Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria

Oltre il referendum c’è di più. I dati definitivi e ufficiali devono ancora essere certificati, è vero, ma una prima analisi del voto amministrativo che avrebbe dovuto portare alle urne 6 milioni di italiani (e invece ne ha portati poco più della metà) consegna la foto di un pareggione tra centrodestra e centrosinistra, con una città che spariglia, Venezia, e fa pendere la bilancia politica a favore di Giorgia Meloni

La vittoria di Venturini suona come una sberla al campo largo

I dati saranno poi pesati, letti e valutati in controluce, ognuno canterà vittoria, nessuno pronuncerà la parola sconfitta. Ma quando sui desk delle redazioni è arrivata la prima notizia della possibile e non prevista vittoria in Laguna di Simone Venturini, civico di centrodestra, sul compassato dem Andrea Martella, la lettura che ha prevalso è stata quella di una sberla al campo largo. O perlomeno, di un sano bagno di realismo dopo la sbornia del referendum. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Simone Venturini (Imagoeconomica).

Le battaglie nazionali alle Comunali contano poco

Perché troppi nei palazzi avevano fatto una facile equazione: Meloni sconfitta al referendum vuol dire Meloni sconfitta alle Politiche tra un anno. E invece oltre al No al referendum c’è di più. Innanzitutto chi bazzica un po’ la politica sa che le elezioni amministrative anticipano i trend politici ma non si fanno anticipare da loro. Chi spera di conquistare i Comuni grazie alle battaglie nazionali spesso sbaglia. Contano i candidati forti e non piazzati a fine carriera (e in questa tornata hanno vinto o i giovani o i capipopolo, come Vincenzo De Luca pronto a tornare regnante della sua Salerno per la quinta volta), contano i programmi più puntuali, dal futuro dei bus alla realizzazione di un marciapiede. 

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Vincenzo De Luca (Imagoeconomica).

Al campo largo non basta che il centrodestra combini guai

Eppure tutti a Venezia, dopo i disastri del trio Nordio-Venezi-Buttafuoco/Giuli, si aspettavano la vittoria del senior Andrea Martella sul giovane braccio destro dell’uscente Brugnaro. La vittoria del diligente e ordinato centrosinistra però non è arrivata nemmeno a fronte di un centrodestra pasticcione e scombussolato. Perché evidentemente non basta al campo largo che il centrodestra combini guai, nemmeno guai di rango internazionale, per vincere le elezioni. Un promemoria, questo, arrivato abbastanza in tempo per correre ai ripari, se Elly Schlein e Giuseppe Conte capiscono il messaggio. 

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Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La scelta di un sindaco scalda meno del No al referendum

Martedì con calma si cercherà anche di capire perché l’affluenza continua a calare; si cercherà di capire se, come molti temono, quei giovani corsi in massa a votare No al referendum sulla giustizia siano rimasti invece a casa quando si trattava di scegliere un sindaco. Ma intanto il messaggio degli elettori è arrivato forte e chiaro: servono programmi concreti e non ambigui, alleanze certe, candidati brillanti, insomma un progetto con la P maiuscola. Gli errori degli altri, l’antipatia degli italiani per Trump, la timidezza del governo nel criticare Israele, i salari bassi, le ristrettezze della sanità pubblica, non bastano. Per vincere, oltre al No, serve di più. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Giorgia Meloni (Ansa).