Al gran ballo della manovra: vertice con 40 invitati su tasse e bilancio

Il premier Conte ha invitato sottosegretari e ministri, capigruppo, capi partito e capi delegazione. Tutti a Palazzo Chigi il 14 novembre per una soluzione su tasse e investimenti.

Per trovare un‘intesa su tasse e investimenti e voci di bilancio sono chiamati a riunirsi in più di 40. Maxivertice di maggioranza giovedì 14 novembre per discutere su tempi e modi della manovra finanziaria. Al vertice, che precede il termine per la presentazione degli emendamenti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiamato ministri e sottosegretari competenti, capi delegazione dei quattro partiti, capigruppo, presidenti di commissione e capigruppo in commissione.

GUALTIERI: «OBIETTIVI DELLA LEGGE DA SALVAGUARDARE»

Il ministro dell’Economia Gualtieri auspica che il Parlamento migliori la manovra, «salvaguardando l’impianto e gli obiettivi». E spiega che la finanziaria così come è stata progettata per ora migliora il quadro della crescita del Pil: lo 0,1% nel 2019 può essere superato, lo 0,6% nel 2020 è raggiungibile.

PRIMA IL CDM SUL “CANTIERE TARANTO”

A quanto si apprende, la convocazione alla riunione indetta dal premier, è partita stamane con una email del ministero per i Rapporti con il Parlamento guidato da Federico D’Incà, diretta a tutti i sottosegretari all’Economia, ai capigruppo dei quattro partiti di maggioranza, ai capigruppo in commissione, a Carla Ruocco e Daniele Pesco, presidenti di commissione. In totale sono 37 i destinatari della missiva, tra deputati e senatori. A loro vanno sommati ovviamente il ministro dell’Economia e i capi delegazione al governo dei partiti. La riunione inizierà dopo il Consiglio dei ministri convocato alle 16.30, nel quale Conte avvierà la discussione sui progetti per il “cantiere Taranto“.

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Confindustria boccia la manovra del governo giallorosso

Il giudizio degli imprenditori: «È insufficiente rispetto alle esigenze del Paese». Nel mirino soprattutto le tasse sulla plastica e sulle auto aziendali.

Una manovra «insufficiente rispetto alle esigenze del Paese». Confindustria ha bocciato in parlamento la legge di bilancio presentata dal governo giallorosso. Gli imprenditori, rappresentati dal direttore generale dell’associazione Marcella Pannucci, non hanno usato mezzi termini: «Manca un disegno di politica economica capace di invertire la tendenza negativa. Anzi, in alcuni casi, si produce un effetto opposto».

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Nel mirino ci sono soprattutto la tassa sulla plastica e l’aumento delle imposte sulle auto aziendali. La prima, pur comportando benefici ambientali, secondo Confindustria «penalizza i prodotti e non i comportamenti». Dunque «rappresenta unicamente una leva per rastrellare risorse», «danneggia pesantemente un intero settore produttivo» e «determina un aumento medio pari al 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, contribuendo a indebolire la domanda interna». L’impatto sulla spesa delle famiglie viene stimato in «circa 109 euro all’anno».

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Ancora più dura la presa di posizione contro l’innalzamento della tassazione sulle auto aziendali: «Rappresenta una vera e propria stangata per circa due milioni di lavoratori, oltre a incidere su un settore economico, quello dell’automotive, già penalizzato su altri fronti. Di fatto si tassa un bene già tassato e lo si fa intervenendo sulla busta paga dei dipendenti e sugli oneri contributivi dei datori di lavoro». Una «contraddizione» anche rispetto al «condivisibile» taglio del cuneo fiscale, che costituisce al contrario uno dei pochi «interventi positivi» contenuti nella manovra.

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In conclusione, se la disattivazione delle clausole di salvaguardia era «necessaria per non deprimere i consumi», l’inasprimento della tassazione «finisce comunque per ripercuotersi, con impronta settoriale, sul consumo di specifici beni e servizi: dalla plastica monouso alle bevande zuccherate, passando per i giochi, i servizi digitali, i tabacchi e i prodotti accessori, per finire alle auto aziendali». Un’azione di bilanciamento «irragionevole per il mondo produttivo».

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Di Maio difende la manovra: «Abbassate le tasse e sterilizzata l’Iva»

Per il ministro degli Esteri è tornato anche sul caso ArcelorMittal e sulla necessità che la multinazionale rispetti gli impegni. E per il 2020 mette nel mirino il conflitto d'interessi.

Una manovra che taglia le tasse. Potrebbe essere riassunto così l’intervento di Luigi Di Maio a Uno Mattina su Rai1.«Abbiamo abbassato le tasse e impedito che aumentasse l’Iva la cui crescita sarebbe costata mediamente 600 euro a famiglia», ha spiegato il ministro degli Esteri. Agli attacchi della Lega il leader M5s ha poi risposto così: «Voi c’eravate al Governo e potevate fare voi la riduzione delle tasse e trovare i soldi per la Flat tax ma ora non ne parlate più….».

Nel corso dell’intervista Di Maio ha affrontato anche il tema dell’ex Ilva e del passo in dietro di ArcelorMittal, confermando anche la posizione del premier Giuseppe Conte. Lo scudo penale, ha spiegato, è stato già proposto ma l’azienda ha confermato i 5 mila esuberi nonostante un contatto firmato solo un anno fa che non prevede questa soluzione. «Il tema è che l’Italia si deve far rispettare, deve far rispettare un contratto e dispiace che i sovranisti stiano dall’altra parte».

Il ministro è poi ritornato sul 30esimo anniversario del crollo del muro di Berlino definendolo un momento che ha portato al superamento delle ideologie di destra e sinistra. Un fatto non negativo, ha spiegato Di Maio, perchè ha aperto al strada, come sta facendo il movimento 5 stelle, alla gestione di fatti concreti non legati alle ideologie ma ai bisogni. Il ministro degli Esteri, in questo quadro, si è augurato anche il superamento del “Muro” del regolamento di Dublino sull’immigrazione, un tema che a suo avviso è squisitamente europeo e non affrontabile da un solo Paese. Di qui l’obiettivo del diritto di asilo unico europeo.

I PIANI DEL M5S PER IL 2020

Il leader pentastellato ha poi lanciato il cronoprogramma del governo e dei 5 stelle per il 2020 menzionando diverse nuove riforme, dopo quella già attuata del taglio dei parlamentari, a partire da quelle dell’acqua pubblica e del conflitto di interessi. «Stare al governo non ha mai portato consensi», ha affermato, «ma abbiamo deciso di stare al governo per fare le riforme e vinceremo la sfida se completeremo il programma elettorale». Di Maio ha ricordato anche il taglio del cuneo fiscale e la nuova legge sulla sanità che tra l’altro toglie alle regioni le nomine dei direttori degli ospedali» per puntare su scelte legate a competenza e preparazione. Quanto alle prossime elezioni regionali, il ministro non si è sbilanciato sul tema delle alleanze ma chiarisce che dove il Movimento sarà pronto lì si presenterà, dove non si riterrà pronto non ci sarà e questo «sarà spiegato ai cittadini», ha concluso.

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Sulle modifiche alla manovra s’infiamma lo scontro Zingaretti-Renzi

Il leader del Pd a testa bassa contro l'ex premier: «Polemizzare su un impianto condiviso da tutti è un'operazione di basso livello». Intanto nel governo si lavora al rinvio della plastic tax.

L’ultima critica alla manovra è arrivata da Confindustria, che non ha apprezzato troppo le misure contro l’evasione fiscale, perché rischiano «di fornire risposte semplici e demagogiche». Il nuovo terreno si è aperto proprio mentre il governo stava provando a mettere un tappo alle polemiche sulla plastic tax, lavorando all’ipotesi di tagliarla del 50%, e sulla tassa per le auto aziendali: per quest’ultima sul tavolo c’è la possibilità di dimezzare o addirittura azzerare i rincari. Tutti interventi che non sono a costo zero: la plastic tax vale un miliardo nel 2020 e 1,7 miliardi nel 2021. Mentre la stretta sulle tasse aziendali varrebbe 332 milioni di euro nel 2020 e salirebbe fino al 2022, quando raggiungerebbe i 378 milioni. Insomma, con la revisione di questi interventi, il governo dovrebbe mettersi di nuovo alla ricerca di quasi un miliardo e mezzo solo per il prossimo anno.

