L’ascesa dell’AfD tra sondaggi e finanziamenti opachi

Il baricentro politico tedesco si sta spostando sempre più a destra. Alternative für Deutschland (Afd) è ormai diventata il primo partito a livello nazionale. I sondaggi più recenti confermano l’aumento del distacco dalla Cdu del cancelliere Friedrich Merz: secondo l’Istituto Forsa, l’estrema destra è al 27 per cento, davanti ai conservatori al 22 per cento. Merz è ai minimi storici, con la fiducia di solo il 15 per cento. E la discesa potrebbe ancora proseguire, visto l’andamento del governo: la Große Koalition con i socialdemocratici della Spd è una palla al piede per una Germania che sta sempre più sprofondando nella crisi economica. C’è poco da stupirsi dunque se l’AfD è in pole position in vista delle elezioni regionali che in autunno si terranno in tre Länder orientali. Ad attestarlo non solo solo i numeri dei centri di ricerca, che decretano impietosamente e progressivamente il disastro di Merz, ma anche quelli dei finanziamenti privati ai partiti, le donazioni che già a partire dallo scorso anno sono cresciute in maniera enorme a favore dell’AfD.

L’ascesa dell’AfD tra sondaggi e finanziamenti opachi
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (Ansa).

Nel 2025 l’AfD ha ricevuto donazioni per oltre 5 milioni

Secondo Lobbycontrol, organizzazione che monitora le attività delle formazioni in parlamento, il partito guidato da Alice Weidel e Tino Chrupalla nel 2025 ha aumentato le entrate derivanti da donazioni da quasi zero a oltre 5 milioni di euro, ma ci sono forti indizi che fanno sospettare l’esistenza di versamenti effettuati da prestanome. La donazione più consistente dovrebbe provenire in realtà dal miliardario tedesco-svizzero Henning Conle, che da tempo compare come finanziatore dell’AfD anche – stando a quanto denunciato da Lobbycontrol – ricorrendo a meccanismi di occultamento in parte illeciti.

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Alice Weidel e Tino Chrupalla, leader della AfD (Ansa).

Sospetti di irregolarità su alcuni finanziamenti

La donazione di Conle del 2025 è stata temporaneamente confiscata dall’amministrazione del Bundestag, mentre l’AfD ha intrapreso un’azione legale per rovesciare la decisione. Ma non è l’unica ad aver sollevato sospetti di irregolarità. In un altro caso, il donatore indicato dal partito, Horst Jan Winter, aveva a sua volta ricevuto una donazione milionaria dall’imprenditore Udo Böttcher, noto volto in Turingia, uno dei Länder della vecchia Germania Est dove la destra radicale è in forte ascesa. Resta da spiegare il boom di entrate dell’AfD: se tra il 2020 e il 2024, il partito aveva incassato in piccole donazioni private solo 500 mila euro, improvvisamente nel 2025 le donazioni sopra i 35 mila euro – e quindi da dichiarare al Bundestag – hanno superato i 5 milioni, con il 95 per cento del totale proveniente da un pugno di sostenitori.

Com’è cambiato l’atteggiamento dell’élite economica

Per Lobbycontrol, se fino a qualche tempo fa un sostegno aperto a un partito con ombre antidemocratiche non solo era strategicamente poco attraente, ma comportava anche un notevole stigma sociale, adesso si sta assistendo a un ribaltamento. E sebbene la Cdu nel 2025 abbia ricevuto complessivamente un numero maggiore di donazioni, nessun altro partito ha registrato un boom come quello di Alternative für Deutschland. Il flusso di denaro verso gli estremisti dimostra chiaramente che un sostegno più aperto al partito di estrema destra è diventato socialmente accettabile, con parte dell’élite economica e industriale che si sta preparando a una possibile partecipazione dell’AfD ai governi a livello regionale.

L’ascesa dell’AfD tra sondaggi e finanziamenti opachi
La co-leader dell’AfD Alice Weidel a Budapest (Ansa).

L’ultima bufera mediatica riguarda il miliardario berlinese Kurt Krieger. Nel 2024 aveva sovvenzionato il partito di Weidel e Chrupalla con solo 18 mila euro, ma è entrato nell’occhio del ciclone per aver sostenuto con convinzione le posizioni dell’AfD. La questione si inserisce nel dibattito più ampio sul rapporto tra il mondo economico tedesco e l’AfD, caratterizzato da un avvicinamento progressivo e sempre meno critico. Per Lobbycontrol il problema delle donazioni elevate, indipendentemente dal partito a cui sono destinate, è che rappresentano una porta d’accesso per influenzare la politica, erodendo la fiducia nelle istituzioni democratiche. Una tendenza che deve essere corretta.