Salerno, Barone riparte dai quartieri

È scesa di nuovo in campo, dopo cinque anni di opposizione al consiglio comunale di Salerno, presentandosi come la sindaca della liberazione. Elisabetta Barone con Semplice Salerno ha avviato ieri il suo tour tra i quartieri della città di Salerno. L’idea di proseguire lì dove ci si era lasciati in occasione della precedente tornata elettorale, anche allora candidata alla carica di sindaca. Oggi, ancora con “Semplice Salerno”, l’intenzione è quella di mettersi in ascolto della città e dei suoi cittadini, quartiere per quartiere, per dire loro che possono essere i protagonisti di una liberazione “che è possibile e che può consentire a ciascuno di assumere con responsabilità la vita pubblica del proprio presente e del proprio futuro” ha dichiarato Barone durante il primo di una serie di incontri con i cittadini alla Pasticceria Mancini al Parco Arbostella, nella zona orientale di Salerno. Rivolgendosi ai residenti, Barone ha sottolineato l’esigenza di voltare pagina, per raccontare cose nuove, presentando ai cittadini una visione concrete. Proposte ma anche il racconto ai salernitani di quanto accaduto nei cinque anni alle spalle. “La città muore sotto lo smog e l’inquinamento, non possiamo poi pensare di continuare a cementificare la città, a pensare che questo sia l’unico sviluppo possibile”. Ha battuto su mobilità e sostenibilità la candidata di “Semplice Salerno” nel primo incontro con gli elettori, accendendo i riflettori sul Piano Urbano di Mobilità Sostenibile “costato 800mila euro, ma non realizzato, neppure le colonnine elettriche sono state realizzate” ha ancora attaccato Barone proponendo contestualmente la sua idea di città. Una Salerno in cui ci siano spazi pubblici destinati ai giovani, degli hub culturali di crescita e sviluppo, poi, ancora, un piano strategico per lo sviluppo economico per una città che abbia un respiro nuovo. Salerno può cambiare se i salernitani capiscono che possono determinare il cambiamento, l’assunto su cui poggia la campagna di Elisabetta Barone. “Siamo ancora tanto indietro, non abbiamo usato le risorse PNRR, non abbiamo pensato di utilizzare i tetti degli edifici pubblici per l’installazione dei pannelli fotovoltaici andando, così nella direzione della sostenibilità”.

L'articolo Salerno, Barone riparte dai quartieri proviene da Le Cronache.