L’AFFONDO DI ZINGARETTI CONTRO IL LEADER DI ITALIA VIVA

Intanto, il segretario del Pd Nicola Zingaretti cambia registro e alza il tono contro Matteo Renzi: «Giusto che tutti portino il contributo in un’alleanza. Aprire una polemica su una manovra sottoscritta da tutti è un’operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno» Con gli approdi del decreto fiscale e della manovra nelle aule del parlamento, l’esecutivo ha cominciato a mettere a punto le posizioni. Difenderà a oltranza le norme anti-evasione e non farà concessioni agli alleati né sul taglio del cuneo fiscale né su quota cento. Mentre sulla stretta per le auto aziendali e sulla plastic tax i margini di movimento ci sono tutti: i tavoli di confronto sono infatti ancora aperti. Anche sulla stretta anti abusi per gli appalti ci sono aperture. L‘Ance, vale a dire i costruttori, ha sollevato dubbi al dl fisco, chiedendo la cancellazione di un disposizione «iniqua» sulle ritenute per appalti e subappalti che, stima, costerebbe alle sole imprese edili 250 milioni di euro all’anno. «Siamo pronti a dialogare con le associazioni di categoria e con il parlamento per migliorare la norma», ha risposto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

IL M5S APRE ALLE MODIFICHE SULLA PLASTIC TAX

Che poi è un po’ l’atteggiamento del governo sulla tassa per le auto aziendali. Inizialmente valeva per tutte, indiscriminatamente, poi è stata modulata, lasciandola com’era per quelle green, portandola dal 30% al 60% per i veicoli meno inquinanti e al 100% per quelle molto inquinanti. Sulla plastica, l’esecutivo starebbe studiando la possibilità far scendere la tassa sugli imballaggi da un euro al chilo a una cifra oscillante fra i 40 e i 60 centesimi. Potrebbe anche restringere la gamma dei prodotti su cui applicarla o rinviare a luglio, invece che ad aprile, l’entrata in vigore della norma. L’ipotesi di discutere sul contenuto della plastic tax non sembra ostacolata dal Movimento 5 stelle: «C’è stata un’apertura e riteniamo che questo orientamento sia da mantenere», ha detto il sottosegretario a Palazzo Chigi, Riccardo Fraccaro.

LA LEGGE DI BILANCIO AL BANCO DI PROVA DEL PARLAMENTO

La linea del Conte bis è questa: l’impianto della manovra non cambia, su alcune misure si può discutere, ma alla fine i conti devono tornare. Il ministro Gualtieri guarda con attenzione al passaggio parlamentare, confidando che in Aula si possano trovare accordi che migliorino gli aspetti più discussi del provvedimento: «Lo considero fisiologico e positivo», ha detto. La legge di Bilancio vale 30 miliardi: il solo stop all’aumento dell’Iva ne costa 23. E c’è un ricorso al deficit per oltre 16 miliardi. Un impianto che lascia prudente il commissario designato agli Affari economici dell’Ue, Paolo Gentiloni: «L’Italia» – ha detto – «ha bisogno ancora di disciplina di bilancio, mi spiace ma è così». Dalla lotta all’evasione fiscale, inizialmente il governo pensava di poter recuperare 7 miliardi. Ora la stima, seppur «prudente», ha spiegato Gualtieri, è di 3 miliardi. Uno dei punti qualificanti è la spinta ai pagamenti digitali. Il governo, ha spiegato Gualtieri, sta lavorando a un protocollo di intesa con le banche «per la riduzione delle commissioni e l’eliminazione totale sotto una certa» cifra.

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Come il governo pensa di modificare la flat tax nella manovra

In vista dell'esame parlamentare tra la maggioranza spunta l'ipotesi di un dimezzamento. Si valuta anche l'ipotesi si posticipare a luglio il via alla norma previsto per aprile.

Dimezzare la tassa sulla plastica: è questa una delle ipotesi su cui sta lavorando il governo in vista dell’esame parlamentare della manovra. Attualmente è prevista una tassa di un euro al chilogrammo e, secondo quanto si è appreso, si starebbe lavorando sia per restringere la gamma dei prodotti coinvolti sia sull’entità del prelievo e si starebbero facendo simulazioni su tre “scalettature” tra i 60 e i 40 centesimi al chilo. Si valuta anche l’ipotesi di rinviare a luglio l’entrata in vigore della norma, che ad ora scatterebbe a partire dal primo aprile.

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La tassa sulle cartine spinge un’azienda di Treviso a non assumere 140 lavoratori

La International Tobacco Agency ha fatto sapere che se la manovra non cambierà non potrà procedere con l'annunciato reclutamento di nuovi addetti.

Se non sarà modificata la bozza della manovra con riferimento alle tasse su cartine e filtri per sigarette, la International Tobacco Agency di Carbonera, in provincia di Treviso, comunica di «non poter procedere» all’annunciato piano di 140 assunzioni nei prossimi tre anni. L’amministratore delegato, Marco Fabbrini, guida un’azienda composta da 280 dipendenti che genera ricavi per circa 50 milioni di euro, il 14% dei quali dalle cartine. In base a una simulazione sui pezzi venduti nel 2018, infatti, i 3,6 millesimi di euro che il governo intende applicare su ciascuno di essi si trasformerebbero per l’azienda in 5,27 milioni di imposte.

PIANO TRIENNALE CONGELATO

«Non siamo contrari a misure per la riduzione del danno dovuto al consumo di tabacco», ha detto Fabbrini, «ma un intervento di questo genere, se non accompagnato da un rafforzamento dei controlli sul parallelo mercato illegale, non farà altro che spostare i consumatori, sui quali si riverserà il maggior peso fiscale, verso canali di vendita occulti, con ricadute sulla rete regolare che stimiamo fino a -50%». Di qui la decisione di congelare il piano assunzioni, «non essendovi più ragionevoli certezze rispetto alla crescita di fatturato prevista per il prossimo triennio».

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La battaglia nel governo sulla plastic tax

Botta e risposta tra alleati per la tassa sulla plastica. Renzi parla di «autogol», mentre Di Maio la difende. E Gualtieri chiosa: «Frutto di un lavoro collegiale». Opposizione all’attacco: la misura costerà 2 miliardi dei cittadini.

Lo scontro tra le varie anime del governo si è spostato sulla plastic tax, l’imposta sugli imballaggi che distanzia soprattutto Italia viva e Movimento cinque stelle. In particolare Luigi Di Maio ha usato Facebook per difendere la misura dagli attacchi di Matteo Renzi. L’ex segretario dem, intervistato dal Corriere, ha sottolineato che una tassa del genere avrebbe causato un enorme contraccolpo soprattutto in Emilia-Romagna dove si vota in gennaio.

«La plastic tax, come la chiamano», ha scritto il ministro degli Esteri, «serve a dare una scossa, serve a invertire la rotta. Non promuovi l’ambiente parlando, lo promuovi facendo delle scelte. I soldi di uno Stato non sono infiniti, vanno re-distribuiti e la politica serve a questo, appunto, a fare delle scelte», ha spiegato il leader grillino. «Il M5s la sua scelta l’ha fatta tanto tempo fa: difendere l’ambiente, introdurre nuovi meccanismi per rimettere la nostra economia su un binario più sostenibile e continuare a crescere».

«Vedo», ha scritto ancora Di Maio, «che è nato un dibattito surreale sulla plastic tax, quindi vorrei mettere le cose in chiaro. Qui abbiamo sentito partiti che per anni ci hanno detto: rispettiamo l’ambiente, amiamolo, pensiamo al futuro. E nel frattempo però, mentre si riempivano la bocca di queste belle parole, trivellavano i mari, inauguravano nuovi inceneritori, rievocavano il nucleare». «A parole», ha aggiunto, «sono tutti statisti, nei programmi elettorali c’è sempre la riforma del secolo che salva il pianeta, poi quando si tratta di venire ai fatti, si girano dall’altra parte».

LA DIFESA DEL GREEN NEW DEAL GIALLOVERDE

Il ministro ha accusato gli altri partiti di aver solo parlato di ambiente ma poi seguito interessi economici. «La Lega lo ha fatto anche al governo insieme a noi e li abbiamo sempre fermati. Per questi signori qui l’ambiente è un pozzo per fare soldi e basta, alcune inchieste della magistratura lo hanno dimostrato». E, ha continuato, «vengono a parlarci di realismo che ci vuole tempo, che ‘oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente’, come diceva qualcuno. Anche la sinistra, di parole ne ha dette e ridette… Bene, oggi per la prima volta c’e un governo che ci mette la faccia. Che ai cittadini ha promesso un Green New Deal, un grande piano per l’ambiente: vero, concreto, davvero per il futuro dei nostri figli e delle nostre imprese, per renderle più competitive sui mercati internazionali». Il M5s, ha concluso, «la sua scelta l’ha fatta tanto tempo fa: difendere l’ambiente, è un dovere di chi rappresenta le istituzioni pensare alle future generazioni. Non è una colpa. Ripeto: è un dovere. E noi siamo fieri di onorarlo».

