generale di VeronaFiere Giovanni Mantovani il prolungamento dell’accordo «rientra nelle linee di sviluppo definite dal piano industriale di Veronafiere. Secondo gli analisti Hong Kong, che non a caso si trova al centro delle nuove infrastrutture intermodali, continuerà ad essere uno snodo fondamentale nelle relazioni commerciali con la Cina e l’Asia».

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Le previsioni della vendemmia 2019

Il meteo ballerino ha ritardato la maturazione dell'uva e diminuito la produzione a 46 milioni di ettolitri, con un calo del 16% rispetto al 2018. Ma il risultato sarà interessante. Parola di vignaiolo.

Settembre è, soprattutto, il mese dell’uva e del vino. In quasi tutta Italia ci si appresta alla vendemmia, con la speranza dei vignaioli, ma anche di noi consumatori, che il 2019 sia un’ottima annata. Un’aspettativa realistica o meglio non illudersi? Qual è l’andamento produttivo delle vigne italiane secondo le previsioni vendemmiali di quest’anno? Le ha presentate l’Osservatorio del vino (Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini) lo scorso 4 settembre a Roma, presso il ministero dell’Agricoltura.

La qualità del vino 2019 sarà buona o eccellente, anche se la produzione è calata.

PRODUZIONE IN CALO MA QUALITÀ TRA BUONO ED ECCELLENTE

Le stime non sono allarmanti. «Con la vendemmia 2019», ha spiegato Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, «rientriamo nella media degli ultimi anni, segnando una flessione marcata rispetto alla eccezionale produzione dello scorso anno con una qualità variabile, tra il buono e l’eccellente a seconda delle zone, che ci consente di guardare al futuro con ottimismo e fiducia». Si ipotizza un calo produttivo del 16% e una produzione di 46 milioni di ettolitri che, nonostante sia inferiore rispetto all’annata record del 2018 (che aveva sfiorato i 55 milioni di ettolitri – dati Agea, sulla base delle dichiarazioni di produzione), non impedisce all’Italia di mantenere la leadership mondiale. Dalle stime recenti, i due competitor principali, infatti, sembrerebbero non superarci: né la Francia con 43,4 milioni di ettolitri (stima al 19 agosto del ministero Agricoltura francese), né la Spagna (con circa 40 milioni di ettolitri).

L’Italia anche quest’anno si confermerà leader nella produzione di vino.

SI RIENTRA NEI TEMPI DELLA TRADIZIONE

Se l’annata 2018 è stata generosa, nel 2019 si assiste in molte zone a un’inversione di rotta. «Dal punto di vista climatico anche quest’anno la variabilità del meteo si è fatta sentire, in particolare a maggio, con un abbassamento delle temperature accompagnato da abbondati precipitazioni che hanno determinato un rallentamento del ciclo vegetativo della vite», ha sottolineato Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi. «Si rileva un generale ritardo della maturazione di circa 10/15 giorni, tanto da far rientrare l’epoca di vendemmia in periodi più legati alla tradizione, dopo gli innumerevoli anticipi registrati negli ultimi anni».

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Se consideriamo le previsioni, sembra che lo sviluppo dei vigneti, per quanto condizionato da un clima bizzarro che ha alternato gelate, piogge e umidità, non deluderà le attese. Ma cosa è successo nelle vigne quest’anno? Per capirlo Lettera43.it ha fatto un giro di tre vignaioli che, dal Nord al Sud Italia, non praticano interventi in vigna, chiedendo di fare dei pronostici sull’imminente produzione vinicola naturale.

Nel 2019 la variabilità del meteo si è fatta sentire, in particolare a maggio, con un abbassamento delle temperature accompagnato da abbondati precipitazioni.

