È durato poco più di due ore l’interrogatorio bis preventivo di Emma Bergonzoni, la cardiochirurga indagata per omicidio colposo e falso in relazione alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto al termine di un calvario scaturito da un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. Con lei in questa tranche dell’inchiesta per falso è indagato anche Guido Oppido, il cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto insieme a Bergonzoni anche lui interrogato.
All’uscita dal palazzo di giustizia l’avvocato difensore di Bergonzoni, Vincenzo Maiello, non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a dire: ‘Lasciatemi riflettere’. Il secondo confronto davanti al giudice Mariano Sorrentino, si è reso necessario dopo che la Procura partenopea, rappresentata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha acquisito nuove testimonianze e un video estratto dal cellulare di un operatore socio-sanitario. Al centro del quadro accusatorio restano i tempi di inizio dell’espianto del cuore malato del bambino: secondo gli inquirenti, infatti, vi sarebbe una discrepanza tra i dati della cartella clinica (Cec) compilata dalla perfusionista e il referto operatorio.
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