La guerra energerica è arrivata anche in Israele. L’Iran ha infatti lanciato un attacco contro la raffineria di petrolio del gruppo Bazan nella baia di Haifa, nel nord dello Stato ebraico. A seguito del raid, che sarebbe stato condotto con una bomba a grappolo, si sono registrate interruzioni di corrente in diverse zone di Haifa e della vicina Kiryat Haim. Non sono state segnalate vittime a seguito dell’attacco che, come ha spiegato la televisione di stato iraniana, è stata una rappresaglia per i missili di Israele contro il giacimento di gas di South Pars. Teheran aveva già colpito l’area industriale di Ras Laffan in Qatar, il più grande hub di gas naturale liquefatto al mondo, provocando un incendio. A seguito del raid, Donald Trump aveva affermato che Washington «non sapeva nulla» dei piani di Tel Aviv per colpire il sito iraniano, al pari di Doha.
— OSINTtechnical (@Osinttechnical) March 19, 2026
Il ministro israeliano dell’Energia ha escluso danni significativi
«I danni alla rete elettrica nel nord sono localizzati e non significativi», ha dichiarato il ministro dell’Energia Eli Cohen: «La corrente verrà ripristinata entro breve tempo. Inoltre, il bombardamento non ha causato danni significativi alle infrastrutture dello Stato di Israele». Il ministero della Protezione Ambientale ha reso noto che, per timore della fuoriuscita di sostanze pericolose, presto giungerà sul posto il ministro Rami Rozen.
