Pizza per i bambini diabetici, adesso è possibile la ricerca compiuta da un team medico a Catanzaro

CATANZARO - Buono notizie dal mondo della scienza applicata all'alimentazione. Anche il bambino diabetico adesso può consumare la pizza.

È quanto ha reso possibile il progetto "GlicoPizza» realizzato da un team medico coordinato da Felice Citriniti, responsabile della diabetologia pediatrica dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, grazie all’utilizzo di farina derivata dalla macinatura a pietra di grano Verna, utilizzando una lievitazione con pasta madre.

Venti bambini con diabete mellito di tipo 1, insulinodipendenti, si sono ritrovati al Mulinum di San Floro, casolare biosostenibile dove l'imprenditore Stefano Caccavari, grazie a un "crowdfunding" innovativo, ha recuperato un antico mulino con macine in pietra naturale per gustare pizza preparata con farina integrale Mulinum.

Da subito, in tutti i partecipanti, si è registrata una riduzione dei valori medi della glicemia rispetto a quanto osservato dopo l’assunzione di pizza preparata con farina 00. «Recuperando i grani antichi - ha detto Caccavari - non soltanto difendiamo il territorio, ma assicuriamo anche la salute».

E’ calabrese il miglior vino novello del Meridione A Cosenza la premiazione per un’azienda reggina

COSENZA - E’ calabrese il miglior vino novello del Meridione per l’annata 2018. Si tratta del "Novè", primo novello frizzante in lattina dell’azienda vinicola "Criserà" di Reggio Calabria, che sarà in commercio a breve, distribuito dal gruppo Divinibus. Ad assegnare il titolo è stata la giuria del XII Salone del vino novello, unico concorso nazionale sul novello, svoltosi al Castello Svevo di Cosenza e organizzato dalla delegazione Isf International Sommelier Foundation della Calabria.

Il «Novè» di Criserà si è imposto tra i 12 vini partecipanti, selezionati da cinque regioni del Sud Italia aggiudicandosi anche il Premio Innovazione. Altri riconoscimenti sono andati alla cantina cosentina Spadafora (Premio critica della giuria), alle cantine Coppi di Turi (Bari), Il Nuraghe di Mogoro (Oristano) e De Luca di Cirò Marina (Crotone). Una menzione speciale della giuria è stata assegnata alle cantine Upal di Cisternino (Brindisi) e Davoli di Lamezia. Anche il pubblico dei social ha espresso il proprio voto attraverso un sondaggio riservato alle cantine calabresi in gara all’interno del quale ha avuto la meglio il novello della cantina Zito di Cirò Marina (Crotone).

«Nonostante quest’anno sia diminuita la produzione di novello - ha detto il direttore del concorso Tommaso Caporale - abbiamo constatato una qualità in aumento e attraverso il costituente Nuovo Istituto nazionale del vino e olio novello non abbasseremo la guardia nel rivendicare al Governo la modifica del disciplinare di produzione sui novelli e per aumentare la percentuale di macerazione carbonica prevista nel documento».

La salsiccia “Lucanica di Picerno” è la nuova Igp italiana riconosciuta nel registro Ue

BRUXELLES – L’Italia ha conquistato in Europa una nuova Igp tutelata contro imitazioni e falsi: è la salsiccia "Lucanica di Picerno"  ormai iscritta nel Registro comunitario delle Denominazioni e Indicazioni geografiche protette.

La decisione è stata pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue e sarà applicabile, in tutti gli Stati membri, a partire dal prossimo 18 novembre.

L’insaccato del Potentino che si caratterizza anche per la prevalenza dell’aroma di "finocchio selvatico" raggiunge gli oltre 1.430 prodotti Dop, Igp e Stg tutelati nell’Ue di cui l’Italia è leader.

Con l'Igp  concessa alla salsiccia Lucanica di Picerno, la Basilicata ottiene così il 17esimo prodotto a marchio. 