LA DIFESA DI GUALTIERI: «SONO TASSE DI SCOPO»

Qualche ora prima, intervistato da La Stampa, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, aveva difeso tutto l’impianto della manovra: «Mi sorprende una maggioranza che sembra fare propaganda contro la propria legge di bilancio. Anche perché, come è noto, era il frutto di un lavoro collegiale ampiamente condiviso», ha spiegato. «In una discussione che tende a concentrarsi sui dettagli, vorrei che non fosse smarrito il quadro di insieme: siamo riusciti a fare quello che tutti fino a poco fa ritenevano impossibile: evitare 23 miliardi di aumento automatico dell’Iva con una manovra che non è di lacrime e sangue, ma che al contrario sostiene il lavoro, gli investimenti e il Welfare». In particolare il capo del Mef si è soffermato sulle tasse più controverse, le uniche «veramente nuove», quelle sulla plastica usa e getta, sugli zuccheri nelle bevande e sui giganti del web. Per il capo del Tesoro si tratta di «tasse di scopo utili per l’ambiente e la salute». Ma «anche in questo caso ascolteremo le opinioni di tutti», ha aggiunto.

TOTI: UNA TASSA DA DUE MILIARDI

Forti critiche alla misura sono arrivata anche da destra. Sempre via Facebook, il presidente ligure e leader di Cambiamo! Giovanni Toti, ha fatto un conto dei costi nascosti presenti nella finanziaria: «Nel gioco del ‘lascia o raddoppia’ il governo in tema di tasse ha decisamente scelto di raddoppiare! Plastic tax, sugar tax, tassa sulle auto aziendali svuoteranno le tasche dei cittadini nel 2020 di ben 2 miliardi, che raddoppieranno a 4 miliardi nel 2021. Alla fine dei conti la tassa sulla plastica da sola peserà sul portafoglio degli italiani più di 2 miliardi, le bevande zuccherate 223 milioni, le auto aziendali 332 milioni, mentre altri 824 milioni arriveranno dalla stretta sulla flat tax». «E per finire», ha concluso, «i cittadini avranno 868 milioni di detrazioni fiscali in meno e quindi di tasse in più da pagare! Invece di inventare ogni giorno nuovi balzelli perché il governo non pensa a raddoppiare i cantieri per realizzare le infrastrutture che servono al Paese? Quello sì che sarebbe un aumento utile».

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Ecco quanto il governo incasserà e perderà dalla manovra

Due miliardi dalle microtasse, destinati a raddoppiare nel 2021. A farla da padrone è la plastic tax.

Il lungo lavoro di taglia e cuci all’interno del governo è terminato. La manovra è stata ‘bollinata’ dalla Ragioneria dello Stato. La nuova versione della legge di bilancio verrà inviata a breve in parlamento. Il testo è composto da 119 articoli ed è lungo 90 pagine. Uno dei primi interventi riguarda la sterilizzazione delle clausole Iva. Ecco cosa prevedono le tabelle di sintesi allegate al testo della legge di bilancio.

2 MILIARDI DALLE MICROTASSE

Dalle nuove tasse introdotte aumenteranno nel 2020 il prelievo fiscale per oltre 2 miliardi. Ma l’anno successivo l’incasso raddoppia a oltre 4 miliardi. A guidare i prelievi sarà la tassa sulla plastica, che vale 1,079 miliardi nel 2020, visto che si applica da metà anno, e 2,192 miliardi nel 2021. Quest’ultima norma alleggerirà la tasche dei contribuenti di circa 868 milioni Il prelievo sale ancora nel 2021 se si considera la stretta sulla flat tax ora esistente fino a 35 mila euro: vale 824 milioni e porterebbe il maggior esborso fiscale tra due anni a sfiorare i 5 miliardi. Non va dimenticato però che la prima voce della manovra blocca 22,6 miliardi di aumenti Iva e 400 milioni di incassi di accise che sarebbero scattati automaticamente a gennaio come ‘clausole di salvaguardia’.

224 MILIONI DALLA SUGAR TAX

Il ‘congelamento’ della cedolare sugli affitti concordati, che doveva passare al 15% e che invece rimane al 10%, porta invece un risparmio sulle tasche degli italiani di 201 milioni. Il ‘piatto’ fiscale del 2021 conta anche 233,8 milioni di incassi dalla tassa sulle bevande zuccherate, 88,4 dalle accise sui tabacchi, 30,6 dall’imposta su cartine e filtri delle sigarette, 108 milioni dall’arrivo della web tax, 25 milioni dall’esenzione dell’imposta di bollo sui certificati penali, 332,6 milioni dalla stretta sui finge benefit aziendali, 51,3 milioni per la revisione dei limiti di esenzione dei ticket restaurant aziendali.

DETRAZIONI SOLO SU PAGAMENTI TRACCIABILI

La stangata del 2021, oltre che dalla plastic tax, arriva anche dai paletti messi alle detrazioni fiscali, che saranno riconosciute in gran parte solo se i pagamenti sono stati fatti l’anno precedente in modo tracciabile: gli italiani – calcola il governo – avranno 868 milioni di ‘sconti’ in meno e in pratica di tasse in più da pagare. L’anno successivo il maggior esborso si assesta a 496 milioni.

894 MILIONI DALLA STRETTA SULLE PARTITE IVA

La stretta sul forfait al 15% per le partite Iva vale 894 milioni nel 2021 e 568 milioni nel 2022. Il paletto più ‘pesante’ è quello sul divieto di cumulo per chi ha altri redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30 mila euro, che vale 593,8 milioni nel 2021 e 350 milioni nel 2022. Con lo stop alla flat tax sopra i 65 mila euro che doveva scattare dal 2020, invece, lo Stato ‘risparmia’ 154 milioni nel 2020, ma ben 2,5 miliardi nel 2021 e 1,5 miliardi nel 2022 quando la norma entrava a regime.

BONUS BEBÈ INTERO PER UN TERZO DEI BENEFICIARI

Circa un terzo dei beneficiari del bonus bebè riceverà il massimo dell’assegno, 160 euro al mese, perché il nuovo nato arriverà in famiglie con Isee sotto i 7 mila euro. I nuovi nati del 2020 vengono indicati in 440 mila di cui 140 mila in famiglie povere. La metà degli assegni sarà comunque maggiorato del 20% perché andrà a figli dal secondo in poi.

SOLO 8 MILIONI LORDI PER LE PENSIONI

Sono solo 8 milioni lordi (6 milioni al netto delle tasse) i fondi destinati alle pensioni fino a quattro volte il minimo (2.052 euro lordi al mese) la cui rivalutazione in modo pieno (100%) è prevista dal 2020. Circa 3 euro lordi in più all’anno (25 centesimi al mese) per i 2,8 milioni di pensionati beneficiati secondo la Cgil.

IL RINNOVO DEI CONTRATTI COSTA 5,7 MILIARDI

I 3 miliardi e 175 milioni per il rinnovo del contratto degli statali, che entrerà a regime nel 2021, corrispondono ad aumenti in busta paga del 3,5%. Quello per il settore non statale, compresi Comuni ed enti locali, vale 2,53 miliardi, sempre a regime, di cui dovranno farsi carico i bilanci dei territori. La somma totale per il rinnovo di tutto il pubblico impiego, quasi 3,3 milioni di dipendenti, ammonta così a 5,7 miliardi di euro. E il rialzo del 3,5% vale anche per la sanità.

LO STOP AL SUPERTICKET COSTA 185 MILIONI

L’abolizione del superticket sanitario da settembre peserà sulle casse dello Stato per 185 milioni di euro nel 2020. Dal 2021, il minor gettito sarà di 554 milioni di euro.

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Le novità sulla manovra fiscale dell’1 novembre 2019

Aliquote ridotte e incentivi per mezzi meno inquinanti e imprese che investiranno sul biodegradabile. Ma i monouso e le vetture inquinanti pagheranno il 100%.

Continuano le discussioni all’interno di governo e maggioranza per trovare la quadra sulla legge di bilancio. Italia Viva punta il dito contro la tassa sulle auto aziendali, che cambia volto in senso eco-friendly. La stessa direzione presa dalla tassa sulla plastica. Ecco le ultime novità sulla manovra dell’1 novembre 2011.

AUTO AZIENDALI, ECO-SCONTO SULLA TASSA

Cambia la norma sul fringe benefit nell’ultima bozza della manovra: le tasse continueranno ad applicarsi sul 30% del valore per le auto aziendali in uso ai dipendenti per i veicoli a trazione elettrica e ibrida e per tutti i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti addetti alla vendita di agenti e rappresentanti di commercio. Per gli altri veicoli la percentuale sale al 60% in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a 160 grammi per chilometro e al 100% in caso di emissioni superiori.

SALTANO I 100 MILIONI PER LE INDENNITÀ DEI MINISTERI

Salta, nell’ultima versione della bozza, la norma che stanziava 100 milioni per le indennità dei ministeri. Contro la norma si era schierato ieri il Movimento 5 Stelle, con il viceministro Stefano Buffagni che chiedeva piuttosto di destinare quei fondi alle imprese per l’assunzione di giovani.

