“Votare Lamberti perchè Cava ci appartiene”

Assessore pluri-deleghe, è attualmente Consigliere Delegato alla Cultura, alle Politiche per la Tutela della Salute e agli Affari Legali. Laico da sempre impegnato nella Chiesa cattolica e nel volontariato. Attualmente, è anche componente del Consiglio di Amministrazione della “Fondazione dell’Università degli Studi di Salerno”. Molte le attività promosse e organizzate sin dalla giovinezza per la Città: in particolare, è stato Presidente del Comitato per la riapertura del Duomo di Cava de’ Tirreni, dopo i gravi danni provocati dal terremoto del 1980.

 

 

Prof Lamberti, la sua campagna elettorale sta proseguendo con successo. Ci vuole spiegare per quale motivo ha deciso di candidarsi, col Movimento Civico “Cava ci Appartiene“? Come risponderebbe a chi sostiene che la sua candidatura ha diviso il centrosinistra?

Come ho più volte dichiarato nel corso di questa campagna elettorale, la mia candidatura a Sindaco nasce da un sentimento profondo di responsabilità verso la nostra comunità e da un obbligo morale maturato nel corso di oltre un decennio di impegno amministrativo. Essa non scaturisce affatto da un divisivo protagonismo, bensì da una scelta sofferta e obbligata, determinata – mi duole dirlo – dal mancato accoglimento, da parte delle forze del centrosinistra, della necessità di definire un metodo e dei criteri condivisi per la selezione del candidato sindaco, nonché di un confronto preliminare sulle priorità programmatiche. Avevo proposto, con spirito di lealtà e collaborazione, di azzerare tutte le candidature già annunciate – compresa la mia – e di individuare una figura istituzionale di garanzia; avevo rilanciato con convinzione l’ipotesi delle primarie di coalizione, quale strumento trasparente e partecipato. Entrambe le proposte non sono state accolte.

Io ho lavorato per l’unità, non per la frammentazione. Ho cercato fino all’ultimo una sintesi alta, rispettosa della pluralità delle sensibilità politiche. Ma quando il metodo viene meno, quando non si riconosce il valore del dialogo e della condivisione, allora diventa doveroso assumersi la responsabilità di offrire alla città un progetto credibile, serio, fondato su una visione lunga. E “Cava ci Appartiene” rappresenta da anni un punto di riferimento sicuro, un presidio civico che ha già ottenuto un significativo consenso popolare (4.721 voti per la mia candidatura a Sindaco nel 2015) e che oggi rilancia, appunto, una candidatura “non più rinunciabile”, radicata nei valori del cattolicesimo democratico e sociale e orientata ad un Nuovo Rinascimento politico, culturale e sociale per la nostra città.

A chi parla di divisione, rispondo con le parole di Aldo Moro: la politica è “comprensione, mediazione, paziente composizione degli interessi diversi”. Io resto fedele a questa lezione. La mia candidatura non chiude porte: le apre. Non divide: unisce attorno a un progetto serio, inclusivo, fondato sul bene comune.

 

Quali sono le priorità politiche e programmatiche del movimento “Cava ci Appartiene” per la prossima consiliatura?

Le nostre priorità nascono da una visione di città fondata sulla centralità della persona, sulla coesione sociale e sulla responsabilità amministrativa. “Cava ci Appartiene” non propone un libro dei sogni, ma un progetto concreto, radicato nei valori del cattolicesimo democratico e sociale e orientato a un modello di città solidale, ordinata, accogliente e proiettata nel futuro.

Immaginiamo una città efficiente e solidale, inclusiva e sicura, capace di garantire servizi pubblici di qualità, rigore nella spesa, sostegno alle fragilità e attenzione alle periferie e alle frazioni, che consideriamo “il cuore della città”.

Ogni azione di riforma, però, richiede alcune “pre-condizioni”. In primo luogo, occorre operare una ridefinizione della macchina amministrativa dell’Ente, con nuove valutazioni in merito agli assetti delle posizioni dirigenziali, delle posizioni organizzative e delle distribuzioni dei carichi di lavoro. Ciò perché l’indirizzo politico, per tradursi in un’efficace azione amministrativa, richiede una adeguata sinergia ed una leale collaborazione, pur nell’autonomia delle rispettive funzioni, tra autorità politica ed amministrazione.