Con un valore economico attuale di circa 7,3 milioni di euro, la produzione di salumi proviene dall’areale di produzione che comprende i 14 comuni di Picerno, Tito, Satriano di Luania, Savoia di Lucania, Vietri di Potenza, Sant'Angelo Le Fratte, Brienza, Balvano, Ruoti, baragiano, Bella, Muro Lucano, Castelgrande, Sasso di Castalda. "Abbiamo undici prodotti di qualità per il food lucano e sei marchi del vino che generano oggi complessivamente 4,5 milioni di euro di valore alla produzione", ha commentato l'assessore regionale Luca Braia. Le produzioni IGP e DOP si distinguono per essere una parte consistente del nostro agroalimentare, con un potenziale economico in continua crescita, e che auspichiamo possano maggiormente avvalersi dell’utilizzo della protezione, potenziando ulteriormente sul territorio la filiera completa, dalla produzione alla trasformazione e di conseguenza alla vendita nei canali distribuitivi. Soddisfazione anche per Giovanni Lettieri, presidente del Consorzio di Tutela e Sindaco di Picerno.

“Esprimo grande soddisfazione - dichiara Lettieri - per l'obbiettivo raggiunto: un lungo percorso che segna oggi il traguardo della registrazione ma anche il punto di partenza di una avventura che ha delle potenzialità enormi per il tessuto socio economico di questo territorio. La registrazione premia le imprese aderenti al consorzio Lucanica di Picerno, l'amministrazione comunale di Picerno e le altre ricadenti nell'area di produzione. Un ringraziamento particolare va all’assessore  Braia e al Dipartimento Agricoltura, tutti insieme abbiamo con determinazione raggiunto un obbiettivo che individua la Lucanica di Picerno come ambasciatrice della Basilicata nel mondo”.

Mostra Mercato del Tartufo Nero: Bagnoli capitale del turismo

Un percorso del gusto lungo tre chilometri, destreggiandosi tra ben 106 stand. Domani alle 12 lo start ufficiale della 41esima Mostra Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli Irpino, evento che gode dei finanziamenti della Regione Campania nell'ambito del POC 2014-2020.

Un vero e proprio viaggio sensoriale tra ricette d'altri tempi e piatti rivisitati, senza, però, mai discostarsi da quelle che sono le radici dell'antica cucina bagnolese.

Si parte dalla maccaronara al tartufo fino ad arrivare all'arrosto con porcini, attraversando quella, che per i prossimi due fine settimane, sarà la strada del gusto della Campania. Nel mezzo: degustazione di formaggi, risotto funghi e tartufi, strozzapreti con tartufo e caciocavallo, fiocchetti al tartufo e spezzatino di cinghiale con porcini. L'immancabile caciocavallo "impiccato" e le castagne flambé. Senza, ovviamente, dimenticare i piatti della tradizione, quelli che a Bagnoli Irpino sono un "must": la conza e l'uscieddu.

Uno stand dietro l'altro, dove poter degustare la tipicità della cucina bagnolese, ma soprattutto i prodotti di questa terra. Nel corso dei due week-end saranno distribuiti ai visitatori 40 quintali di caldarroste, mentre sabato sera, 27ottobre, sarà aperto il tronco di castagne da guinness, in quanto a peso. Dopo le passate edizioni, quando il tronco di castagne veniva sviluppato in lunghezza fino ad occupare l'intero corso della piazza principale, quest'anno il tronco di castagne sarà realizzato in larghezza, assumendo una forma più scenografica.

Per prepararlo sono state impegnate quasi tutte le massaie del borgo antico di Bagnoli Irpino e sono stati impiegati: 3 quintali di castagne, 1,5 quintali di zucchero, 1 quintale di pan di spagna, 40 litri di Strega e 3 quintali di margarina.

Bagnoli Irpino, dunque, si appresta a diventare per due fine settimane la capitale del turismo enogastronomico della Campania. Attesi operatori del settore per scoprire la qualità del Tuber mesentericum del 2018, che si annuncia eccelsa rispetto allo scorso anno, ed anche con una previsione di aumento del 30% della produzione. Ma sono attesi anche migliaia di visitatori e da questo punto di vista, l'obiettivo, è quello di superare il successo, in termini di presenze, dello scorso anno.