PLASTIC TAX SUI MONOUSO

Le bottiglie, le buste ad esempio dell’insalata, le vaschette per gli alimenti in polietilene. Ma anche il tetrapak del latte o i contenitori dei detersivi. È lunga la lista dei prodotti monouso su cui si applicherà la plastic tax da 1 euro al kg. Come si legge nella relazione che accompagna la bozza della manovra, saranno soggetti alla tassa anche il polistirolo e pure i tappi e le etichette di plastica. Esclusi, oltre alle siringhe, i prodotti riutilizzabili come le taniche o i contenitori per la custodia di oggetti. Le aziende che operano nel settore delle plastiche e che adeguino i loro macchinari in modo da produrre materiali biodegradabili e compostabili riceveranno un incentivo: «Un credito d’imposta nella misura del 10 per cento delle spese sostenute» nel 2020. L’obiettivo è rafforzare e accelerare «la transizione verso un’economia circolare». Il credito d’imposta «è riconosciuto fino ad un importo massimo di 20 mila euro».

NUOCA IMU: I SINDACI POTRANNO ALZARLA O AZZERARLA

L’aliquota base della nuova Imu, frutto della fusione tra Imu e Tasi, sarà dell’8,6 per mille e i sindaci potranno aumentarla fino a un massimo del 10,6 per mille. Lo prevede la bozza della manovra. Solo nel 2020, ed entro il livello già stabilito per le due imposte, la nuova Imu potrà essere portata fino all’11,4 per mille. Con delibera comunale si potrà decidere anche di ridurla fino ad azzerarla. I sindaci potranno decidere di annullare anche il prelievo su ville, castelli e abitazioni di pregio, per i quali l’imposta si applica anche quando sono prima casa. Le scadenze per passare alla cassa per la nuova Imu rimangono due, 16 giugno e 16 dicembre. Per la prima rata del 2020 si dovrà versare la metà di quanto pagato nel 2019 in attesa che i sindaci, con apposite delibere, decidano se aumentare o diminuire l’aliquota base (all’8,6 per mille). Le delibere vanno redatte accedendo a una apposita applicazione sul portale del federalismo fiscale che consente di elaborare un «prospetto delle aliquote», senza il quale la delibera non è considerata valida. Le delibere vanno pubblicate entro il 28 ottobre. I pagamenti si faranno tramite F24 o bollettino postale. Nelle norme per la nuova Imu si precisa, tra l’altro, che va considerata prima casa (quindi abitazione esente dall’imposta) anche la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice. Le case date in affitto a canone concordato continueranno a godere dello sconto del 25% anche con la nuova Imu.

NASCE LA LOCAL TAX

La bozza della manovra prevede anche la nascita della Local tax, che dal 2021 racchiuderà in un’unica tassa le «entrate riguardanti l’occupazione di aree pubbliche e la diffusione di messaggi pubblicitari». Saranno gli enti locali a disciplinare la nuova tassa, per far sì che il gettito sia lo stesso di quello che garantiva la somma dei «canoni e dei tributi» riuniti, anche se gli stessi enti potranno variare il gettito. In quel caso, potranno abbassarlo fino ad azzerarlo o aumentarlo, ma con dei limiti. L’unificazione riguarda: la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap), il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni (Icp Dpa), il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (Cimp) e il canone previsto dal codice della strada. Gli obiettivi sono «razionalizzare e rendere più efficiente la riscossione» e «semplificare gli adempimenti».

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Manovra, tassa sulle cartine e contante in farmacia

Stretta su gasolio e autostrade. Ma sono state bloccate le imposte sulla casa. Imprese, plastica, zucchero, emissioni: cosa cambia nella legge di bilancio 2020.

Più tasse da una parte, meno dall’altra. Tra le ultime novità della manovra economica 2020 ci sono brutte notizie per i fumatori: colpiti filtri e cartine per le sigarette “fai da te”, anche se sono state salvate quelle elettroniche. Saltato però l’aumento da 50 a 150 euro delle imposte di registro per chi acquista casa. È entrato anche un pacchetto per la Pubblica amministrazione green, con le nuove auto pubbliche che dovranno essere ibride o elettriche. E rischia di uscire il contributo per Radio radicale, che alla fine resta per un anno in attesa di una gara indetta per il 30 aprile.

PARTITE IVA, PALETTI PER LA FLAT TAX

Alla fine di una lunga trattativa pronti a essere inseriti anche alcuni paletti per la flat tax per le partite Iva, a partire dal divieto di cumulo. Confermata la necessità di certificare le spese da portare in detrazione con i pagamenti elettronici (da quelle per lo sport dei figli fino ai funerali) ma senza includere ticket e acquisti in farmacia, dove si potrà continuare a pagare anche in contanti e a godere dello sconto fiscale del 19%.

CASHBACK DA 100-200 EURO

Il 2020 vedrà per la prima volta anche una limitazione delle detrazioni in base al reddito: lo sconto scende per chi guadagna più di 120 mila euro fino ad azzerarsi per chi supera i 240 mila euro. Aumentare i pagamenti con la moneta elettronica rimane uno dei capisaldi della manovra, che stanzia 3 miliardi per il cashback che si tradurranno, secondo il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in 100-200 euro di rimborso delle spese tracciabili per ogni consumatore.

BONUS BEBÈ E VOUCHER ASILI NIDO

Famiglie e imprese beneficeranno anche di altri interventi: dal bonus bebè per tutti i nuovi nati al voucher per i nidi che raddoppia fino a 3 mila euro, al pacchetto di incentivi per Industria 4.0 riconfermati, insieme con i bonus per le ristrutturazioni edilizie e l’acquisto di mobili.

STANGATE PER CHI INQUINA

Se le tasse sulla casa vengono bloccate – è stata eliminato anche il mini-aumento della cedolare secca sugli affitti concordati, che resta al 10% – l’esecutivo giallorosso è andato all’attacco di chi inquina: ecco infatti l’annunciata stretta sul gasolio per i vecchi camion e pullman, con l’agevolazione sull’accisa che scatta solo per chi ha mezzi almeno euro 4 nel 2020, ed euro 5 dal 2021. Riviste anche le accise sui prodotti energetici impiegati per produrre energia.

TESA UNA MANO GREEN ALLE IMPRESE

Alle imprese però il governo ha teso una mano “green”: più fondi, un credito d’imposta del 10% per tre anni, a chi investe per riconvertire la propria azienda e riduce le emissioni, o consuma meno materie prime.

PLASTICA, “BASTONE E CAROTA”

Ma ci sarà anche la spinta alla produzione di bioplastiche e plastiche compostabili, la “carota” che affianca il “bastone” della plastic tax. La nuova imposta da 1 euro al chilo si applicherà ai prodotti monouso, comprese le bottigliette di plastica, e risparmierà le plastiche riciclabili.

STRETTA SU ZUCCHERI, AUTOSTRADE E TRIVELLE

È rimasta anche la sugar tax, l’imposta sulle bevande con zuccheri aggiunti, che non peserà, però, sui prodotti destinati all’export. Arrivata poi, un po’ inaspettata, una stretta fiscale sui concessionari autostradali: ha fatto infuriare l’Aiscat che già ha paventato il blocco generale degli investimenti. E rincari si prospettano anche sui prodotti delle trivelle, estratti in terra e in mare.

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Manovra, la cedolare secca resta al 10%

Oggi un nuovo vertice per chiudere l'accordo nella maggioranza. Sugar tax sulle bevande analcoliche con aggiunta di zuccheri (10 euro per ettolitro) e plastic tax sugli imballaggi (1 euro al kg). La tassa sulla fortuna sale al 15% per vincite sopra i 500 euro.

Arriva un’intesa politica di massima sulla manovra economica 2020 e spunta la prima bozza completa della legge di bilancio. Servirà un nuovo vertice per chiudere l’accordo nella maggioranza, ma i 93 articoli del testo definiscono per la prima volta i dettagli della Finanziaria.

La novità principale emersa nella tarda serata del 29 ottobre è lo stop all’aumento della cedolare secca sugli affitti, ma nella bozza compare la versione vecchia con aliquota al 12,5%: dovrà essere corretta per mantenerla al 10%. Per il resto, vengono confermati i capisaldi già noti della manovra giallorossa.

Arrivano tre miliardi per incentivare chi paga con carte e bancomat: per i dettagli del cashback bisognerà aspettare, perché sarà un decreto del ministero dell’Economia da emanare entro aprile 2020, sentito il Garante della Privacy, a stabilire come e quando distribuire i rimborsi in denaro. Viene poi istituito un fondo da tre miliardi nel 2020 e 5 miliardi nel 2021 per tagliare le tasse ai lavoratori: anche in questo caso, sarà una legge collegata alla manovra a definire le modalità.