Solo così potremo impegnarci efficacemente per garantire e migliorare i servizi essenziali alla vita ordinata e dignitosa di una comunità. Nel metodo, inoltre, riteniamo opportuno procedere sia ad una campagna di ascolto dei cittadini sull’efficienza dei servizi comunali (anche attraverso la consegna di moduli di valutazione) e, correlativamente, a periodiche riunioni con i dirigenti e i funzionari preposti per un monitoraggio costante della qualità dei servizi.

Un’altra “precondizione”, poi, riguarda le finanze comunali: occorre, infatti, avviare le interlocuzioni necessarie con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con gli altri livelli istituzionali competenti per ridefinire il Piano di Riequilibrio, onde accelerare l’uscita dal medesimo nei tempi più brevi possibili, anche per consentire all’Ente una più rapida e piena funzionalità.

Con queste solide fondamenta, sul piano amministrativo e finanziario, potremo costruire la nostra idea di futuro, implementando una visione strategica di sviluppo che si articola nei progetti di Cava de’ Tirreni Città Parco Culturale, della Smart Valley e del Polo Tecnologico del Packaging, per creare opportunità di lavoro qualificato e trattenere i giovani.

Penso anche ad un tavolo permanente di confronto con le aziende, gli operatori del commercio e del turismo, con l’Università, per garantire un’azione sinergica di supporto al fine di stimolare nuove realtà imprenditoriali, di valorizzare a livello nazionale ed internazionale ciò che già esiste nel territorio e di accompagnare e sostenere le aziende nel superare le fasi di crisi.

Il tutto, si badi, in una prospettiva complessiva che si ispira ad una politica di ascolto e partecipazione, che intende valorizzare il civismo, le associazioni, i mondi produttivi e del lavoro, e che promuova una democrazia comunitaria, non individualista.

 

In particolare, come intende rilanciare le politiche culturali per Cava de’ Tirreni? Ritiene che vi siano ancora margini per riprendere il Progetto di candidatura di Cava de’ Tirreni a Capitale Italiana della Cultura?

La cultura è la spina dorsale del nostro progetto politico. “Cava ci Appartiene” ha sempre creduto profondamente nel nesso tra cultura e sviluppo: investire nella conoscenza, nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico, storico, paesaggistico e spirituale, nelle tradizioni e nella creatività significa investire nel futuro della nostra terra. In tal senso, mi piace richiamare la visione di Città e la progettualità espresse nelle Relazioni Strategiche sulla Cultura (atti di programmazione allegati al bilancio comunale) presentate dal 2019 al 2026, in nome delle quali abbiamo prospettato, nel breve termine, una programmazione di eventi molto significativa, pur condizionata fortemente dalla difficile situazione economico-finanziaria dell’Ente, e, nel medio termine, la candidatura di Cava de’ Tirreni a Capitale Italiana della Cultura.

Intendiamo quindi rilanciare la programmazione culturale attraverso una pianificazione strategica pluriennale, la valorizzazione dei nostri attrattori – dall’Abbazia ai Musei –, lo sviluppo di contenitori culturali, la creazione di un ecosistema culturale complessivo che coinvolga scuole, università, associazioni, imprese creative (e che, dunque, valorizzi il coinvolgimento di tutti gli attori e delle associazioni operanti sul territorio). Il progetto “Cava de’ Tirreni Città Parco Culturale”, con l’istituzione della relativa Fondazione rappresenta il cuore di questa visione: un modello innovativo, già sperimentato altrove, che integra ambiente, cultura, turismo, artigianato e attività produttive.

Quanto alla candidatura di Cava de’ Tirreni a Capitale Italiana della Cultura, ritengo perciò che vi siano margini significativi per rilanciarla e sostenerla, anche in sinergia con i vari livelli istituzionali e con il tessuto produttivo e associativo territoriale.

 

Quali sono le sue linee programmatiche nelle politiche sociali e sanitarie?

Le politiche sociali e sanitarie costituiscono l’ossatura etica e civile di una comunità che voglia definirsi realmente tale. Occorre rafforzare i servizi alla persona attraverso un sistema integrato che coinvolga istituzioni e Terzo Settore. Vogliamo, in particolare, potenziare i servizi domiciliari, sostenere le famiglie con minori, riqualificare i plessi scolastici, aumentare i posti disponibili negli asili nido, favorire la completa eliminazione delle barriere architettoniche, implementare politiche abitative che contrastino il disagio e la solitudine, istituire un servizio di emergenza sociale attivo 24 ore su 24, capace di intervenire tempestivamente nei casi di fragilità improvvisa.