«La Mostra Mercato del Tartufo Nero – ha detto il sindaco Teresa Di Capua– è un'occasione formidabile per il nostro territorio, sia sotto il profilo culturale, che enogastronomico».

«Per due week-end Bagnoli Irpino si trasformerà nella capitale del turismo alimentare della Campania – ha aggiunto l'assessore al Turismo, Rino Ferrante-. Questa manifestazione crescerà sempre di più dal punto di vista qualitativo in quanto volano per il turismo sostenibile di questo territorio».

«Voglio ringraziare, prima di tutto l'Amministrazione Comunale e le Associazioni locali, ma soprattutto la popolazione di Bagnoli Irpino, persone di grande umanità, che ancora una volta hanno dimostrato quanto tengono alla propria terra», ha dichiarato il presidente della Pro Loco, Francesco Pennetti, evidenziando come questo evento si caratterizzi per la territorialità degli stand: «Anche quest'anno sono coinvolte tutte le imprese e le attività presenti sul territorio, che hanno fatto convergere tutte le loro energie nell'allestimento di questa manifestazione, che ha come obiettivo quello di far conoscere i prodotti del nostro bosco e sottobosco, oltre, ovviamente, al nostro pregiatissimo tartufo».

La Mostra Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli Irpino, è anche cultura e scoperta del territorio. Diverse le attività prevista nel corso di questi fine settimana.

 

Visite ai monumenti e siti storici:durante le giornate dell'evento sarà possibile visitare siti e monumenti storici del borgo altirpino come la Torre civica, la Giudecca, la Collegiata di S. Maria Assunta, la Chiesa di San Giuseppe con il reliquiario della "sacra spina" e il Castello Cavaniglia. Ma anche fare escursioni guidate alle Grotte del Caliendo.

Visite ai Monti del Laceno.Domenica 21 ottobre, in concomitanza con la 41ma Mostra Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli Irpino, sarà possibile effettuare escursioni naturalistiche sui Monti del Laceno (info al 3482771473). Sempre domenica 21 ottobre sarà possibile effettuare escursioni guidate in Mountain Bike nel Laceno Bike (info 3484937939).

 

Treni storici e turistici.Nel primo week-end della Mostra Mercato del Tartufo Nero, il 20 e 21 ottobre, sarà possibile raggiungere Bagnoli Irpino con i treni storici e turistici della Fondazione FS, che condurranno al paese percorrendo la rinata "Ferrovia dell'Irpinia".

Da ieri, giovedì 18 ottobre, sono in vendita i biglietti attraverso i canali di Trenitalia: www.trenitalia.com, biglietterie e self service di stazione, agenzie di viaggio abilitate. Da Benevento partiranno le carrozze degli anni '50 "Corbellini", con locomotiva diesel d'epoca, mentre da Foggia si viaggerà a bordo di automotrici ALn668.

 

Viabilità e percorsi alternativi consigliati.Visti Lavori in corso sul viadotto 'Parolise II e III' situato sulla strada statale 7 "Appia" si consiglia, per chi arriva da Avellino Est, il seguente percorso alternativo: Uscita sulla SS7 "Appia" in direzione Montemiletto, innesto sulla SP173 al km 296,400, successivo innesto sulla SP214 e sulla SP88 fino allo svincolo statale 7 Ofantina-exSS400 in Chiusano San Domenico.

Per chi arriva da Salerno/Battipaglia. Visto il senso unico all'altezza della Galleria di Solofra, si consiglia di raggiungere Bagnoli Irpino tramite E45 e SS691 passando per Contursi.

 

Parcheggiare a Bagnoli Irpino.Sono quattro le aree parcheggio allestite in occasione della 41esima Mostra Mercato del Tartufo Nero di Bagnoli Irpino: Area sosta camper del Laceno, area Pip, Campo Sportivo e lungo via Circumvallazione.