«IL 2019? QUASI DUE ANNATE IN UNA»

In Piemonte, all’azienda Asotom di Castelletto Merli, Tommaso Gallina coltiva 4 ettari a Timorasso, Freisa, Grignolino e Barbera. Non ha ancora iniziato la vendemmia perché quest’anno la variabilità del clima l’ha ritardata. «Nel 2018, già dopo sei mesi dalla vinificazione, mi ero reso conto che sarebbe stata una grande annata, ho prodotto 7.000 bottiglie. Quest’anno credo che ci sarà un pelino di calo», spiega il vignaiolo del Monferrato. «L’uva c’è ed è abbastanza sana, ma il 2019 è stato un anno strano, come se fossero due annate in una. Il caldo di febbraio ha provocato un gonfiore anticipato della gemma che è andata in stress idrico perché non è piovuto fino ad aprile e questo ha provocato dei ritardi». Quest’anno, aggiunge, «è stato tutto posticipato di 20 giorni rispetto al 2016, 2017 e 2018. Credo sarà una produzione con meno alcol, ma spero in più profumi. Negli ultimi 10 giorni ci sono state delle vantaggiose escursioni termiche, se l’uva rimane il più possibile attaccata alla pianta, ci saranno prodotti interessanti».

Le condizioni meteo hanno ritardato la maturazione soprattutto delle uve bianche.

RITARDO NELLA MATURAZIONE A CAUSA DEL FREDDO

Jacopo Stigliano è un giovane vignaiolo bolognese, che tra una decina di giorni inizierà a vendemmiare la sua vigna a Valsamoggia per produrre il vino Buriana. La sua filosofia di lavoro è ispirata a un progetto che ha lo stesso nome del vino, e che si basa sull’allevamento di vitigni secolari autoctoni, vinificati secondo metodi ancestrali. Anche Stigliano conferma un ritardo nella maturazione, soprattutto dei vitigni a bacca bianca, dovuto alla variabilità climatica del 2019. «In Emilia fino a maggio nevicava, il freddo e l’improvviso caldo hanno comportato delle anomalie nello sviluppo vegetativo della pianta con ritardi nella maturazione, attacchi atmosferici violenti che hanno influito su uno spostamento in avanti della vendemmia: come accadeva una volta, in molti casi inizierà l’ultima settimana di settembre. Prevedo un’annata più limitata a livello quantitativo, ma buona come qualità».

Gli ultimi giorni prima della vendemmia sono i più importanti.

CON IL FREDDO LE UVE BIANCHE SONO STATE PIÙ COLPITE

A San Marco Argentano, in Calabria, Dino Briglio Nigro coltiva, ad altitudini importanti, 8 ettari di uve a bacca rossa (Magliocco e Nero d’Avola) e a bacca bianca (Greco bianco, Malvasia, Mantonico e Grenache bianco). Tra qualche giorno inizierà la vendemmia del Nero d’Avola e delle uve a bacca bianca, per il Magliocco invece sarà più tardiva. «Nel 2018 ho prodotto 40 mila bottiglie, quest’anno credo un po’ meno. Ma soprattutto sono sicuro che farò meno vino bianco e più rosso», sottolinea. «I vitigni a bacca bianca sono più delicati e più precoci, vanno in fioritura a fine maggio e quest’anno era molto freddo. Per chi fa agricoltura sostenibile e senza pesticidi è difficile limitare i danni del clima. Con il freddo le uve bianche sono state più colpite da malattie, in alcune vigne ho avuto il problema peronospera». Però, aggiunge, «credo che sarà lo stesso una buona annata, non quella del secolo, ma buona. I grappoli sono meno sviluppati e hanno pochi acini, ma sono sani».

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GLI ULTIMI GIORNI POSSONO FARE LA DIFFERENZA

Queste le previsioni, il risultato finale dipenderà molto dal periodo immediatamente precedente la vendemmia, fondamentale per la maturazione delle uve e per il raggiungimento di un equilibrato grado zuccherino. Ma sarà anche la mano del vignaiolo a fare la differenza. La speranza per il 2020 rimane comunque una: bere il giusto e, soprattutto, bene.

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