Arisa: dalla SPEI Formazione di Salerno al palco dell’Ariston

Il ritorno di Arisa al Festival di Sanremo ha il sapore delle grandi occasioni e delle storie che si intrecciano tra ricordi e successo. Dopo un periodo di assenza dalla kermesse dell’Ariston, la cantante lucana – all’anagrafe Rosalba Pippa – è pronta a riprendersi il palco che più volte l’ha vista protagonista, sostenuta non solo dai fan di tutta Italia ma anche da una “tifoseria” speciale: quella della SPEI – Ente di Formazione Professionale di Salerno, autorizzato dalla Regione Campania – in quanto in quelle aule ha conseguito la qualifica di estetista e acconciatore che le ha dato il via al mondo del lavoro e che ha portato avanti in concomitanza con la sua passione per il canto. In via Generale Gonzaga, sede dell’ente di formazione, l’emozione è palpabile. La dirigenza, i docenti e gli allievi e le allieve della scuola si preparano a seguire la diretta televisiva con il fiato sospeso, orgogliosi di vedere una loro ex studentessa calcare ancora una volta il prestigioso palco dell’Ariston. «Saremo davanti alla tv a tifare per lei», fanno sapere dall’istituto, diventato negli anni (e sono più di cinquanta), punto di riferimento sul territorio per chi intende intraprendere un percorso professionale. Tra le tante allieve formatesi alla Spei, il nome di Rosalba Pippa spicca come esempio di talento e determinazione. Prima di approdare al successo musicale, infatti, Arisa ha lavorato come estetista, costruendo passo dopo passo un percorso fatto di studio, sacrificio e passione. Un legame, quello con Salerno, che la stessa artista ha più volte ricordato pubblicamente, anche in occasione della tappa salernitana di Panorama d’Italia, la rassegna promossa dal magazine della Mondadori alla scoperta delle eccellenze del territorio nazionale. Quella di quest’anno è l’ottava partecipazione al Festival, un traguardo che racconta una carriera solida e costellata di successi. Il debutto risale al 2009, quando conquistò pubblico e critica vincendo la sezione “Nuove Proposte” con il brano Sincerità. Un’esplosione di freschezza e originalità che la impose immediatamente all’attenzione nazionale. Da allora, il rapporto con Sanremo è stato intenso e fortunato: secondo posto nel 2012 con La notte, brano divenuto uno dei suoi cavalli di battaglia, e vittoria nel 2014 con Controvento, consacrazione definitiva di un’artista capace di unire tecnica vocale e profondità interpretativa. Ora Arisa torna in gara con “Magica Favola”, un brano che già nelle prime anticipazioni ha ottenuto un ottimo consenso, alimentando aspettative e curiosità. La sua voce, capace di passare con naturalezza da registri delicati a intensità potenti, si prepara ancora una volta a incantare il pubblico dell’Ariston, in una sfida che si preannuncia ricca di emozioni. Dietro il nome d’arte Arisa si cela una storia familiare che parla di radici e affetti profondi. “Arisa” è infatti l’acronimo dei nomi dei suoi cari: A come Antonio, il padre; R come Rosalba; I e S come Isabella e Sabrina, le sorelle; A come Assunta, la madre. Un dettaglio che racconta il legame indissolubile con la famiglia, punto fermo di un percorso artistico vissuto sempre con autenticità e…sincerità. Alla Spei l’orgoglio è tangibile come lo era l’emozione del suo fondatore e storico preside Benito Cuomo quando la vide cantare per la prima volta in quel ormai lontano 2009. il corpo docente e dirigente sottolineano come la storia di Arisa rappresenti un esempio concreto per le nuove generazioni: la dimostrazione che la formazione professionale può essere una base solida su cui costruire strade anche inattese. Tra aule e laboratori, in quel 2009 nacque persino un piccolo “fan club scuola Spei”, segno di un affetto che va oltre il semplice ricordo di un’ex allieva e si trasforma in sostegno caloroso. Il ritorno di Arisa a Sanremo non è soltanto una tappa artistica, ma il simbolo di un percorso fatto di talento, studio e radici ben salde. E mentre le luci dell’Ariston si accendono, a Salerno c’è una scuola intera pronta a fare il tifo, con la consapevolezza che, comunque vada, quella “magica favola” è già una storia di successo.

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