Buttafuoco: «Alla Biennale selezioniamo opere, non passaporti»

«Chiudere a qualcuno significa rendere più fragile l’apertura verso l’altro e se la Biennale selezionasse non le opere ma le appartenenze, non le visioni ma i passaporti smetterebbe di essere il luogo dove il mondo si incontro e si incontra a maggior ragione quando il mondo è lacerato». Lo ha detto il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco alla conferenza stampa di presentazione della 61esima edizione, affrontando il tema della presenza russa alla manifestazione.

I riferimenti alle parole di Mattarella e Meloni

Buttafuoco, nel suo discorso, ha anche citato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale «ha detto chiaramente ai David di Donatello qual è il mandato del lavoro artistico e culturale: libertà e audacia». Da qui la scelta di consentire la partecipazione alla Russia. Poi un commento alle parole di Giorgia Meloni: «A precisa domanda ha detto: “La Fondazione Biennale di Venezia è autonoma, non sono d’accordo ma…” ed è proprio quel ma, e la ringrazio, ha confermato sgargiante e definitiva la libertà e l’autonomia»

L’ambasciatore russo: «Inaccettabili diktat dell’Ue»

Inaugurando il padiglione della Russia alla Biennale, l’ambasciatore in Italia Alexey Paramonov ha detto che c’è «qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell’ossessione dell’Ue di perseguitare la cultura e l’arte» di Mosca «attraverso sanzioni e ogni sorta di restrizione». E poi la difesa di Buttafuoco: «È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la Direzione della Biennale, siano diventate bersaglio di inaccettabili e brutali diktat e pressioni da parte dell’Ue i cui burocrati grigi e senza volto hanno fatto di tutto per abbassare la “cortina di ferro” e impedire qualsiasi scambio tra i Paesi Ue e la Russia». La Commissione europea ha inviato una seconda lettera alla Biennale per condannare la decisione di far partecipare la Federazione Russa.

Il blitz di Pussy Riot e Femen con lancio di fumogeni

Questa mattina ai Giardini della Biennale di Venezia c’è stato inoltre un blitz di Pussy Riot e Femen, che hanno lanciato fumogeni in segno di protesta contro l’apertura del padiglione russo. Assieme alle attiviste anti-Putin anche qualche centinaio di manifestanti aderenti a gruppi e movimenti vicini ai dissidenti russi.