Barone: opere pubbliche il fallimento della giunta Napoli

Una vera e propria soap opera quella che riguarda le opere pubbliche, tra cantieri eternamente aperti e risorse letteralmente sprecate per cose poi mai realizzate. Per la candidata alla carica di sindaca di Salerno Elisabetta Barone è ormai il tempo per recuperare il senso della misura e smettere di sprecare risorse finanziarie in opere mastodontiche. Tra i punti principali del programma della candidata di “Semplice Salerno” c’è l’istituzione di un Comitato di Garanzia sulle opere pubbliche incompiute in città. “Non più opere faraoniche, ma invece opere strategiche che migliorino nella sostanza la mobilità, la qualità dei servizi e la fruibilità turistica della città ispirandoci a modelli di sviluppo più sostenibili – dichiara Barone – Bisogna evitare gli sprechi e le sovrapposizioni di competenze che rallentano le procedure e le rendono meno trasparenti per il cittadino”. Il caso è quello di Piazza Cavour in centro città. “Sul lungomare sembra esserci stato un bombardamento” commenta Barone che poi ripercorre la storia di un vero e proprio fallimento degli ultimi anni. “La piazza è’ stata immaginata nel 2011, all’indomani delle elezioni del 14 e 15 maggio. Nel corso del primo Consiglio comunale, nel giugno di quell’anno, fu approvato un progetto di finanza per la realizzazione di due piani sottostanti comprendenti 200 posti auto a rotazione e 16 stalli privati, con l’idea di restituire parcheggi alla movida. Per arrivare ad una prima definizione della progettazione sono passati più di 4 anni con vari ricorsi al TAR. Soltanto nel 2018, dopo un lungo iter, fu assegnata alla società che aveva promosso la progettazione l’affidamento dell’area. Si apre il cantiere, passano, poi, ancora anni prima che ci sia un appalto per i sottoservizi da realizzare. Intanto, si scopre che la società che aveva vinto l’appalto aveva problemi di natura tributaria, di qui la revoca della concessione. Poi la Parking Cavour Salerno s.r.l. ha avuto in gestione l’area con un contratto per 99 anni. Il comune aveva dimenticato che la concessione non era possibile: cioè, quando aveva rilevato l’area da RFI, aveva avuto un diritto di superficie per 30 anni. Non conosciamo tutti gli atti perché nonostante io li abbia chiesti più volte, non mi sono mai stati consegnati. Evidentemente qualcuno non vuole che i salernitani sappiano cosa è accaduto in questi anni. In questo momento c’è un contenzioso in atto. Per rimuovere quello che c’era al centro della piazza abbiamo speso più di 1 milione di euro. Tutto questo ha dell’incredibile perché i cittadini sono stati privati di quello spazio per più di dieci anni e perché grandi risorse sono state sperperate senza che i salernitani potessero avere alcun vantaggio. Allora mi chiedo: a chi è servito tutto questo?” conclude Barone.

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