Da settembre viene abolito il superticket (185 milioni il costo). Mentre arrivano la sugar tax sulle bevande analcoliche con aggiunta di zuccheri (10 euro per ettolitro) e la tassa sulla plastica (1 euro al chilogrammo). La tassa sulla fortuna sale dal 12% al 15% per vincite sopra i 500 euro.

C’è poi il pacchetto famiglia. Raddoppia il bonus asili nido, da 1500 a 3000 euro, per le famiglie con Isee fino a 25mila euro: per chi guadagni fino a 40mila euro il voucher arriva a 2500 euro, per gli altri resta a 1500 euro. Il bonus bebè varrà anche per i nati del 2020 ma diventerà universale. Sarà composto da tre scaglioni, aumentati del 20% per il secondo figlio: 160 euro al mese per il primo anno di vita (o di adozione) fino a 7 mila euro di Isee, 120 euro al mese fino a 40 mila euro di Isee e 80 euro al mese per chi supera questa soglia. Il congedo per i papà sale da cinque a sette giorni.

Viene confermato lo stop al canone Rai per gli anziani a basso reddito.

Sulla casa vengono rinnovati i bonus per ristrutturazioni, per l’acquisto di mobili e arriva la detrazione al 90%, senza limiti di spesa, per rifare le facciate dei palazzi ( non c’è per ora il bonus verde). Viene finanziato il fondo di garanzia per la prima casa e nasce un nuovo fondo da 853 milioni fino al 2033 per la “Rinascita urbana”.

Spunta anche un pacchetto per l’editoria che fa slittare di un anno i tagli alla stampa previsti dall’ultima manovra e stanzia 8 milioni l’anno per tre anni a Radio radicale.

Nasce anche un nuovo bonus per le scuole che si abbonano a quotidiani e periodici, anche online: il contributo sarà fino all’80% della spesa.

L’ossatura resta quella approvata in Consiglio dei ministri il 15 ottobre: la legge di bilancio vale 30 miliardi e la parte del gigante la fanno i 23 miliardi che servono a bloccare l’aumento dell’Iva. Ci sono tre miliardi di tasse sul lavoro e il superbonus da tre miliardi, dal 2021, a chi paga con carta di credito. Ma spuntano anche novità, a partire dalla scelta di congelare, a garanzia della tenuta dei conti, un miliardo di spese dei ministeri.

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Tregua armata sulla manovra alla vigilia del vertice decisivo

L'urgenza del governo è dare un segnale che vada nella direzione dello stop a nuove tasse. Ma restano le tensioni sulle partite Iva. Non bastano le rassicurazioni in arrivo da Bruxelles.

Smaltito lo choc elettorale, il governo serra i ranghi sulla legge di Bilancio. Rompere adesso non si può: con questa consapevolezza M5s, Pd, Leu e Iv si siedono al tavolo con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. L’urgenza, dopo settimane di caos, è dare un segnale che vada nella direzione dello stop a nuove tasse. Ma poiché soldi ce ne sono pochi, i partiti si trovano a scegliere.

BLOCCATO L’AUMENTO DELLA CEDOLARE SECCA

Di questo si decide per due ore: che segnale dare, tutti insieme. La casa, votano tutti. E così viene bloccato l’aumento della cedolare secca sugli affitti sociali: doveva salire al 12,5% e invece resterà al 10%. Basta a siglare la tregua e, probabilmente, a far chiudere il testo entro la settimana. Ma non a firmare la pace. Perché la tensione nella maggioranza resta alta. E promette di scaricarsi sui nodi ancora aperti: dalla flat tax per le partite Iva che Luigi Di Maio vuole senza vincoli, alla “sugar tax” che Matteo Renzi vuole cancellare. Da Bruxelles il commissario europeo Valdis Dombrovskis ribadisce le «preoccupazioni» sui conti italiani ma anche che «al momento» non c’è l’ipotesi di un rigetto della manovra.

PRIMA PARZIALE INTESA NEL VERTICE DI PALAZZO CHIGI

Il giudizio più complessivo arriverà dopo il 7 novembre. Ed è in nome dell’equilibrio dei conti che Conte e Gualtieri per ora arginano l’assalto alla diligenza dei partiti. Concedono qualcosa, permettendo a tutti di dirsi soddisfatti. Ma tengono fermo l’impianto complessivo della legge di Bilancio da 30 miliardi. E provano ad accelerare. Un vertice a Palazzo Chigi sigla una prima “sostanziale” intesa. Nella notte tra ministero e ragioneria dello Stato si lavora alla scrittura del documento. Poi una seconda riunione, mercoledì 30 ottobre, dovrebbe dare il via libera finale alla manovra, che formalmente era stata approvata in Consiglio dei ministri due settimane fa.

PREOCCUPANO I MAL DI PANCIA IN M5S E PD

È un’accelerazione rispetto all’ipotesi di portare il testo in parlamento addirittura mercoledì 6 novembre: ai tecnici viene dato l’input di chiudere entro 31 notte, consegnando il testo definito al ministro del Tesoro. Fare in fretta è un modo per evitare che l’accordo appena trovato venga subito rimesso in discussione. Il rischio c’è. Il Movimento 5 stelle è in subbuglio. Il Pd agitato dalla «tendenza a sfasciare tutto» che hanno Di Maio e Renzi. L’alleanza che si cercava di rendere strutturale è ogni giorno di più traballante. Ma in sessione di bilancio non si può andare a votare e anche chi, come il Pd, va ripetendo che dalle urne ci guadagnerebbe, ha fuori dalla porta il fantasma della destra salviniana. «Non voglio andare al voto» – dice a SkyTg24 Nicola Zingaretti – «ma la maggioranza deve cambiare passo, litigare meno e produrre di più. E’ l’unico modo per essere riconosciuti come un’alternativa credibile alle destre».

TREGUA ANCHE SULLE MISURE PER LA FAMIGLIA

Non dice lo stesso Di Maio, che resta su una posizione critica, ma il leader M5s, dopo lo stop all’alleanza con il Pd ha bisogno di un messaggio da dare al suo elettorato e lo stop alla “tassa sulla casa” è proprio quello che gli serve. Insieme al poter sbandierare che per le partite Iva la flat tax resterà senza vincoli. Al vertice di maggioranza, la sconfitta umbra è un fantasma che aleggia sulla testa di tutti. Ci sono Di Maio, Dario Franceschini, Roberto Speranza e Teresa Bellanova in rappresentanza di Renzi. Dare un segnale è un’urgenza condivisa. Tanto che Conte e Gualtieri si compiacciono di vedere al tavolo una ritrovata coesione. In un altro vertice di maggioranza siglano una tregua sulle misure per la famiglia anche le ministre Nunzia Catalfo ed Elena Bonetti, che si erano contese i fondi e l’impostazione: nel 2020 si dovrebbero rifinanziare misure esistenti e asili nido per poi fare l’assegno unico nel 2021. Ma restano la tassa sulla plastica e sulle bibite gassate, torna una tassa sulla fortuna, ci sarà – sia pur ridotta – una tassa sulle sigarette. Contro questi balzelli, da New York, promette di combattere Renzi, che si vanta di aver bloccato la “Salvini tax” di aumento dell’Iva (ha rubato uno slogan Pd, lamentano i dem) ma rilancia la battaglia anche contro quota 100. In parlamento, così, il percorso della manovra già si annuncia una trincea. La coesione della maggioranza è ancora una chimera: lo spettro della crisi di governo promette di tornare.

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Le ultime novità sulla legge di bilancio 2020

Spending review su acquisto di beni e servizi e aumenti per i sindaci dei piccoli comuni. Si discute ancora su famiglia, partite Iva e quota 100.

La caccia alle risorse per la nuova manovra finanziaria, continua. La legge che difficilmente arriverà alle camere prima del ponte dell’1 novembre, continua a essere sul tavolo del governo, che ora propone una sostanziosa spending review sui conti dell’esecutivo. Un taglio da 3 miliardi ad alcuni capitoli di spesa dei ministeri è già previsto dal decreto fiscale, ma anche la legge di bilancio porterà con sé una stretta sui consumi intermedi, quelli che riguardano l’acquisto di beni e servizi, lievitati troppo negli ultimi anni.

SPESA PUBBLICA NEL MIRINO DI BRUXELLES

L’Ue, oltre al deficit e al debito, ha messo nel mirino proprio la spesa pubblica. A fronte dei tagli alle spese dell’amministrazione centrale potrebbero arrivare nuove risorse per quelle periferiche, col Pd che ha proposto di aumentare da 1.000 a 1.500 euro la ‘retribuzione’ riconosciuta ai sindaci dei piccoli comuni. «Sono pagati da vergogna, una miseria», ha detto il ministro dei beni cultura, Dario Franceschini. I Comuni sono al centro della legge anche per la necessità di ristrutturare i loro debiti e alleggerire i loro bilanci.

