È durata due ore la deposizione in Procura a Pavia di Marco Poggi, fratello di Chiara e all’epoca del delitto di Garlasco amico stretto di Andrea Sempio. Chiamato a deporre come testimone, ha negato di mai visto assieme all’unico indagato nella nuova inchiesta i video intimi della sorella e dell’allora fidanzato Alberto Stasi, che sta finendo di espiare i 16 anni di carcere confermati in Cassazione.

Sempio, rimasto in Procura quattro ore, si è avvalso della facoltà di non rispondere
Marco Poggi, dunque, sostanzialmente avrebbe ancora difeso il suo amico dell’epoca, sostenendo di non credere che sia lui l’autore del delitto. Per quanto riguarda Sempio, il 39enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi è rimasto in Procura quattro ore, ma – come avevano annunciato i legali – si è avvalso della facoltà di non rispondere, in attesa che venga depositata tutta la documentazione dell’inchiesta a suo carico cominciata oltre un anno fa. Secondo la Procura Sempio avrebbe ucciso «a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale», avvenuto nella villetta di Garlasco dopo la partenza per la montagna del resto della famiglia Poggi.

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Secondo quanto riportato dal Tg1, a Sempio sarebbe stata contestate delle intercettazioni in cui, parlando da solo, avrebbe detto di aver visto il video intimo, così come di aver chiamato Chiara Poggi e di aver tentato un approccio, respinto. Tanto che lei avrebbe detto di non voler parlare con lui, prima di riattaccare il telefono.
Nelle intercettazioni #AndreaSempio – parlando da solo – dice di aver chiamato Chiara prima del delitto, di aver tentato un approccio e lei avrebbe detto: non ci voglio parlare con te e ha attaccato il telefono.#Tg1 pic.twitter.com/btDhE8gdz2
— Tg1 (@Tg1Rai) May 6, 2026
Ieri erano invece state sentite come testimoni le gemelle Cappa
Ieri erano invece state sentite le cugine di Chiara Poggi, Paola e Stefania Cappa, che erano state ascoltate come testimoni anche nell’ambito della prima inchiesta che aveva portato alla condanna di Stasi. Una volta chiuse le indagini, la Procura di Pavia potrebbe mettere a disposizione anche gli atti della difesa di Stasi, per una richiesta di revisione del processo da parte dei suoi legali, che già avevano partecipato al maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte trovate in casa Poggi. Il deposito della chiusura delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, non sarebbe però imminente.