Sul piano sanitario, dobbiamo portare avanti e migliorare il lavoro avviato negli anni passati: seguiremo attentamente il completamento della ristrutturazione dell’Ospedale (oltre che la valorizzazione dei reparti esistenti e l’attivazione dei nuovi reparti, come quello di oculistica), la piena attivazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità, il potenziamento dei servizi territoriali (con l’ampliamento dell’erogazione delle prestazioni sanitarie, anche con una ulteriore implementazione dei servizi dell’U.O. Materno-Infantile e delle attività correlate alle prestazioni ginecologiche, prevedendo anche una nuova allocazione della relativa sede), la tutela della medicina di prossimità e la telemedicina. Proponiamo anche la realizzazione di una nuova sede del Distretto sanitario, avviando con immediatezza le interlocuzioni con l’ASL Salerno, la Regione Campania e gli altri enti coinvolti, per migliorare l’erogazione di tutte le prestazioni sanitarie legate alla medicina territoriale.

Abbiamo già dimostrato, durante l’emergenza Covid-19, che una collaborazione costante con ASL, Regione e Azienda Ospedaliera può produrre risultati concreti e tangibili. La valorizzazione del nostro Ospedale – e, in particolare, la riqualificazione di alcune parti del Plesso – può essere assicurata attraendo anche i fondi previsti per gli Ospedali Museali, essendo il nostro nosocomio allocato in una struttura architettonica di pregio risalente al Quattrocento.

Il nostro obiettivo è chiaro: costruire una città che non lasci indietro nessuno, che accompagni ogni persona nelle diverse stagioni della vita, che faccia della cura un tratto distintivo della propria identità civica.

 

Quale programma di riqualificazione urbana immagina per la Città?

Da sempre, “Cava ci Appartiene” ha coltivato la visione di un grande progetto di rigenerazione urbana che abbia come obiettivo la valorizzazione e la riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato. Per esempio, Manifattura Tabacchi o l’ex Capitol non sono semplici edifici: sono luoghi simbolici, contenitori di memoria e potenzialità, che possono – anzi devono – diventare poli culturali, sociali, tecnologici. La nostra visione è quella di una città che non abbandona i suoi spazi, ma li rigenera, li restituisce alla comunità, li trasforma in opportunità di crescita. Pensiamo ad un auditorium moderno, a centri polifunzionali per la disabilità, a laboratori di innovazione e ricerca, a spazi culturali capaci di attrarre giovani e creatività. Così come dobbiamo avviare una riflessione sulla realizzazione di una metropolitana leggera, che possa favorire un progressivo miglioramento della mobilità dei cittadini cavesi.

Cava de’ Tirreni merita un salto di qualità urbano ed infrastrutturale che la proietti nel futuro senza tradire la sua storia. Ed è questo il percorso che intendiamo intraprendere.

 

In conclusione, quale progetto e quale visione di Città intende prospettare con la sua candidatura?

La visione che intendiamo proporre alla nostra comunità è quella di una città che ritrova il coraggio di guardare oltre l’orizzonte del contingente, di immaginare un futuro che sia all’altezza della sua storia millenaria. Una città che non si accontenta della gestione ordinaria, ma che ambisce a un Nuovo Rinascimento politico, culturale, sociale ed economico. Una città che mette al centro la persona, che valorizza i giovani, che cura le fragilità, che investe nella cultura come motore di sviluppo, che tutela il territorio come bene comune.

La nostra visione si fonda su un principio semplice e radicale: la politica deve tornare ad essere servizio, ascolto, responsabilità.

 

Perché – in poche battute – votare Armando Lamberti?

Perché Armando Lamberti ha testimoniato col suo vissuto l’amore per Cava de’ Tirreni, l’alto senso di responsabilità, ponendo tutto sé stesso al servizio della comunità; perché conosce a fondo le criticità della città, ne ha compreso le cause e sa come occorre ripartire; perché propone un progetto concreto e una visione limpida, capace di restituire efficienza all’amministrazione e di assicurare servizi tempestivi e di qualità, nonché nuove opportunità alla comunità; e perché attorno c’è una squadra esperta, metodica e responsabile, pronta a imprimere quel necessario cambio di passo che il presente ormai esige.

Esperienza, competenza, senso di responsabilità istituzionale, visione: questo è quanto intendiamo offrire alla Città. Camminiamo insieme! Perché “Cava ci Appartiene”!

 

 

 

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