INCONTRO AL MINISTERO

Domenica 27 ottobre i sottosegretari di Pd, M5s e Leu si sono riuniti al ministero col ministro Roberto Gualtieri e il deputato Luigi Marattin per Italia viva. Si è lavorato su una prima bozza predisposta dai tecnici, sulla base delle intese di massima raggiunte in maggioranza. Ma tanto resta ancora da definire e serve ancora tempo se nell’agenda dei tecnici si punta a portare il testo in parlamento solo all’inizio di novembre, forse il 4. Non sembrano ad ora previste modifiche alle finestre di quota 100, nonostante l’insistenza di Iv. Ma si stimano maggiori risparmi, che consentiranno di congelare spese per 300 milioni nel 2020, 900 milioni nel 2021 e 500 nel 2022. È il cosiddetto ‘freezing’ che serve proprio come garanzia rispetto ai ‘timori’ della Commissione Europea.

MAGGIORANZA DIVISA SULLA FAMIGLIA

Sulla famiglia, la maggioranza è ancora divisa. Il fondo appostato vale 2 miliardi. Da un lato c’è chi, come Iv, vorrebbe affiancare al bonus asili nido il rinnovo dei bonus bebè del passato e chi, come il Pd, vorrebbe un intervento organico che porti verso l’assegno unico. Sugli asili nido dovrebbero esserci 150 milioni su 600. I sindaci Pd spingono perché vengano dati ai Comuni perché decidano come assegnarli, a seconda delle esigenze dei territori, e non direttamente alle famiglie: tra i Dem c’è chi è a favore di questa linea.

FLAT TAX, VERSO L’INTESA

Sulle partite Iva, la flat tax rimane fino a quota 65 mila euro di reddito. Tutti d’accordo invece sulla possibilità che ci sia un tetto al cumulo con eventuale redditi da lavoro dipendente, che rimarrebbe fissato a 30 mila euro. Si discute ancora, invece, se porre un limite anche alle spese per beni strumentali e per il personale: il M5s non vorrebbe questi due paletti ma l’ipotesi è ancora sul tavolo e ci rimarrà finché non si riusciranno a trovare risorse alternative. C’è poi il nodo micro-tasse. Su cedolare secca, che passa dal 10 al 12,5% sugli affitti concordati, e sugar tax si vedrà in Parlamento se ci sono risorse per abolirle ma intanto si lavora per limitare la tassa sulla plastica in modo che non siano penalizzati i materiali riciclabili.

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Da 2020 detrazioni solo con carte e arriva lo sconto su Pos

Ultime limature per il dl fiscale. Allo studio un sistema di recupero che valga solo per i pagamenti con carte e bancomat. E per i commercianti arriva il credito d’imposta.

Una spinta al piano per l’Italia cashless, con una mano tesa ai commercianti che avranno uno sconto sulle commissioni per i Pos e un ampliamento ‘naturale’ dei pagamenti elettronici visto che dal 2020, per ottenere le detrazioni in dichiarazione dei redditi l’anno successivo, si dovrà presentare traccia delle spese con bonifici, carte o bancomat. Comincia a prendere forma il piano per ridurre il contante messo a punto dal governo giallorosso. Il grosso del pacchetto, come stabilito dall’intesa di maggioranza, entrerà in vigore da luglio quando il tetto all’uso del contante scenderà a 2000 euro (per poi arrivare, nel 2022, a 1000) e scatteranno le multe per chi non accetta il Pos.

IL CREDITO D’IMPOSTA PER CONVINCERE I COMMERCIANTI

Per venire incontro a commercianti e piccole attività, il governo ha messo in campo sempre dal 1 luglio anche un credito d’imposta, sul modello dei benzinai. Si tratta di un credito del 30% delle spese per le commissioni sulle transazioni con carte e bancomat, che potrà essere usato esclusivamente in compensazione, e che sarà concesso a chi ha una attività con ricavi e compensi entro i 400mila euro l’anno. Un «primo passo nella direzione giusta, un segnale tangibile di attenzione alle imprese», ha approvato Confesercenti, promuovendo la scelta dell’esecutivo ma chiedendo subito anche l’abolizione delle sanzioni. Mentre Confcommercio, che pure parla di misura «utile», ha ricordato che le commissioni valgono circa 1,5 miliardi l’anno e già chiesto più risorse. Lo sconto sui Pos è l’ultima novità del decreto fiscale, che ancora attende la bollinatura finale della Ragioneria generale per essere inviato al Quirinale per la firma.

COME CAMBIA IL DL FISCALE

Nelle ultime bozze compaiono anche altri aggiustamenti, dall’Imu sulle trivelle che diventa una vera e propria imposta ad hoc (Impi, imposta immobiliare sulle piattaforme marine) agli acconti per le partite Iva che scendono al 90% quest’anno per passare, a regime, a due versamenti del 50% l’anno. Per coprire la riduzione dell’acconto 2019 (oltre 1,4 miliardi), il prestito per Alitalia che sale a 400 milioni, il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi (670 milioni) e altri interventi di minore entità (come i 14 milioni aggiuntivi per i seggiolini anti-abbandono) il governo mette mano alle poste non impegnate dei ministeri. Si tratta di poco più di tre miliardi di dotazioni finanziarie che vengono ridotte (non veri e propri tagli), in gran parte a carico del ministero dell’Economia (per quasi 2,9 miliardi).

IL CANTIERE APERTO DELLA MANOVRA

Se il decreto è quasi in dirittura di arrivo (ancora qualche limatura potrebbe essere in corso, nella forma, per la stretta sul carcere per i grandi evasori), per la legge di Bilancio bisognerà invece aspettare ancora. La manovra «è fortemente redistributiva» e chi dice che ci sono solo nuove tasse dice «il falso», ha sottolineato il premier Giuseppe Conte, che ha partecipato in Umbria all’evento della coalizione con M5S, Pd e Leu, assente Italia Viva. Sulle nuove tasse «etiche», dalla sugar alla plastic tax, «siamo aperti a miglioramenti», ha dettp il viceministro all’Economia Antonio Misiani, precisando però che per metterle in discussione vanno «reperite le coperture». Per quanto riguarda l’impatto sui cittadini, ha rassicurato l’esponente Dem, nessun rischio stangata come paventato dal leader della Lega Matteo Salvini: il costo delle bottiglie, ad esempio, potrà aumentare «di 2 centesimi per quelle da mezzo litro di acqua minerale e di 3 centesimi per quelle da un litro e mezzo».

COME CAMBIANO LE DETRAZIONI

Le coperture già trovate servono per finanziare i capisaldi della manovra, dal taglio del cuneo al pacchetto famiglia. Alla causa contribuirà anche la stretta sulle detrazioni che, oltre all’obbligo generalizzato dei pagamenti tracciabili come già avviene per i bonus per le ristrutturazioni edilizie, vedrà una riduzione degli sconti per i redditi sopra i 120mila euro per andare “gradualmente” ad azzerarsi oltre i 240 mila euro. Una sforbiciata, quest’ultima, che riguarderà, secondo i primi calcoli, circa 300mila contribuenti, «meno dell’1%».

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I numeri della manovra: quanto valgono nuove tasse e misure anti evasione

La sugar tax e la plastic tax insieme dovrebbero portare nelle casse del governo 1,3 miliardi di euro. La sanzione contro i commercianti che non mettono il codice fiscale per la lotteria degli scontrini dovrebbe far incassare 3,5 milioni di euro nel 2020. Le previsioni dell'esecutivo sulla legge di bilancio, cifra per cifra.

Le nuove tasse valgono 2 miliardi di euro di entrate, mentre dalle misure anti evasione il governo conta di incassare 3 miliardi di euro. Le cifre della manovra iniziano a essere definite.

Il 24 ottobre fonti del ministero dell’Economia hanno spiegato che sono 2 i miliardi che la manovra di Bilancio prevede di incassare nel 2020 con le nuove tasse:

  • 1,3 miliardi da sugar e plastic tax,
  • 700 milioni dalla web tax,
  • circa 20 milioni dalla nuova modalità di tassazione degli atti giudiziari

Le misure previste dal pacchetto di lotta all’evasione che il governo ha presentato all’Ue per argomentare una previsione di gettito di 3 miliardi (2,99) nel 2020,3,66 nel 2021 e 3,46 nel 2022.

