L’attacco hacker che tra fine gennaio e inizio febbraio 2026 ha colpito i servizi amministrativi del polo delle Gallerie degli Uffizi — che comprende anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli — ha costretto la direzione a chiudere un intero pezzo di Palazzo Pitti, trasferire i gioielli più pregiati nel caveau della Banca d’Italia e murare porte e uscite di sicurezza con calce e mattoni. Secondo quanto riportato dal Corriere della sera, il gruppo hacker che ha violato la rete informatica del polo museale fiorentino avrebbe svuotato i server rubando archivio fotografico, codici di accesso, password, sistemi di allarme, mappe interne, ingressi, uscite e percorsi di servizio. Le informazioni così rubate, se utilizzate, consentirebbero di muoversi tra le sale sapendo esattamente dove passare e cosa disattivare. I ladri avrebbero minacciato di vendere questi dati sul dark web se le Gallerie non pagheranno un riscatto. Al lavoro, dopo la denuncia degli Uffizi, ci sono procura e polizia postale con il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
