Ecco quanto il governo incasserà e perderà dalla manovra

Due miliardi dalle microtasse, destinati a raddoppiare nel 2021. A farla da padrone è la plastic tax.

Il lungo lavoro di taglia e cuci all’interno del governo è terminato. La manovra è stata ‘bollinata’ dalla Ragioneria dello Stato. La nuova versione della legge di bilancio verrà inviata a breve in parlamento. Il testo è composto da 119 articoli ed è lungo 90 pagine. Uno dei primi interventi riguarda la sterilizzazione delle clausole Iva. Ecco cosa prevedono le tabelle di sintesi allegate al testo della legge di bilancio.

2 MILIARDI DALLE MICROTASSE

Dalle nuove tasse introdotte aumenteranno nel 2020 il prelievo fiscale per oltre 2 miliardi. Ma l’anno successivo l’incasso raddoppia a oltre 4 miliardi. A guidare i prelievi sarà la tassa sulla plastica, che vale 1,079 miliardi nel 2020, visto che si applica da metà anno, e 2,192 miliardi nel 2021. Quest’ultima norma alleggerirà la tasche dei contribuenti di circa 868 milioni Il prelievo sale ancora nel 2021 se si considera la stretta sulla flat tax ora esistente fino a 35 mila euro: vale 824 milioni e porterebbe il maggior esborso fiscale tra due anni a sfiorare i 5 miliardi. Non va dimenticato però che la prima voce della manovra blocca 22,6 miliardi di aumenti Iva e 400 milioni di incassi di accise che sarebbero scattati automaticamente a gennaio come ‘clausole di salvaguardia’.

224 MILIONI DALLA SUGAR TAX

Il ‘congelamento’ della cedolare sugli affitti concordati, che doveva passare al 15% e che invece rimane al 10%, porta invece un risparmio sulle tasche degli italiani di 201 milioni. Il ‘piatto’ fiscale del 2021 conta anche 233,8 milioni di incassi dalla tassa sulle bevande zuccherate, 88,4 dalle accise sui tabacchi, 30,6 dall’imposta su cartine e filtri delle sigarette, 108 milioni dall’arrivo della web tax, 25 milioni dall’esenzione dell’imposta di bollo sui certificati penali, 332,6 milioni dalla stretta sui finge benefit aziendali, 51,3 milioni per la revisione dei limiti di esenzione dei ticket restaurant aziendali.

DETRAZIONI SOLO SU PAGAMENTI TRACCIABILI

La stangata del 2021, oltre che dalla plastic tax, arriva anche dai paletti messi alle detrazioni fiscali, che saranno riconosciute in gran parte solo se i pagamenti sono stati fatti l’anno precedente in modo tracciabile: gli italiani – calcola il governo – avranno 868 milioni di ‘sconti’ in meno e in pratica di tasse in più da pagare. L’anno successivo il maggior esborso si assesta a 496 milioni.

894 MILIONI DALLA STRETTA SULLE PARTITE IVA

La stretta sul forfait al 15% per le partite Iva vale 894 milioni nel 2021 e 568 milioni nel 2022. Il paletto più ‘pesante’ è quello sul divieto di cumulo per chi ha altri redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30 mila euro, che vale 593,8 milioni nel 2021 e 350 milioni nel 2022. Con lo stop alla flat tax sopra i 65 mila euro che doveva scattare dal 2020, invece, lo Stato ‘risparmia’ 154 milioni nel 2020, ma ben 2,5 miliardi nel 2021 e 1,5 miliardi nel 2022 quando la norma entrava a regime.

BONUS BEBÈ INTERO PER UN TERZO DEI BENEFICIARI

Circa un terzo dei beneficiari del bonus bebè riceverà il massimo dell’assegno, 160 euro al mese, perché il nuovo nato arriverà in famiglie con Isee sotto i 7 mila euro. I nuovi nati del 2020 vengono indicati in 440 mila di cui 140 mila in famiglie povere. La metà degli assegni sarà comunque maggiorato del 20% perché andrà a figli dal secondo in poi.

SOLO 8 MILIONI LORDI PER LE PENSIONI

Sono solo 8 milioni lordi (6 milioni al netto delle tasse) i fondi destinati alle pensioni fino a quattro volte il minimo (2.052 euro lordi al mese) la cui rivalutazione in modo pieno (100%) è prevista dal 2020. Circa 3 euro lordi in più all’anno (25 centesimi al mese) per i 2,8 milioni di pensionati beneficiati secondo la Cgil.

IL RINNOVO DEI CONTRATTI COSTA 5,7 MILIARDI

I 3 miliardi e 175 milioni per il rinnovo del contratto degli statali, che entrerà a regime nel 2021, corrispondono ad aumenti in busta paga del 3,5%. Quello per il settore non statale, compresi Comuni ed enti locali, vale 2,53 miliardi, sempre a regime, di cui dovranno farsi carico i bilanci dei territori. La somma totale per il rinnovo di tutto il pubblico impiego, quasi 3,3 milioni di dipendenti, ammonta così a 5,7 miliardi di euro. E il rialzo del 3,5% vale anche per la sanità.

LO STOP AL SUPERTICKET COSTA 185 MILIONI

L’abolizione del superticket sanitario da settembre peserà sulle casse dello Stato per 185 milioni di euro nel 2020. Dal 2021, il minor gettito sarà di 554 milioni di euro.

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