Corruzione in appalti pubblici, arresti a Roma

Coinvolti dipendenti statali e imprenditori.

La Guardia di Finanza sta eseguendo un’ordinanza cautelare nei confronti di 20 persone, tra dipendenti pubblici e imprenditori, accusati, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta e falso nell’aggiudicazione di appalti pubblici. L’attività del Nucleo Speciale Anticorruzione, che vede impiegati oltre cento finanzieri tra Roma, Napoli e Frosinone, prevede anche l’esecuzione di decine di perquisizioni in uffici della pubblica amministrazione, società e abitazioni private.

(notizia in aggiornamento)

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Sistema Romeo, chiesto il rinvio a giudizio per 55 persone

Fra loro anche l'ex deputato Bocchino e l'ex governatore della Campania Caldoro. Contestati i reati di corruzione e turbata libertà degli incanti per i servizi di pulizia degli edifici pubblici.

I pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano hanno chiesto il rinvio a giudizio per il cosiddetto sistema Romeo negli appalti pubblici. Oltre all’imprenditore Alfredo Romeo, la procura ha chiesto il processo per altre 54 persone, compresi l’ex deputato Italo Bocchino e l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro. Tra gli imputati figura anche l’attuale direttore dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva. Contestati i reati di corruzione e turbata libertà degli incanti, finalizzati all’assegnazione e aggiudicazione di appalti per servizi di pulizia di edifici pubblici.

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Chiesto il processo per il governatore della Calabria Oliverio

Rinviati a giudizio anche il sindaco di Cosenza Occhiuto, l'ex consigliere regionale Nicola Adamo e di altre 17 persone.

La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Calabria Mario Oliverio del Partito democratico, del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto di Forza Italia, dell’ex consigliere regionale del Pd Nicola Adamo e di altre 17 persone tra politici, dirigenti regionali, tecnici e imprenditori. Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture, turbative d’asta, corruzione e traffico di influenze illecite in relazione ad alcuni appalti. L’udienza dal gup è fissata per il 13 dicembre. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano al centro dell’indagine, ci sarebbero i bandi di gara per la costruzione del nuovo ospedale, della metropolitana di superficie e del Museo di Alarico, oltre al ripristino della tratta ferroviaria turistica della Sila. Dalle carte dell’inchiesta, che è stata battezzata Passpartout, emerge che in Calabria la cosa pubblica sarebbe stata gestita come un interesse privato.

INFLUENZAVANO L’AGGIUDICAZIONE DEGLI APPALTI

Dietro tutto, secondo gli inquirenti, ci sarebbe un’associazione a delinquere di cui avrebbero fatto parte Oliverio, come promotore; Adamo, come elemento di raccordo tra esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori privati; il dirigente della Regione Luigi Giuseppe Zinno, il direttore di Ferrovie Calabria Giuseppe Lo Feudo e gli imprenditori Pietro Ventura e Rocco Borgia. L’obiettivo, secondo la Procura, era quello di mantenere il controllo sulle procedure di aggiudicazione dei principali appalti per la realizzazione di opere pubbliche favorendo il coinvolgimento di imprese amiche e sponsorizzate dagli indagati.

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