Dopo lo Stretto di Hormuz ora è a rischio chiusura anche quello di Bab el-Mandeb

Dopo lo Stretto di Hormuz, l’Iran (coordinandosi con gli Houthi yemeniti) potrebbe bloccare anche quello di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso con il golfo di Aden e quindi con l’Oceano Indiano. Punto di collegamento tra l’Africa e la penisola arabica, Bab el-Mandeb rappresenta un altro nodo strategico del commercio mondiale di petrolio e una sua chiusura potrebbe causare uno dei peggiori shock di approvvigionamento degli ultimi decenni.

Dopo lo Stretto di Hormuz ora è a rischio chiusura anche quello di Bab el-Mandeb
La posizione dello stretto di Bab el-Mandeb.

La posizione strategica di Bab el-Mandeb

Lo stretto di Bab el-Mandeb, largo quasi 40 chilometri e lungo 130, separa il Corno d’Africa dalla punta meridionale della Penisola arabica. Sul lato ovest di questa piccola strozzatura geografica nel Mar Rosso si affacciano Eritrea, Gibuti e Somalia, mentre lungo il suo lato orientale si trova lo Yemen. L’isola Perim blocca parzialmente la parte più stretta sul lato yemenita, mentre poco più a sud, al largo di Gibuti, ci sono le Isole dei Sette Fratelli. Insomma, in realtà il passaggio è ancora più angusto. Il nome dello Stretto, inserito fin dall’antichità nelle rotte commerciali, è traducibile come “Porta delle Lacrime“: un’allusione alle minacce da sempre connesse al passaggio attraverso le sue acque, tra correnti trasversali, forti venti, scogli e secche. Senza dimenticare i pirati.

Dopo lo Stretto di Hormuz ora è a rischio chiusura anche quello di Bab el-Mandeb
La stretto di Bab el-Mandeb con le isole dello Yemen e di Gibuti.

Le conseguenze in caso di blocco dello stretto

Qualsiasi nave in movimento tra l’Asia e Europa attraverso il Mar Rosso è destinata a passare per Bab el-Mandeb, che funge da ingresso meridionale al Canale di Suez: da qui, ogni anno, transita circa il 12 per cento del commercio mondiale di petrolio via mare. Qualora il passaggio venisse limitato o bloccato, le navi sarebbero costrette a circumnavigare l’estremità meridionale dell’Africa, con enormi ripercussioni sul prezzo del petrolio.