Nel prezzo del parcheggio sia per l'Area sosta Camper sul Laceno che per l'area Pip è previsto il servizio navetta.

Nelle giornate di domenica 21 e domenica 28 ottobre, inoltre, è previsto anche un servizio a pagamento dell'Air per la tratta Laceno-Bagnoli Irpino e Bagnoli Irpino Laceno.

 

La pizza più buona è in provincia di Cosenza Indagine di TripAdvisor premia una pizzeria calabrese

RENDE (COSENZA) - La pizza più buona in Italia? A Rende. Lo afferma TripAdvisor, il sito di viaggi più grande al mondo, che ha reso noto le migliori pizzerie e le migliori città per la pizza in Italia, sulla base di milioni di recensioni e opinioni dei buongustai di TripAdvisor. Le migliori pizzerie e le migliori città per la pizza sono state determinate prendendo in considerazione la qualità e quantità di tutte le recensioni e delle recensioni che menzionano la pizza, dando maggior peso alle recensioni dell’ultimo anno e a quelle scritte dagli italiani.

La sorpresa arriva, dunque, da Rende, con la pizzeria "N'Ata Cosa": “Un po’ a sorpresa, la prima pizzeria della Top 10 è in Calabria ma sono Napoli e la Campania a confermarsi regine incontrastate della pizza”.

“Assolutamente una delle migliori pizzerie in città da provare almeno una volta, ma attenzione, potreste ritornare più e più volte”, scrive un recensore a proposito di N’ata Cosa, pizzeria di Rende in Calabria, che si aggiudica dunque lo scettro di miglior pizzeria italiana secondo gli utenti di TripAdvisor. Numerosi recensori la citano come vera pizza napoletana, a dimostrazione che la città partenopea ispira i pizzaioli di tutta Italia.

A Modena si trova invece la seconda classificata Pizzeria da Arturo e il terzo gradino del podio è occupato da Pizzeria 'O Sarracin di Nocera Inferiore. Anche il resto della classifica è un tour della penisola, isole comprese, da San Vito lo Capo (Pizza e Sfizi, 4°) a Treviso (Pizzeria Spillo, 5°), passando per Golfo Aranci (Pizzeria La Pecora Viziosa, 6°), Torino (Fratelli Pummaro', 7°), Avellino (Pizzeria Erreclub di Carmine Ragno, 8°) e Giulianova (Pizzeria Dal Cilentano, 9°) e chiudendo con Salerno (Pizzeria La Smorfia, 10°).

Tra le città, Cosenza è nei primi dieci posti. Da poco meno di un anno la pizza napoletana è Patrimonio dell’Umanità e la sua patria non smentisce questo importante traguardo: non solo Napoli risulta la miglior città dove mangiare la pizza in Italia seguita da Salerno, seconda, e in quinta posizione da Avellino ma la Campania domina anche la classifica delle migliori pizzerie con ben tre ristoranti nella Top 10. Terza città della pizza risulta essere Modena seguita da Treviso (4°) mentre nella seconda parte della classifica si susseguono Trapani (6°), Latina (7°), Campobasso (8°), Cosenza (9°) e Cremona (10°). Centro e Sud Italia battono il Nord Esaminando entrambe le classifiche, nonostante spazino su gran parte del territorio nazionale, emerge che il Centro e Sud Italia sono generalmente più apprezzati per la loro pizza, con solo Modena, Treviso, Torino e Cremona a rappresentare le pizzerie nordiche nelle due Top 10. 

“In Italia, si sa, è facile trovare un’ottima pizza ma quali sono le 10 pizzerie e città del Bel Paese più apprezzate per la loro pizza? Per scoprirlo, abbiamo esaminato i dati di TripAdvisor e il risultato sono due liste davvero gustose!”, ha commentato Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor in Italia.

