Venezuela, riaperti i pozzi petroliferi dopo l’embargo Usa

La riapertura di parte dei pozzi petroliferi venezuelani segna una svolta dopo mesi di stop legati alle sanzioni statunitensi. Pdvsa, il colosso energetico controllato dallo Stato, ha rimesso in funzione impianti rimasti inattivi durante l’embargo, consentendo la ripartenza delle spedizioni di greggio già in questa settimana. Nelle ultime ore hanno lasciato i porti del Paese almeno due superpetroliere, ciascuna con un carico di circa 1,8 milioni di barili. Fonti citate da Reuters collegano queste partenze a un’intesa tra Caracas e Washington che prevede un volume complessivo di forniture fino a 50 milioni di barili.

Lo stop forzato con l’unica eccezione di Chevron

La ripresa arriva dopo un lungo periodo di quasi totale paralisi dell’export, che aveva messo in evidenza le difficoltà strutturali dell’industria petrolifera venezuelana sotto la pressione degli Stati Uniti. In questo scenario, l’unica eccezione era rappresentata da Chevron, autorizzata a operare con permessi speciali e con quantitativi ridotti destinati al mercato americano. Sul fronte giudiziario, intanto, il consiglio di amministrazione di Pdvsa designato dall’opposizione ha annunciato di aver presentato un ricorso contro la cessione di Citgo, la controllata statunitense della compagnia, vendita che era stata autorizzata dal Tribunale distrettuale del Delaware alla fine di novembre.