Delitto di Garlasco, la procura di Pavia chiede la revisione della condanna di Stasi: cosa può succedere

La Procura di Pavia ha chiesto la revisione del processo in cui Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Lo ha confermato la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, al termine dell’incontro di questa mattina con il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. Per i pm sulla scena del crimine c’era Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.

Perché la Procura di Pavia chiede la revisione

Al centro dell’incontro andato in scena a Milano la chiusura delle indagini, atto che di norma prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, ma anche l’eventualità di un’istanza di revisione per Stasi, da presentare alla Corte d’Appello di Brescia. Sono diversi gli elementi emersi nella nuova inchiesta che hanno portato la Procura di Pavia a fare questo passo. I consulenti dei pm hanno attribuito a Sempio l’impronta palmare numero 33 repertata sulle scale dove venne gettato il corpo di Poggi. E sono compatibili sempre con Sempio le tracce di Dna sulle unghie della vittima. Inoltre, la consulenza medico-legale firmata dall’anatomopatologa forense Cristina Cattaneo sposterebbe l’orario dell’omicidio più tardi della ristretta finestra temporale tra le 9:12 e le 9:35, scagionando di fatto Stasi. Per i pm di Pavia l’unica persona condannata (in carcere dal 2015) è entrata nella villetta dei Poggi solo quando ha scoperto il corpo di Chiara e sulla scena del delitto, invece, ci sarebbe stato Sempio.

Delitto di Garlasco, la procura di Pavia chiede la revisione della condanna di Stasi: cosa può succedere
Chiara Poggi e Andrea Sempio (Ansa).

Nanni: «Non sarà uno studio né veloce né facile»

Nelle prossime settimane la Procura di Pavia trasmetterà alla Procura generale di Milano un’informazione sulla nuova inchiesta. I pm del capoluogo lombardo, a quel punto, valuteranno se chiedere ulteriori atti, ai fini di un’eventuale revisione del processo di Stasi. «Non possiamo sbilanciarci in alcun modo, dobbiamo ovviamente prima studiare le carte. Non sarà uno studio né veloce né facile», ha dichiarato Nanni.

Depositati gli audio su un possibile depistaggio

Intanto, lo Studio Legale Gasperini Fabrizi oggi ha depositato in Procura a Milano alcuni audio, che farebbero riferimento a una presunta pista alternativa e, soprattutto, a un possibile depistaggio nella nuova inchiesta.