TOP 10 MIGLIORI PIZZERIE IN ITALIA

1. N’ata Cosa, Rende, Calabria 2. Pizzeria da Arturo, Modena, Emilia Romagna 3. Pizzeria 'O Sarracin, Nocera Inferiore, Campania 4. Pizza e Sfizi, San Vito lo Capo, Sicilia 5. Pizzeria Spillo, Treviso, Veneto 6. Pizzeria La Pecora Viziosa, Golfo Aranci, Sardegna 7. Fratelli Pummaro', Torino, Piemonte 8. Pizzeria Erreclub di Carmine Ragno, Avellino, Campania 9. Pizzeria Dal Cilentano, Giulianova, Abruzzo 10. Pizzeria La Smorfia, Salerno, Campania

TOP 10 MIGLIORI CITTÀ ITALIANE PER LA PIZZA

1. Napoli, Campania 2. Salerno, Campania 3. Modena, Emilia Romagna 4. Treviso, Veneto 5. Avellino, Campania 6. Trapani, Sicilia 7. Latina, Lazio 8. Campobasso, Molise 9. Cosenza, Calabria 10. Cremona, Lombardia

La Top 10 delle pizzerie in Italia è basata sulle recensioni e opinioni degli utenti di TripAdvisor tenendo in considerazione la qualità e quantità di tutte le recensioni e delle recensioni eccellenti che menzionano la pizza e dando maggior peso alle recensioni ricevute nell’ultimo anno e a quelle scritte dagli italiani. Le pizzerie della lista hanno un punteggio minimo di 4 su 5 e almeno 500 recensioni in data settembre 2018.

Biodiversità: presentati a roma i “sigilli” di Campagna amica: 16 in Campania

Salvare la biodiversità del cibo significa preservare il futuro di tutte le regioni italiane. La Campania è uno scrigno di biodiversità, costruito e custodito dagli agricoltori da oltre duemila anni, come testimoniano gli affreschi e i ritrovamenti di Pompei ed Ercolano. La distintività è il contrario della massificazione dei sapori e si traduce nella tutela dell'ecosistema e nella creazione di valore per il sistema agricolo". Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania, commenta così la presentazione dei "sigilli" di Campagna Amica questa mattina a Roma in occasione dell'inaugurazione del Villaggio Coldiretti, al Circo Massimo fino a domenica. I "Sigilli" di Campagna Amica – sottolinea la Coldiretti - sono la più grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia, che può essere sostenuta direttamente dai cittadini nei mercati a chilometro zero degli agricoltori e nelle fattorie lungo tutta la Penisola, una mappa del tesoro che per la prima volta è alla portata di tutti.

 Sono sedici i "sigilli" di Campagna Amica della Campania, contenuti nel primo atlante della biodiversità: il Carciofo Bianco di Petrosa, il Cece di Cicerale, la Cipolla Ramata di Montoro, la Colatura di Alici di Cetara, il Conciato Romano, il Fagiolo Cera di Alife, il Fagiolo di Controne, il Fagiolo dall'Occhio, la Melanzana Lunga Napoletana, l'Oliva Caiazzana, il Pecorino Bagnolese, il Pecorino di Laticauda, il Pomodoro Corbarino, il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, la Torzella o Cavolo Greco.

 In Italia nel secolo scorso – sottolinea la Coldiretti - si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa, ma la perdita di biodiversità riguarda l'intero sistema agricolo, dagli ortaggi ai cereali, dagli ulivi fino ai vigneti. Un pericolo – secondo la Coldiretti – per i produttori e i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy, ma anche un attacco alla sovranità alimentare del Paese. 

