di Gaia Afeltra
Dal cuore della Campania al palco simbolico della musica italiana. Francesco Comunale, produttore artistico originario di San Valentino Torio, è uno di quei professionisti che lavorano spesso dietro le quinte ma che, con intuizione e visione, riescono a trasformare una canzone in un fenomeno culturale. È ciò che è accaduto con “Soltero”, il brano cantato da Leonardo De Andreis che, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, è diventato un vero e proprio fenomeno social, conquistando milioni di visualizzazioni e trasformandosi in uno dei tormentoni più riconoscibili dell’anno, soprattutto tra la Generazione Z.
Dietro quel successo improvviso c’è una storia fatta di intuito, ascolto e perseveranza. Comunale ha firmato il progetto come produttore artistico, arrangiatore e direttore musicale, guidando l’intera costruzione sonora del brano e intuendo prima dei numeri e degli algoritmi che quella canzone aveva qualcosa di speciale.
L’intervista diventa così un racconto serrato su come nasce oggi una hit: tra social media, arrangiamenti musicali e quella capacità rara di riconoscere il momento giusto.
“Soltero” è diventato un fenomeno social. Come è nato tutto?
«Questo pezzo nasce dopo due produzioni precedenti con Leonardo. Lavoriamo insieme da quattro anni e tra noi si è creata subito una grande affinità musicale. Un giorno mi disse: “Ho questa canzone che mi piace tantissimo”.
All’inizio, però, i numeri non raccontavano una storia di successo.
«In un anno avevamo fatto circa 20 mila visualizzazioni. Poi succede una cosa curiosa: mia figlia la ascoltava a casa e continuava a dirmi “papà, rimettila”. Lì ho capito che c’era qualcosa.»
Un’intuizione semplice, quasi domestica. Ma decisiva. Quando avete capito che stava diventando un tormentone?
«Esattamente un anno dopo, il 24 dicembre 2025, il brano esplode. Leonardo ripubblica i primi 20 secondi e i numeri iniziano a crescere: 20 mila, 40 mila, 70 mila, 90 mila visualizzazioni. Il giorno dopo alcuni artisti iniziano a usarlo sui social.»
Poi arriva il momento in cui tutto cambia.
«Un amico mi manda un messaggio: guarda le storie di Tedua. Da lì parte tutto. In una settimana arriviamo a 30 milioni di visualizzazioni. Ed è stato un vero caos, soprattutto tra i ragazzi della Generazione Z.»
Hai ricoperto tre ruoli contemporaneamente: produttore artistico, arrangiatore e direttore musicale. Come si tengono insieme?
«Leonardo si è fidato di me al 100%. Io mi sono occupato della parte musicale e degli arrangiamenti. Ho chiamato il mio team di musicisti, persone con cui lavoro da anni, come Luca Scorziello, Gianluca D’Alessio e Jacopo Carlini e Matteo Carlini.»
Un lavoro collettivo, guidato però da una visione precisa.
«Ognuno ha contribuito alla realizzazione di ciò che avevo immaginato come arrangiatore.»
Gestire un successo virale non è semplice. Quando è arrivata la vera consapevolezza?
«Quando hanno iniziato a chiamare le major. Il brano era uscito con la mia etichetta indipendente, Highlights, poi abbiamo scelto Warner per la distribuzione.»
Ma il momento più difficile non è stato pubblicare la canzone.
«La parte più complicata è gestire un successo che arriva all’improvviso. È una vera onda che ti travolge.»
Oggi quanto contano i social per la musica?
«Moltissimo. Quindici o vent’anni fa c’era il prodotto fisico, il CD. Oggi ci sono Spotify e le piattaforme digitali. I social sono fondamentali, a volte più della televisione.»
La dimostrazione è proprio “Soltero”.
«Puoi fare venti passaggi televisivi senza risultati, ma quando una canzone esplode sui social può succedere tutto.»
Dal punto di vista musicale, qual è stata la chiave del successo?
Qui emerge forse l’intuizione più interessante di Comunale.
«Ho voluto far suonare il brano come i primi anni 2000. Ma non in modo nostalgico: suonato davvero.»
Una scelta controcorrente in un mercato dominato dall’elettronica.
«Negli ultimi anni era tutto molto elettronico. Noi abbiamo usato batteria, percussioni, basso: strumenti veri. Pochi synth, solo gli effetti necessari.»
Una sonorità più organica, quasi inattesa per il pubblico contemporaneo.
«Molti commentavano che ricordava le canzoni di Alex Britti degli anni 2000. Ed era proprio quello l’obiettivo.»
Il brano trasmette un’energia spontanea, quasi non costruita. Comunale lo conferma con semplicità.
«Abbiamo aggiunto un pizzico di divertimento e soprattutto tanta passione. Senza pensare ai numeri.»
E ora? Qual è il prossimo passo?
«Stiamo già lavorando a nuovi progetti con Leonardo. L’obiettivo è costruire qualcosa di importante per il futuro.»
Un percorso che guarda lontano.
«Vorrei che Leonardo facesse parte del panorama della musica italiana per molti anni.»
Dietro ogni hit che sembra nascere per caso c’è sempre qualcuno che, prima degli algoritmi e delle classifiche, ha saputo riconoscere il momento giusto.
Nel caso di Soltero, quell’intuizione porta il nome di Francesco Comunale, produttore di San Valentino Torio che ha trasformato una canzone rimasta in sospeso dopo Sanremo in uno dei fenomeni musicali più virali del 2026.
E forse è proprio questa la lezione più interessante della sua storia: a volte una hit non nasce quando viene pubblicata, ma quando qualcuno decide di crederci davvero.
L'articolo Comunale: L’intuizione che ha fatto esplodere “Soltero” proviene da Le Cronache.