  • dal reverse charge contro illecita somministrazione di manodopera per le società subappaltatrici si prevede di incassare 453 milioni nel 2020, 909,8 nel 2021 e 713 nel 2022,
  • dal controllo preventivo sulle compensazioni crediti-debiti con il modello F24 dovrebbero entrare nelle casse dello Stato 1,084 miliardi nel 2020 e poi 878 milioni nel 2021 e 2022,
  • dall’accollo del debito d’imposta e dal divieto di indebite compensazioni si attendono entrate per 288 milioni di euro l’anno,
  • l’inibizione della compensazione automatica nel caso di cessazione di partita Iva vale invece 200 milioni di euro l’anno,
  • la lotta alle frodi sull’Iva sulle auto di provenienza dell’Ue vale 208 milioni di euro l’anno, 208 208 208
  • la sanzione per i commercianti che rifiutano di indicare il codice fiscale per la lotteria degli scontrini porterà 3,5 milioni di euro nel 2020, 5,3 nel 2021 e 4,5 nel 2022,
  • le misure i contrasto alle frodi in materia di accisa vale 75 milioni di euro l’anno,
  • le disposizioni per prevenire le frodi Iva nel settore della commercializzazione e distribuzione dei commercianti pesano per 200 milioni di euro ogni anno, 200 200 200
  • le disposizioni in materia di utilizzo illecito di idrocarburi e altri prodotti valgono 60 milioni di euro,
  • l’avvio della presentazione telematica del Das nella filiera distributiva dei carburanti vale 240 milioni di euro per il 2020 e 480 milioni per il 2021 e il 2022,
  • la trasmissione telematica dei dati di contabilità del distributivo di energia elettrica e gas naturale dovrebbe far incassare 120 milioni di euro ogni anno.

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La lettera di risposta del governo all’Ue sulla manovra 2020

Per il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, il progetto di bilancio «non costituisce una deviazione significativa» dalle regole comunitarie.

Il progetto di bilancio per il 2020 «non costituisce una deviazione significativa» dalle regole comunitarie. Lo scrive il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nella lettera di risposta ai commissari Ue Dombrovskis e Moscovici sulla manovra. Il deficit strutturale mostra un «leggero deterioramento», dello 0,1%, ma l’output gap peggiora perché l’economia italiana sarà ancora in una situazione difficile. In più c’è la richiesta di 0,2 punti di flessibilità per eventi eccezionali.

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Cos’è la carta bimbi presente in manovra

Nell'ultimo scheletro della legge di Bilancio spunta un fondo unico che riunisce i precedenti bonus per l'infanzia. Una carta da 400 euro al mese per le famiglie.

Per la famiglia, la manovra prevede un fondo da 2 miliardi nel prossimo triennio. Dal 2020 le risorse degli attuali bonus (nascita, bebè, voucher asili nido) saranno riordinate in un unico fondo che avrà una dote aggiuntiva di 500 milioni. Sarà un’apposita “carta bimbi” da 400 euro al mese a permettere alle famiglie di coprire le rette per gli asili nido o azzerarle per i nuclei a basso reddito, è quanto si legge nello schema della manovra che è stato inviato ai ministeri.

TORNA ANCHE IL BONUS CULTURA

In manovra ritornerebbe anche il bonus cultura per i diciottenni, in scadenza a fine 2019. Il governo è intenzionato a rinnovarlo, ma l’investimento dovrebbe calare da 240 milioni a 160 milioni. Malgrado la minore disponibilità, Pd e Iv chiedono di fare in modo che la cifra a disposizione dei neo maggiorenni resti di 500 euro ma il rischio è che il bonus sia quasi dimezzato. Per riuscirci, puntano «sul fatto che non tutti i diciottenni lo hanno usato nel passato».

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Cosa prevede l’ultimo schema del governo sulla manovra

Nuove indiscrezioni sulla bozza a cui lavora il governo. Spuntano le tasse sulle sigrette. Plastic tax a partire da giugno 2020. Fondo da 2 miliardi per le famiglie, torna la rivalutazione delle pensioni. Le anticipazioni,

Dal taglio del cuneo all’aumento delle sigarette, passando per la rivalutazione delle pensioni, per le norme sul contante e per le misure per le famiglie: arriva uno schema della manovra, anticipato dall’Ansa e che circola tra i ministeri. Lo schema riassume i principali interventi che saranno messi a punto con la legge di Bilancio. Nell’elenco c’è posto per il rinnovo dei contratti pubblici, per le partite Iva e anche per la cedolare secca sugli affitti. Compaiono anche la sugar e la plastic tax.

OLTRE 200 MILIONI IN ARRIVO DALLE IMPOSTE SUL TABACCO

Per quanto riguarda le tasse sulle sigarette, «160 milioni arriveranno da un aumento di imposte su liquidi, bruciatori, trinciato e sigaretti e oltre 45 dalle sigarette».

PLASTIC TAX A PARTIRE DAL GIUGNO 2019

La tassa sugli imballaggi di plastica sarà introdotta con la legge di Bilancio partirà dal primo giugno 2020. L’aliquota, viene confermato, è di un euro per chilogrammo. «Si è molto parlato delle microtasse presenti in manovra. In totale, si stima un recupero di circa 5 miliardi di euro».

TORNA LA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI PER 2,5 MILIONI

«Viene ripristinata una rivalutazione degli assegni pensionistici lordi tra 1.500 e i 2 milioni euro: la misura interessa circa 2,5 milioni di pensionati», si legge poi nel documento di sintesi che circola in ambienti ministeriali nel quale si afferma poi che «viene confermata anche l’esenzione dal canone Rai per gli anziani a basso reddito».

DAL DL FISCO 6,5 MILIARDI DI ENTRATE

In manovra «vengono previsti 30 miliardi di maggiori spese, mentre 15 sono maggiori entrate. Tra queste ultime, 6,5 miliardi provengono dalle misure individuate nel decreto fiscale, mentre 8,5 miliardi provengono da maggiori entrate individuate con le misure del disegno di legge di Bilancio. Il resto è coperto in deficit, con 14,4 miliardi di euro».

FONDO DA 2 MILIARDI PER LA FAMIGLIA

Per la famiglia, la manovra prevede un fondo da 2 miliardi nel prossimo triennio. Dal 2020 le risorse degli attuali bonus (nascita, bebè, voucher asili nido) saranno riordinate in un unico fondo che avrà una dote aggiuntiva di 500 milioni. Sarà un’apposita “carta bimbi” da 400 euro al mese a permettere alle famiglie di coprire le rette per gli asili nido o azzerarle per i nuclei a basso reddito.

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Manovra, rinnovato il bonus 18enni ma i fondi calano a 160 mln

La prossima finanziaria dovrebbe rinnovare l'incentivo da 500 euro per i giovani, ma con una riduzione del fondo di 80 milioni.

Arriva anche per il 2020 il bonus cultura per i 18enni, con uno stanziamento in manovra di 160 milioni. La misura era finanziata fino a fine anno e si è deciso di rinnovarla ma i fondi, a quanto si è appreso, caleranno di 80 milioni, dai 240 milioni stanziati per il 2019 a 160 milioni. Nonostante il minore stanziamento l’intenzione, hanno spiegato fonti Pd, sarebbe tenere a 500 euro la cifra data ai neo-maggiorenni per spese culturali. Sarebbe possibile «grazie a risparmi e al fatto che non tutti i 18enni hanno usato il bonus nel passato».

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La guerra tra Palazzo Chigi e Mef per il bonus Befana

Gli uomini di Gualtieri non si sono stracciati le vesti per il rinvio di sei mesi del cash-back per le carte di credito. E questo perché l'operazione sarà gestita dalla presidenza del Consiglio, si mormora per volere di Rocco Casalino. Ma da qui a gennaio 2021 tutto può cambiare.

Il palazzo di via XX Settembre che ospita il ministero dell’Economia è l’edificio più grande di Roma dopo la Basilica di San Pietro. Ovvio che abbia corridoi lunghi e ariosi, ma anche sottoscala bui e angusti. Ed è proprio nei secondi che circolano le voci più interessanti. Per esempio, se a tutti è noto che il Consiglio dei ministri di lunedì ha confermato tre dei quattro capi dipartimento del ministero – Alessandro Rivera al Tesoro, Biagio Mazzotta alla Ragioneria, Fabrizia Lapecorella alle Finanze – al Mef hanno notato che resta fuori Renato Catalano, destinato a lasciare presto la direzione Affari generali. Forse, si racconta, per restituire la poltrona a Valeria Vaccaro.

MANCANO LE NOMINE ALLE AGENZIA DEL MEF

Così come non è sfuggito che mancano le nomine nelle agenzie del Mef. Tant’è che si dice che Alessandra Dal Verme (cognata di Paolo Gentiloni) sia in corsa per prendere il posto di Riccardo Carpino alla guida dell’Agenzia del Demanio. E non è finita. Nella giostra rientra anche l’Agenzia delle Entrate. Una posizione che avrebbe prenotato Raffaele Russo, pupillo di Vieri Ceriani ed ex consigliere di Pier Carlo Padoan. Nonché vero ideatore della manovra fiscale del Conte bis.

