Al suo affacciarsi in politica qualcuno sorrideva. Parliamo di Paolo Zangrillo, che a tutti era apparso come l’ennesimo raccomandato, il fratello minore di Alberto Zangrillo, che fu medico personale di Silvio Berlusconi. Zangrillo junior, oggi 64 anni, s’è palesato sulla scena nel 2018, candidato ed eletto deputato nelle file di Forza Italia per volere del Cavaliere. Poi fu rieletto nel 2022, questa volta come senatore. Ma con l’arrivo a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni, ecco che Zangrillo ha fatto il suo ingresso addirittura nel governo, come ministro della Pubblica amministrazione (anche se fu annunciato come ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per colpa di un clamoroso errore di lettura). Il suo nome sta rimbalzando parecchio negli ultimi tempi, anche in chiave tutta interna a Forza Italia, perché è lui il principale interlocutore con cui si interfaccia Marina Berlusconi. Tanto che tra gli azzurri ormai è sempre più diffusa l’idea che sarà Zangrillo il prossimo segretario, quando si andrà al congresso, dopo le elezioni del 2027, e Antonio Tajani sarà costretto a passare la mano.

Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, su cui FI puntava parecchio, la primogenita del Cav ha deciso di incidere di più nella vita del partito. E lo si è visto in maniera plastica con la sostituzione dei due capigruppo alla Camera e al Senato, Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, con Enrico Costa e Stefania Craxi. Una richiesta antica di Marina che Tajani mai aveva soddisfatto. Ma con l’assurgere a leader dietro le quinte della presidente di Fininvest, è andato aumentando anche il ruolo di Zangrillo.
Zangrillo in pole rispetto a personaggi in ascesa come Occhiuto e Cirio
È con lui, infatti, che la figlia di Silvio si consulta più spesso, è con lui che si vede di sovente a pranzo nella sua abitazione in corso Venezia a Milano, dove lo chef Ruggero prepara dei gran risotti. Tanto che ormai i parlamentari azzurri sanno bene che, se vogliono far arrivare un messaggio a Marina Berlusconi, è con Zangrillo che devono parlare. «Parlate con lui e lei saprà», è il tam tam che viaggia dal Transatlantico di Montecitorio al Salone Garibaldi di Palazzo Madama. È il ministro, infatti, il principale trait d’union tra partito, territorio e famiglia. E quando si chiede a deputati e senatori forzisti chi potrebbe essere il futuro leader, la risposta è sempre la stessa: Zangrillo. Che viene dunque dato in pole position rispetto a personaggi in grande ascesa come Roberto Occhiuto e Alberto Cirio.

Del resto Zangrillo ha più confidenza con la famiglia, che frequenta da molti anni grazie al ruolo avuto dal fratello Alberto. E in questo tempo ha saputo instaurare un solido rapporto con Marina e Pier Silvio, che ne apprezzano le qualità politiche e umane. Insomma, è nato un feeling che per molti avrà come risultato la leadership di Forza Italia. Certo, alla rivoluzione manca parecchio, almeno un anno e mezzo, che in politica equivale a un’era geologica, soprattutto con le Politiche di mezzo. Ma per ora è lui il più accreditato alla successione.
In Lombardia Sorte resta coordinatore, Cattaneo vice
L’ha capito Occhiuto, che lo interpella spesso e l’ha pure invitato come ospite al congresso calabrese. E il rapporto è ottimo anche con altri coordinatori, a cominciare da Cirio. Del resto, lo stesso Tajani l’ha inviato sul territorio a dirimere i problemi e a far da mediatore in vista dei congressi. Almeno otto (su 20) andranno in scena prima dell’estate, tra cui quello più importante, in Lombardia, dove resterà coordinatore Alessandro Sorte, ma tra i suoi vice avrà un esponente della minoranza: Alessandro Cattaneo.
Ex rugbista, avvocato, Zangrillo fino al 2018 ha sempre lavorato nel privato, per esempio alla Magneti Marelli, tranne una parentesi in Acea. Sposato con Maria Luisa, ha tre figli: Carlotta, Alessandro e Francesco. «La nostra guida è Tajani, ma se servirà, se me lo chiedessero, io sono a disposizione», ha confidato Zangrillo qualche tempo fa a Il Foglio. «Conosco la famiglia Berlusconi da trent’anni, pranzo con Marina ma non ho bisogno di dirlo, non cerco i giornalisti per farlo sapere», aggiungeva, con un pizzico di veleno nei confronti dei colleghi di partito troppo ciarlieri.
Candidatura di Marina all’orizzonte? «Non credo»
E ancora: «Con i Berlusconi ho un rapporto che va oltre la politica. Marina è innamorata del suo mestiere e ha un amore viscerale per Forza Italia. È preziosissima nel darci i suoi consigli. Non credo che la sua candidatura sia all’orizzonte così come quella di Pier Silvio, che è impegnato nell’allargamento europeo dell’azienda». Concetti ribaditi più di recente pure alle agenzie di stampa. «Marina in questo passaggio politico sta dimostrando forza e visione. Lei a FI ci tiene, è normale e giusto che se ne interessi. Ma è anche vero che lei è innamorata di quello che fa, una sua candidatura al momento è impensabile».
Tutti messaggi che è la stessa primogenita a far filtrare, per bocca di Zangrillo. Dunque, se parlate col ministro della Pa, Marina saprà, ma se lo ascoltate, saprete anche cosa pensa Marina. E a Tajani non resta che abbozzare. Attenzione però: fino alle Politiche non si muoverà nulla. «Alle elezioni abbiamo bisogno di un partito forte e di un segretario altrettanto forte, indebolire Tajani renderebbe più debole anche FI e questo non conviene a nessuno. La rivoluzione, se ci sarà, arriverà dopo», confida una fonte autorevole del partito. E la rivoluzione ha sempre più l’identikit di Paolo Zangrillo, con dietro l’ombra Marina B.



















