I dati Istat dell’inflazione a settembre 2019

Il nono mese dell'anno ha confermato una crescita annua dei prezzi ferma allo 0,4%. Calo dello 0,5% su base mensile. Ma il "carrello della spesa" corre a +0,8%.

A settembre l’inflazione, la crescita annua dei prezzi, è rimasta stabile allo 0,4%. Livello da cui non ci si scosta ormai da tre mesi. Lo ha rilevato l’Istat, ricordando che si tratta del tasso più basso dal novembre del 2016. Su base mensile la variazione è invece negativa, con un calo dello 0,5%. Nel complesso, secondo l’Istat, «le stime preliminari di settembre confermano la debolezza dell’inflazione nel nostro Paese».

IL CROLLO DEI TRASPORTI SPINGE IN GIÙ I PREZZI

A settembre si sgonfia poi il ‘caro-vacanza‘. L’Istat stesso ha fatto notare «il rallentamento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti, dovuto al fatto che le consuete diminuzioni di settembre ascrivibili a fattori stagionali e che caratterizzano soprattutto i prezzi del trasporto aereo e di quello marittimo, sono state quest’anno più ampie rispetto a quelle del 2018». Su base congiunturale, mese su mese, infatti i prezzi dei biglietti per i voli scendono del 34,2%, quelli per i traghetti del 38,5%. Per i pacchetti vacanza invece la diminuzione rispetto ad agosto è del 15,7%. Intanto l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +0,5% a +0,6%. Quanto all’indice armonizzato per i paesi dell’Ue (Ipca), a settembre aumenta dell’1,5% su base mensile, a causa della fine dei saldi estivi di cui il tasso d’inflazione generico (Nic) non tiene conto, e dello 0,3% su base annua (da +0,5% rispetto ad agosto).

CRESCE IL “CARRELLO DELLA SPESA”

A settembre il cosiddetto ‘carrello della spesa‘, che raggruppa i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, ha segnato un lieve aumento, portandosi allo 0,8% dallo 0,7%. La variazione annua dei prezzi dei prodotti che finiscono nella lista degli acuisti quotidiani mostra quindi un ritmo di crescita doppio rispetto al tasso d’inflazione generale (0,4%).

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Per l’Istat l’inflazione ad agosto è rimasta stabile allo 0,4%

L'Istituto Nazionale di Statistica corregge al ribasso le ultime stime che davano il tasso in aumento.

L’inflazione italiana è rimasta stabile e contenuta nel mese di agosto: a sostenerlo è l’Istat, che corregge al ribasso le stime diffuse intorno alla fine del mese e conferma un aumento dei prezzi identico a quello di luglio (0,4%).

AL SUD INFLAZIONE DOPPIA RISPETTO AL NORD

Al Sud l’inflazione di agosto è doppia rispetto a quella del Nord, passando dallo 0,6% di luglio allo 0,8% del mese successivo. Il Centro, sebbene in lieve rialzo, rimane ancora al di sotto della media nazionale (da +0,1% a +0,3%), mentre nelle Isole il tasso resta allo 0,5%.

L’INFLAZIONE SUL CARRELLO DELLA SPESA

Ad agosto il cosiddetto ‘carrello della spesa‘, che comprende i prezzi per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, sale dello 0,7% su base annua (a luglio l’aumento era dello 0,6%). Tagliate quindi le stime di due settimane fa, secondo le quali l’accelerazione sarebbe arrivata all’1%.

I RIALZI SUI PREZZI DI AGOSTO

Guardando ai rialzi di agosto, l’Istat mette in evidenza i tassi d’inflazione relativi ai prodotti farmaceutici (passati da +0,2% a +0,5%), ai giornali e periodici (da +1,2% a +2,2%, +0,8%) e l’inversione di tendenza registrata per i beni non durevoli per la casa, tra cui rientrano i detersivi (da -0,4% a +0,1%, +0,6% il congiunturale). L’Istituto di statistica nota poi «andamenti più vivaci dovuti alla peculiarità del mese» su determinati prodotti: per esempio aumentano i prezzi del trasporto aereo passeggeri, che accelerano da +6,9% a +8,5%.

GLI ITALIANI ACQUISTANO IN PROMOZIONE UN PRODOTTO ALIMENTARE SU QUATTRO

«Un prodotto alimentare su quattro viene acquistato dagli italiani in promozione per cercare il risparmio e ridurre i costi del carrello della spesa, con effetti evidenti sul contenimento dell’inflazione». È quanto rileva Coldiretti, commentando i dati Istat sull’inflazione di agosto. L’organizzazione agricola sottolinea poi che «gli italiani, sempre più spesso, vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, ma anche sperimentando canali alternativi come gli acquisti di gruppo, quelli on line o dal contadino».

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