Toronto si prepara al Mondiale: arrivano i preservativi brandizzati

Il Mondiale, come ogni altro grande evento sportivo, rappresenta un banco di prova per le città chiamate a ospitarlo in termini di sicurezza, funzionalità delle infrastrutture e salute pubblica di atleti e tifosi. A Toronto, dove sono in programma la partita inaugurale della nazionale canadese e altri cinque match, la Toronto Public Health (Tph) ha annunciato un’iniziativa volta a incentivare la sicurezza sessuale di chi parteciperà all’evento (giocatori e non): la distribuzione gratuita di preservativi brandizzati.

La Toronto Public Health punta sulla prevenzione

La Tph ha rafforzato il programma di distribuzione di preservativi gratuiti nell’ambito delle proprie attività di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. L’iniziativa rientra nel più ampio programma di educazione e accesso alla salute sessuale CondomTO. L’obiettivo è semplice: ridurre barriere economiche e sociali all’uso del preservativo e rendere più accessibili questi contraccettivi, soprattutto tra i giovani. L’agenzia canadese responsabile per la salute pubblica ha comunicato i punti di distribuzione dei gadget, disponibili sino a esaurimento scorte; con l’auspicio che non vadano a ruba con la stessa velocità dei preservativi distribuiti nei villaggi olimpici di Milano-Cortina, terminati nel giro di appena tre giorni.

Toronto si prepara al Mondiale: arrivano i preservativi brandizzati
Toronto Public Health (foto X).

Il gergo calcistico entra nel packaging

In vista del Mondiale 2026, la città ha giocato di creatività creando preservativi con grafica e slogan ispirati al calcio. Espressioni come score safely, giochi di parole legati alle azioni di gioco ed emoji trasformano così un tema sanitario in un messaggio accessibile e divertente.

L’idea non è nuova. CondomTO aveva già lanciato iniziative simili nel 2014 durante il mese del Pride, nel 2015 in concomitanza con i Giochi Panamericani e ParaPanamericani e nel 2016 in occasione di un contest grafico.

Le ricadute della crisi di Hormuz sui condom

Ma non è tutto lattice e fiori. Ad altre latitudini la filiera produttiva dei condom è messa a dura prova dalla crisi dello Stretto di Hormuz e dalle tensioni legate alla guerra in Iran. Il blocco sta causando un aumento dei costi delle materie prime, con rincari potenziali fino al 30 per cento lungo la catena produttiva globale. A sostenerlo è l’amministratore delegato di Karex, azienda malese considerata il principale produttore mondiale di preservativi.