 

I "Sigilli" di Campagna Amica sono i prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all'estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici ai quali si aggiunge la lista delle razze animali che gli imprenditori agricoli di Campagna Amica allevano con passione. Si tratta in totale di 311 prodotti e razze animali raccolti nel corso di un censimento, curato dall'Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica. Nel corso di questo primo studio sono risultati 369 "agricoltori custodi", di cui il 25% sotto i 40 anni. Le aziende condotte da questi imprenditori per il 20% producono con il metodo biologico e il 5% è impegnato in attività di agricoltura sociale ai sensi della Legge 141/2015. Dei 311 prodotti della biodiversità censiti, il 90% sono presenti sui banchi di vendita diretta dei mercati di Campagna Amica, mentre il 10% può essere acquistato solo in punti vendita aziendali o durante eventi specifici. Il 16% sono frutti, il 44% è costituito da ortaggi, legumi e cereali, il 30% da derivati di razze animali che sono rappresentate da 55 razze diverse presenti nei registri e nei libri delle razze, il 3% da miele e prodotti spontanei ad alto valore ecosistemico, e infine trasformati di olivi e vitigni per un 7%. I "Sigilli" di Campagna Amica sono stati raccontati in un apposito atlante grazie ai contributi di accademici e studiosi, una ricerca di carattere sociologico con la presentazione di ricette e storie di agricoltori custodi, per comprendere l'importanza della conservazione di un patrimonio unico al mondo. 

 

I "Sigilli" sono infattiprodotti rari che posseggono caratteristiche assolutamente preziose che il mondo contadino ha sapientemente custodito contro l'omologazione e la banalizzazione dell'agricoltura. Dalla patata turchesa abruzzese dalla particolare colorazione violacea anche nella buccia al Formadi Frant del Friuli, vero e proprio testimonial della cucina anti spreco perché preparato mescolando gli scarti di altri formaggi, dalla pera angelica di Serrungarina delle Marche salvata dagli agricoltori custodi al formaggio Montebore piemontese dalla caratteristica forma a coni sovrapposti a formare una piccola torre la cui storia è antichissima, dal mais Spin del Trentino antica varietà coltivata fino ai primi anni '60 e poi quasi sparita  che prende il nome dalla particolare forma a uncino del chicco al peperone crusco lucano croccante come una patatina fritta e ancora  - continua la Coldiretti - dal conciato romano antico formaggio risalente all'epoca romana che viene ancora oggi fatto stagionare in orci di terracotta alla fagiolina del Trasimeno, caratteristico fagiolo piccolo come un chicco di riso e dal gusto molto delicato che si cuoce senza ammollo.

 

Alimentazione – Dieci diete a confronto: qual è quella giusta per te? (mariagraziacalvaresi)

mariagraziacalvaresi scrive nella categoria Alimentazione che: Da quella Dukan alla Mediterranea, Metabolica, Mlexitarian, la Mezza Porzione e ancora quella chiamata "della forchetta". Tante e svariate sono le diete che promettono grandi cose. Ma in mezzo a tant
vai agli ultimi aggiornamenti su: dieta dimagrire dukan mediterranea
2 Voti

Vai all'articolo completo » .Dieci diete a confronto: qual è quella giusta per te?.
Dieci diete a confronto: qual è quella giusta per te?

Alimentazione – Chi mangia prima di andare a letto ingrassa di più (mariagraziacalvaresi)

mariagraziacalvaresi scrive nella categoria Alimentazione che: Ebbene sì. Tutti lo sospettavamo e ora ne abbiamo conferma: mangiare subito prima di andare a letto fa prendere peso. La conferma arriva da uno studio condotto su 110 persone di età compresa tra i 18
vai agli ultimi aggiornamenti su: mangiare dormire ingrassare
2 Voti

Vai all'articolo completo » .Chi mangia prima di andare a letto ingrassa di più.
Chi mangia prima di andare a letto ingrassa di più

Alimentazione – Tutti Gli Alimenti Che Non Scadono (PaoloPol)

PaoloPol scrive nella categoria Alimentazione che: Siamo ormai abituati a controllarne la scadenza prima di consumare ogni pasto, giustamente. Con anche tutte le truffe alimentari che si vedono nei tg, meglio un\'occhiata in più, anche perchè ne va d
vai agli ultimi aggiornamenti su: scadenza cibo alimenti
2 Voti

Vai all'articolo completo » .Tutti Gli Alimenti Che Non Scadono.
Tutti Gli Alimenti Che Non Scadono