I piani dei giallorossi su deficit, quota 100 e reddito

Il governo pronto a chiedere più flessibilità all'Europa. Indebitamento verso il 2,2-2,3%. Ma il Tesoro smentisce le cifre. Si punta al taglio delle tasse sul lavoro. Senza toccare le due misure cardine di Lega e M5s.

Archiviata la fiducia, è tempo di impostare la manovra economica. Che «si farà in Italia», ha assicurato il premier Giuseppe Conte. Come a dire che non sarà Bruxelles a dettare la finanziaria, ipotesi malignamente prospettata dalle opposizioni. Anche se con l’Unione europea bisogna mediare. L’obiettivo è sminare clausole per 23 miliardi, coprire le spese indifferibili (3-4 miliardi) e riuscire a fare almeno un primo passo per ridurre le tasse sul lavoro (il cosiddetto cuneo fiscale, almeno 4-5 miliardi). Anche il nuovo governo giallorosso ha però bisogno di mettere mano al deficit, cercando di strappare all’Europa maggiore flessibilità.

Tra le priorità dunque lo stop ai possibili aumenti dell’Iva. Ma senza toccare le due misure di bandiera gialloverdi, cioè reddito di cittadinanza e Quota 100 sulle pensioni. Già si parla di una richiesta di spazi di deficit per 10-12 miliardi che farebbero lievitare l’indebitamento dall’1,6% tendenziale, che dovrebbe essere certificato con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) a fine settembre, fino al 2,2-2,3%. Un nuovo target di deficit, hanno precisato però dal Partito democratico e dal Movimento 5 stelle, ancora non è stato fissato ed è «prematuro» parlarne.

Il governo è impegnato verso una solida prospettiva di crescita, assicurando la sostenibilità della finanza pubblica


Fonti del ministero dell’Economia

Anche il Tesoro ha frenato: secondo fonti del Mef «qualsiasi cifra su presunti obiettivi di deficit per l’anno prossimo in questa fase non può trovare alcun riscontro». Quel che è certo è che «il governo è impegnato a definire una legge di bilancio che indirizzi il Paese verso una solida prospettiva di crescita, assicurando la sostenibilità della finanza pubblica».

GUALTIERI ALLA PROVA DI ECOFIN ED EUROGRUPPO

La prima occasione per il nuovo ministro del Tesoro Roberto Gualtieri di registrare il clima europeo si presenta già venerdì 13 e sabato 14 settembre, quando sono previste le riunioni informali di Ecofin ed Eurogruppo dopo la pausa estiva. A Helsinki Gualtieri può probabilmente confrontarsi con Pierre Moscovici, commissario uscente agli Affari economici e che sarà sostituito da Paolo Gentiloni, e con Valdis Dombrovskis, che resta uno dei principali interlocutori anche con l’avvicendamento della Commissione, che deve essere ufficializzato dal primo novembre.

PRIMA I LAVORATORI, POI LE IMPRESE

Nel frattempo Conte in Aula ha detto che la manovra deve intervenire per dare sollievo prima di tutto ai lavoratori e poi, quando si potrà, anche alle imprese. Questione di scarsità di risorse. A confermare che con la legge di Bilancio dovrebbe arrivare un intervento sul taglio del cuneo è anche il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha assicurato, allo stesso tempo, che non sono previste grosse sorprese sul fronte di Quota 100, tra le voci ipotizzate come fonti di copertura per i nuovi piani giallorossi.

RISPARMI PER 4 MILIARDI NEL 2020

Anche senza interventi, tra l’altro, le due misure potrebbero portare in dote, secondo i primi calcoli, risparmi per circa 4 miliardi anche nel 2020. Una verifica, con il monitoraggio effettivo del tiraggio di entrambe le misure, sarebbe prevista entro la metà del mese, in virtù di quel decreto salva-conti approvato all’inizio dell’estate per riportare il deficit entro il 2% ed evitare la procedura Ue.

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