IL BONUS BEFANA IN MANO A PALAZZO CHIGI

Negli anfratti di via XX Settembre, però, filtrano anche altri spifferi. Per esempio che gli uomini di Roberto Gualtieri non si sono affatto stracciati le vesti per il rinvio di sei mesi del cash-back per le carte di credito. Si tratta di quel meccanismo che dovrebbe restituire agli utilizzatori di carte di credito un premio alla Befana del 2021. In ballo ci sarebbero quasi 3 miliardi di euro. E il motivo è semplice: perché l’intera operazione non verrà gestita dal ministero dell’Economia, bensì da Palazzo Chigi. Sembra per espresso volere di Rocco Casalino. Al Mef, infatti, raccontano che il portavoce del premier vorrebbe gestirla lui in prima persona. Vero, falso? Resta un dato: vista la situazione politica la Befana del 2021 è lontana un’era glaciale. E tutto può cambiare.

L’OMBRA DI CASALEGGIO

Ps. L’account Il Portaborse giorni fa twittava: «Fatto curioso: alcune aziende che emettono carte di credito poco tempo fa hanno finanziato la Casaleggio. Et voilá, arriva la proposta per incentivarne l’utilizzo». Ci siamo capiti?

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere

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Conte difende la manovra dall’assalto dei partiti

Il premier dopo le correzioni imposte da M5s e Italia viva: «La legge di bilancio non può essere stravolta». E punta sul calo dello spread nella seconda metà del 2019 per ridurre il rapporto deficit/Pil.

La lettera dell’Unione europea è arrivata, ma non chiede al governo italiano di cambiare la manovra. Al premier Giuseppe Conte, tuttavia, tocca difenderla dall’assalto dei partiti della sua stessa maggioranza.

Bruxelles segnala il rischio di deviare in maniera significativa dal percorso di riduzione del debito pubblico, ma il commissario uscente agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha definito «positivo» il dialogo con Roma. Conte e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, hanno fatto sapere che risponderanno il 23 ottobre, anticipando la volontà di fare leva sulle risorse derivanti dal calo dello spread Btp-Bund nella seconda metà del 2019 per ridurre il rapporto deficit/Pil. In soldoni, secondo il premier, si tratterebbe di «risparmi per 18 miliardi di euro», con cui avviare un «serio percorso» di risanamento delle finanze pubbliche.

L’obiettivo del confronto in atto con l’Ue è mettere al sicuro la richiesta di poter usare la flessibilità per eventi eccezionali. Quanto alle cifre scritte nel Documento programmatico di bilancio, Gualtieri fornirà dettagli spiegando che si tratta di stime prudenti. Dalla lotta all’evasione si attendono non più 7 miliardi di euro, bensì tre, ma anche in questo caso si prevedono maggiori risultati. La partita, però, si gioca sul filo dell’infrazione ed è cruciale non far saltare l’equilibrio dei saldi.

Se il confronto con Bruxelles preoccupa Conte solo relativamente, non si può dire lo stesso per la dialettica interna alla maggioranza M5s-Pd-Italia viva-Leu. Matteo Renzi ha già annunciato emendamenti per cancellare la sugar tax e tentare di abolire (senza speranze di vittoria) Quota 100. Mentre Luigi Di Maio insiste sulla necessità di cambiare le norme per le partite Iva. Conte ha replicato affermando di «non temere il conflitto parlamentare», ma ha invitato tutti alla responsabilità: «Una volta operata una sintesi la manovra non si può riaprire, non può essere stravolta».

Il testo del disegno di legge ancora non esiste, ma gli spazi per cambiare l’intesa faticosamente raggiunta durante l’ultimo vertice di maggioranza sono «ristretti» anche secondo il ministro Gualtieri, che nella serata del 22 ottobre ha incontrato i gruppi del suo Pd per illustrare la manovra. Il premier e il ministro dell’Economia cercheranno di “blindare” il più possibile la legge di bilancio in parlamento, intanto Conte assicura di non aver ricevuto «ricatti» sul rinvio a luglio 2020 della stretta sul tetto al contante e sulle multe per i commercianti che non consentono di pagare con il Pos. Le misure partiranno, anche il pacchetto fiscale diverrà effettivo a metà dell’anno prossimo.

Gli industriali continuano a chiedere di eliminare la plastic tax, ma il nuovo balzello dovrebbe portare un miliardo nelle casse dello Stato ed è difficile trovare risorse alternative. Anche Italia viva si sarebbe convinta su questo punto. Mentre per quanto riguarda la sugar tax, ovvero alla tassa sulle bibite gassate, che tanto piace al ministro M5s Lorenzo Fioramonti, i renziani insistono. Ne chiedono la cancellazione e il dem Antonio Misiani apre, se si troveranno 200 milioni da altre misure. Potrebbe saltare anche l’innalzamento della cedolare secca e sugli autonomi è aperta la trattativa con il M5s, che vorrebbe allargare le maglie strette dal ministero dell’Economia sul regime forfettario al 15%. Infine, sull’inasprimento del carcere agli evasori, sia i parlamentari del Pd, sia quelli di Italia viva intenondo proporre emendamenti nel corso del dibattito.

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I piani dei giallorossi su deficit, quota 100 e reddito

Il governo pronto a chiedere più flessibilità all'Europa. Indebitamento verso il 2,2-2,3%. Ma il Tesoro smentisce le cifre. Si punta al taglio delle tasse sul lavoro. Senza toccare le due misure cardine di Lega e M5s.

Archiviata la fiducia, è tempo di impostare la manovra economica. Che «si farà in Italia», ha assicurato il premier Giuseppe Conte. Come a dire che non sarà Bruxelles a dettare la finanziaria, ipotesi malignamente prospettata dalle opposizioni. Anche se con l’Unione europea bisogna mediare. L’obiettivo è sminare clausole per 23 miliardi, coprire le spese indifferibili (3-4 miliardi) e riuscire a fare almeno un primo passo per ridurre le tasse sul lavoro (il cosiddetto cuneo fiscale, almeno 4-5 miliardi). Anche il nuovo governo giallorosso ha però bisogno di mettere mano al deficit, cercando di strappare all’Europa maggiore flessibilità.

Tra le priorità dunque lo stop ai possibili aumenti dell’Iva. Ma senza toccare le due misure di bandiera gialloverdi, cioè reddito di cittadinanza e Quota 100 sulle pensioni. Già si parla di una richiesta di spazi di deficit per 10-12 miliardi che farebbero lievitare l’indebitamento dall’1,6% tendenziale, che dovrebbe essere certificato con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) a fine settembre, fino al 2,2-2,3%. Un nuovo target di deficit, hanno precisato però dal Partito democratico e dal Movimento 5 stelle, ancora non è stato fissato ed è «prematuro» parlarne.

Il governo è impegnato verso una solida prospettiva di crescita, assicurando la sostenibilità della finanza pubblica


Fonti del ministero dell’Economia

Anche il Tesoro ha frenato: secondo fonti del Mef «qualsiasi cifra su presunti obiettivi di deficit per l’anno prossimo in questa fase non può trovare alcun riscontro». Quel che è certo è che «il governo è impegnato a definire una legge di bilancio che indirizzi il Paese verso una solida prospettiva di crescita, assicurando la sostenibilità della finanza pubblica».

GUALTIERI ALLA PROVA DI ECOFIN ED EUROGRUPPO

La prima occasione per il nuovo ministro del Tesoro Roberto Gualtieri di registrare il clima europeo si presenta già venerdì 13 e sabato 14 settembre, quando sono previste le riunioni informali di Ecofin ed Eurogruppo dopo la pausa estiva. A Helsinki Gualtieri può probabilmente confrontarsi con Pierre Moscovici, commissario uscente agli Affari economici e che sarà sostituito da Paolo Gentiloni, e con Valdis Dombrovskis, che resta uno dei principali interlocutori anche con l’avvicendamento della Commissione, che deve essere ufficializzato dal primo novembre.

PRIMA I LAVORATORI, POI LE IMPRESE

Nel frattempo Conte in Aula ha detto che la manovra deve intervenire per dare sollievo prima di tutto ai lavoratori e poi, quando si potrà, anche alle imprese. Questione di scarsità di risorse. A confermare che con la legge di Bilancio dovrebbe arrivare un intervento sul taglio del cuneo è anche il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha assicurato, allo stesso tempo, che non sono previste grosse sorprese sul fronte di Quota 100, tra le voci ipotizzate come fonti di copertura per i nuovi piani giallorossi.

RISPARMI PER 4 MILIARDI NEL 2020

Anche senza interventi, tra l’altro, le due misure potrebbero portare in dote, secondo i primi calcoli, risparmi per circa 4 miliardi anche nel 2020. Una verifica, con il monitoraggio effettivo del tiraggio di entrambe le misure, sarebbe prevista entro la metà del mese, in virtù di quel decreto salva-conti approvato all’inizio dell’estate per riportare il deficit entro il 2% ed evitare la procedura Ue.

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