Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, ovvero i due cittadini italiani appartenenti al convoglio internazionale Global Sumud Land Convoy, fermato nella città libica di Sirte mentre era diretto verso la Striscia di Gaza, sarebbero stati trasferiti a Bengasi dalle autorità della Libia orientale e al momento sarebbero trattati come possibili immigrati clandestini. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, ha avviato verifiche sul caso e segue gli sviluppi in contatto con le autorità competenti.
Il Global Sumud Land Convoy è partito dalla Tripolitania occidentale
Del Global Sumud Land Convoy, partito dalla Tripolitania occidentale, facevano parte circa 200 persone, sette ambulanze e 10 camion di aiuti per la popolazione di Gaza. La missione terrestre, che puntava a raggiungere la Striscia dopo aver attraverso Libia ed Egitto, è stata però fermata a Sirte, uno dei principali punti di transizione tra le aree occidentali, controllate dal Governo di unità nazionale di Tripoli, e la Cirenaica orientale sotto influenza dell’Esercito nazionale libico (Enl), guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar.
Le negoziazioni al checkpoint e l’interruzione delle comunicazioni
Centrone e Alberizia facevano parte di una delegazione di 10 persone che si era diretta verso un checkpoint per negoziare il passaggio. Poco dopo si erano interrotte la diretta streaming delle operazioni e le comunicazioni con il gruppo, che sarebbe appunto stato trasferito a Bengasi, principale città dell’est del Paese. Trattati come possibili clandestini, gli attivisti potrebbero essere presto espulsi dalla Libia dopo un processo per direttissima, hanno riferito fonti informate sulla vicenda. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte delle autorità della Libia orientale né sulle ragioni del fermo (sarebbero stati accusati di ingresso illegale), né sullo status giuridico degli attivisti.
